Cosmos e caos, corpo e mente, regola ed eccezione, individuo e collettività, naturale e artificiale: rappresentano il dualismo che esprime il confine aperto entro cui si muove l’esistenza umana. Un movimento dialettico che Massimo Iosa Ghini indaga in relazione al tema Open Borders, interpretando il materiale ceramico nella sua duplice valenza di pura forma astratta, impalpabile, mentale, e di forma organica, primitiva, corporea.

L’installazione riproduce i volumi composti di due unità abitative semplici, intese come paradigma dei valori universali dell’essere umano. La superficie ondulata che ne definisce l’esterno, costituita da un rivestimento in materiale ceramico, si piega e si frattura aprendosi alla contaminazione e alle potenzialità del processo casuale di riconfigurazione. La varietà cromatica e tattile dei prodotti Ceramiche Cerdisa consente di riprodurre un pattern ricco e vibrante.

All’interno, il volume puro caratterizzato da un rivestimento di piastrelle bianche riflettenti, evoca una dimensione temporale sospesa ed eterea. L’open border individua così lo spazio aperto di contaminazione fra polarità opposte: il dentro e il fuori, l’individualità e l’incontro con l’altro.

 

Progetto: Massimo Iosa Ghini

Realizzazione: Ceramiche Cerdisa

Luci: iGuzzini Illuminazione

 

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Massimo Iosa Ghini (ph. Massimi Listri)