Un documento programmatico per la ripartenza post Covid 19 che espone in che modo il design, unito all’innovazione tecnologica, può svolgere un ruolo centrale nel superamento della crisi sanitaria ed economica

Dal real estate all'ambito educativo, dall’abitare gli spazi domestici a quelli per l'ufficio, anche nella declinazione specifica delle banche. Dai luoghi dedicati alla salute ai ristoranti, dal mondo retail a quello dell’accoglienza, con focus sulla mobilità, sulla social innovation e sulla supply chain, la corretta gestione dei flussi in entrata e in uscita. Senza tralasciare un'attenzione particolare per gli spazi pubblici.

Sono queste le 13 tematiche su cui si è concentrata l’attenzione degli esperti della Design Force costituita dal DesignTech Hub di MIND Milano Innovation District che ha mobilitato un’ampia task force di settore per delineare i contorni del nuovo mondo in cui vivremo, coinvolgendo alcuni tra i più importanti studi di architettura e design nazionali e internazionali, al fianco di espertiprofessionisti e aziende di riferimento nei rispettivi ambiti.

Ideato da Hi-Interiors, il progetto si propone di consegnare alla società e alle istituzioni un documento programmatico per la ripartenza che espone come il design, unito all’innovazione tecnologica, può svolgere un ruolo centrale nel superamento della crisi sanitaria ed economica.

Con questa crisi, secondo la start up nata dalla volontà dei fratelli Tallarico, sono emerse, talvolta in modo drammatico, le criticità e i limiti di architetture, ambienti e oggetti che in molti casi si sono rivelati del tutto inadeguati a fronteggiare avvenimenti che, sebbene imprevedibili in sé o nella loro portata, sicuramente riflettono i profondi cambiamenti che sempre più rapidamente il mondo sta subendo, e che saranno sempre più in futuro.

Si ha ora l’opportunità di stabilire le basi essenziali per modellare il futuro con una visione più consapevole e per riscrivere gli spazi, gli ambienti e gli oggetti di domani in modo realmente nuovo, migliorando il vivere quotidiano. Ma anche ripensare gli insediamenti umani rendendoli più funzionali, innovativi e umani, nonché trasformare questa crisi in un nuovo grande inizio per una cultura del progetto con una importante funzione sociale, salvifica, o comunque atta a contribuire significativamente al miglioramento del Pianeta.

Il White Paper DesignTech for Future – consultabile sul sito www.thedesign.tech/it – raccoglie i contributi di tutti gli studi di progettazione coinvolti per proporre pensieri, idee, prospettive ma soprattutto soluzioni operative in 13 ambiti diversi.

Tre le chiavi comuni, relativamente all’approccio che il design dovrà assumere, al di là delle esigenze specifiche di ogni disciplina, emergono sostenibilità, tecnologia, flessibilità.

Emerge in primis come “gli edifici e gli spazi urbani non saranno per sempre” per cui, secondo gli esperti, va riprogettato il loro ciclo di vita, considerando la scelta di materiali nel rispetto dell’ambiente e in relazione a un loro possibile riuso, spingendo quindi sulla necessità di optare per componenti da assemblare, come si fa nel mondo automobilistico o aeronautico. Riusare le componenti, ma anche gli stessi edifici, imparando a riconvertire. Imprescindibile il tema dell’ambiente, dell’ecologia, “della progettazione sostenibile e biofilica”.  Non secondario anche il benessere legato alla fruibilità degli spazi aperti per fare delle abitazioni degli “ecosistemi aperti”.

Qualsiasi sia la tipologia, “la grande sfida delle rigenerazioni urbane sarà coniugare il bisogno di densità, di efficienza, con la necessità di creare spazi e ambienti sicuri dal punto di vista sanitario”. In generale, il concetto di cura evolverà in quello del prendersi cura, ponendo attenzione a tutti quei parametri che influiscono sul benessere delle persone: qualità dell’aria e dell’acqua, comfort termico, luminoso e acustico, alimentazione.

