Il grande designer e architetto italiano, fra le altre cose progettista del Museo del Novecento di Milano, ci ha lasciati oggi

Ci ha lasciati Italo Rota, nella sua casa di Milano all'età di 70 anni. Una delle menti più brillanti del panorama contemporaneo del progetto italiano nel mondo.

Creativo, architetto e designer, Rota si è formato presso lo studio Albini, prima, e Vittorio Gregotti, poi; ha firmato insieme con i colleghi Fornasari, Auxilia e Montanari, il Museo del Novecento nel Palazzo dell'Arengario in piazza Duomo a Milano, inaugurato nel 2010 e diventato il simbolo di un nuovo modo di fruire l'arte, o qualsiasi forma espressiva - tema che è sempre stato particolarmente a cuore a Rota. Il suo contribuito per il mondo museale ha rappresentato un'importante missione per la sua carriera.

Il suo sguardo, modo di pensare e di progettare era sempre rivolto al futuro: un approccio visionario ma estremamente concreto, sempre orientato a mettere in atto quelle idee esplosive che lo contraddistinguevano.

Poco dopo la laurea ottenuta nel 1982 al Politecnico di Milano, l'affiancamento a Gae Aulenti per la progettazione del Museo d'Orsay di Parigi, città in cui si trasferì fino alla metà degli anni '90: per la Ville Lumière progettò infatti anche il Museo d'Arte Moderna al Centre Pompidou, sempre con Aulenti, l'illuminazione di Notre Dame, le nuove sale della scuola francese alla Cour Carré del Louvre e la ristrutturazione del centro di Nantes.

Per INTERNI è stato - ed è - di famiglia. Un amico e una presenza preziosa, che ha contribuito a rendere inconfondibile l'anima del FuoriSalone, tra le altre, firmando insieme a Carlo Ratti - CRA Associati, le molteplici installazioni ideate di anno in anno per l'Orto Botanico di Brera, Milano, tra le quali: Walk the Talk nel 2023 e Feeling the Energy nel 2022.

Ci lascia anche in qualità di direttore della Nuova Accademia di Belle Arti (NABA), che rappresentava e guidava con lo spirito di chi con passione impara dal passato e dall'oggi, sempre guardando al futuro.

Stefano Boeri, presidente di Triennale Milano, ha comunicato la notizia all'Ansa: "faremo sicuramente la camera ardente in Triennale, che è la sua casa", dichiara. Rota ha infatti iniziato a lavorare per l'Istituzione milanese a trent'anni senza mai smettere.