Tra analogico e digitale, diapositive e foto d'epoca in bianco e nero incorniciano una lampada e la sua luce. Frammenti e sovrapposizioni – senza tempo – irradiano i dettagli nel nuovo progetto fotografico (cinematografico?) di Massimo Gardone per Foscarini

“È sempre solo un'intuizione”. Il progetto fotografico sviluppato da Massimo Gardone per Foscarini nasce da un'intuizione e prende forma dal suo sguardo poetico, grazie a una piccola lampada da tavolo, dalle linee semplici ed essenziali, che si inserisce in location e ambientazioni leggendarie.

Frammenti in bianco e nero, strappati al tempo e carichi di fascino, trovano nuova vita grazie a una sovrapposizione – virtuale e virtuosa – di immagini e diapositive che creano un ritaglio di colore grazie a un tocco luminoso: quello della Birdie Easy, la lampada di Ludovica+Roberto Palomba, pensata per il contract e che, nell'interpretazione evocativa del fotografo, ‘trasporta’ mitici luoghi del passato dedicati all'ospitalità internazionale nella contemporaneità. Come in un viaggio nel tempo, pregno di memoria ma con lo sguardo verso il futuro.

“Quando Foscarini mi chiese di interpretare le location per le nuove lampade Birdie” spiega Gardone “nacque l'idea di inserire le lampade in setting d'epoca, magari ispirati a vecchi film. La miccia era così innescata. Ma è stato quando immaginai di vedere lo sguardo di Joan Holloway, dalla serie Mad Man, nella ragazza seduta sulla poltrona al decimo piano del Rossiya Hotel di Mosca, ritratta in uno scatto del 1966, che capii che l'atmosfera di quei preziosi scatti in bianco e nero era quella giusta: il nostro racconto parte da qui, attingendo alle foto di un importante archivio di immagini”.

Nel lavoro di Massimo Gardone sfilano così, in successione, le immagini dell'archivio storico Bridgeman Images, che ci portano nella New York di inizio secolo, passando, mentre trascorrono gli anni, nell'hotel Knickerbocker, nella veranda del Park Avenue Hotel o nella lounge del White Hotel, arrivando poi a Londra, nella reading room dell'YMCA, e, nel 1937, in una camera del Copley Plaza Hotel di Boston, fino a concedersi, alla metà degli anni Ottanta, una sosta nella suite dell’Oriental Hotel di Bangkok.

Sul bianco e nero d'epoca sembra essere appoggiata una diapositiva 6x6 che incornicia uno scatto contemporaneo della lampada Birdie, immaginata in quello stesso luogo.

“Magicamente, in quel piccolo quadrato, la luce illumina la scena, i colori si fanno spazio tra i grigi, l’alchimia tra analogico e digitale è compiuta”, conclude Massimo Gardone. “Ogni immagine è un film, ogni immagine ci fa volare altrove”.