Circa il tema della salute, si rilancia l’idea del design su ampia scala, che entri nelle case delle persone: un nuovo modello di sanità diffuso e territoriale. Digitalizzazione, automazione, IT - Information Technology, medicina personalizzata e telemedicina supporteranno l’ospedale del futuro e lo collegheranno alle persone nel loro luogo di lavoro o residenza. Indipendentemente dalla scala del progetto “occorre continuare a pensare in chiave di economia circolare”. Nel mondo del food nello specifico: passione, determinazione e preparazione sono le parole chiave per cavalcare l’opportunità ed essere il protagonista di una valida ristrutturazione.

Design, tecnologia, ma anche cultura manageriale, per attuare la quale servono anche le necessarie dotazioni tecnologiche. Ma questo aspetto, secondo più esperti, è forse l’anello debole italiano, soprattutto nella disomogeneità di connessione del territorio. Si confida pertanto che questo periodo possa imprimere una forte spinta in tal senso. Per queste infrastrutture, come per le strutture sanitarie, si segnala la necessità di interventi urgenti.

Lavoro, tempo libero, acquisto e sport subiranno un profondo cambiamento di sostanza e forma anche a pandemia superata, da qui nasce l’idea di lavorare sul concetto di esperienza, si ipotizza, per esempio, lo shopping su appuntamento. In generale l’integrazione tra e-commerce e negozi fisici sarà fondamentale. Inoltre “gli alberghi prenderanno senz’altro ispirazione dal settore extra lusso, con una particolare attenzione alla privacy e allo spazio dedicato ad ogni ospite”.

In generale “si dovranno anticipare desideri e preoccupazioni” e per questo sarà indispensabile il dialogo tra committenza e designer, questi ultimi chiamati a trovare soluzioni innovative per risolvere problemi pratici, ridefinendo estetiche, rispondendo a normative, suggerendo proposte di qualità e sistemi di gestione.

Città, mobilità e spazi pubblici. Dalla task force emerge la linea condivisa che questa occasione vada sfruttata al meglio per portare avanti dei cambiamenti sistemici che possono consentire di affrontare la sfida del cambiamento climatico.  Considerando invece il tema degli spazi pubblici è evidente che passata la crisi, il concetto di smart-city non sarà più sufficiente, il passo ulteriore da compiere è verso la safe city: si guarda a modelli di città dove la tecnologia dialoga con la necessità di sicurezza e di controllo degli spazi, per ripristinare un senso di tranquillità nelle persone.

Nello specifico, i 13 tavoli di lavoro, ciascuno coordinato da uno degli studi o società aderenti, sono:

-Real Estate, a cura di Lendlease, in collaborazione con Giuseppe Tortato Architetti

-LivingPininfarina Architecture

-Office, a cura di DEGW/Lombardini 22, in collaborazione con Workitect

-Healthcare, a cura di Binini Partners, in collaborazione con Centro Medico Santagostino

-Restaurant, a cura di Lai Studio, in collaborazione con Food Lifestyle

-Retail, a cura di Piuarch

-Banking, a cura di MBA - Matteo Belfiore Architecture + Design

-Hospitality, a cura di Zaha Hadid Architects

-Public Spaces, a cura di Progetto CMR

-Mobility, a cura di MIC Mobility in Chain

-Supply Chain, a cura di PwC Italy | Operations

-Education, a cura di School For Dreamers

-Social Impact, a cura di PwC Italy | New Ventures | Innovation

Il documento programmatico nasce con l'intento di fornire al Sistema Italia, composto da istituzioni e mondo imprenditoriale, contenuti e proposte, sviluppati grazie a uno sforzo corale, che propongono di tracciare linee guida e spunti concreti per l'ideazione – nel breve, medio e lungo termine – di possibili soluzioni che, integrando design e tecnologia, trasformino i diversi spazi di vita quotidiana in base alle nuove esigenze, alla ‘nuova normalità’.

Data la centralità del ruolo del design nel dibattito pubblico sulla fase due, siamo stati chiamati in causa a immaginare il futuro degli spazi per progettare rapidamente un ritorno in sicurezza in quella che sarà la nuova quotidianità"

In questo contesto il DesignTech Hub vuole facilitare la collaborazione lungo tutta la catena del valore e favorire lo sviluppo di programmi di open innovation, valorizzando le risorse di Milano e MIND, per startup che vogliono accelerare la loro crescita e aziende alla ricerca di innovazione.