Il progetto En Mi Casa Habìa Tres Làmparas di Guillermo Perales Casado, Cristina Sequero e Alejandro Rosado ha ricevuto una menzione speciale nell’ambito del concorso “Il Design. Un viaggio tra Italia e Spagna” esposto durante il FuoriSalone all'evento Interni Human Spaces. Abbiamo intervistato Guillermo Perales Casado presso Istituto Marangoni The School of Design di Milano dove frequenta come visiting student

Il progetto degli studenti Guillermo Perales Casado, Cristina Sequero e Alejandro Rosado ha ricevuto una menzione speciale da Istituto Marangoni nell’ambito del concorso Il Design. Un viaggio tra Italia e Spagna lanciato dall'Ambasciata d'Italia a Madrid in collaborazione con Interni Magazine, con COAM (Colegio Oficial de Arquitectos de Madrid) e con di_mad (Association des Disegnadores de Madrid). E' stato esposto durante il FuoriSalone all'evento Interni Human Spaces che si è tenuto presso l'Università Statale dall'8 al 19 aprile scorso.

Il premio per la menzione al progetto è consistito in un visiting period a Milano e la possibilità di frequentare un corso estivo presso i laboratori di Istituto Marangoni.

Il programma educativo di Istituto Marangoni, sotto la direzione di Mark Anderson, prevede un'integrazione del made in Italy in un'ottica internazionale. In che modo hai percepito l’ambiente e l’offerta dei programmi di formazione? Qual è stato il focus sulla cultura delle nuove tecnologie?

Il progetto presentato a Milano è un lavoro di gruppo, un grazie speciale va ai miei compagni di corso Cristina Sequero e Alejandro Rosado. Il professor Anderson mi ha chiesto, come primo approccio formativo, di svilupparlo maggiormente rispetto a quanto presentato al FuoriSalone di Interni. Abbiamo fatto un lavoro di perfezionamento in termini di ricerca e di presentazione. Grazie ai laboratori integrati di Istituto Marangoni ho avuto modo di approfondire e scendere nel dettaglio del progetto En Mi Casa Habìa Tres Làmparas. L'oggetto presentato parte dallo studio delle caratteristiche del design italiano e sviluppa una lampada composta che ha il gusto per l'esplorazione e il progresso tecnologico, dove tempo e luce emergono come caratterisiche peculiari.

Ma per te, ora, cosa significa Italian Design?

Molti designer italiani parlano di tempo nei loro progetti. Prodotti per il futuro che guardano al passato. Per me, design italiano è un mix tra tradizione e innovazione, tecnologia e nuovi materiali. Il tempo entra prepotentemente nel progetto, non è solo la storia, ma un'unità di misura delle nostre azioni quotidiane.

Uno dei laboratori è lo spazio di stampa 3D, un luogo in cui tempo significa produzione e modalità di lavoro, macchina e progetto. Hai avuto modo di sviluppare un progetto specifico con questa nuova tecnologia?

Non solo, in queste tre settimane ho avuto la possibilità di sviluppare il progetto di un magazine, esperienza che non avevo mai fatto prima. E questa dimensione sperimentale, che finora avevo applicato agli studi di architettura, ho avuto modo di trasferirla alla grafica e all’impaginazione, alla composizione di un prodotto editoriale, come se fosse il progetto di un edificio o il progetto di un prodotto. Ho avuto modo di assistere a un processo di progettazione, direttamente dall'idea alla realizzazione.

La didattica con cui mi sono cofrontato, mette insieme in maniera avanzata tutti i vari approcci, in una visione orizzontale dell’apprendimento. I laboratori estivi ospitano diverse figure di studenti, sia per età anagrafica sia per provenienza professionale. Mi è capitato di confrontarmi con professionisti che desiderano perfezionare i loro studi e con studenti. Questa formazione orizzontale si muove in una dinamica di apprendimento-docenza che accresce la capacità di apprendimento e di costruzione.

Come ti aiuterà Istituto Marangoni nel tuo percorso futuro?

A costruire un futuro professionale più aperto, a confrontami con tutte le diverse competenze del progetto: fotografi, grafici, editori, costruttori, ma anche filosofi e giornalisti; e capire in che modo i diversi campi di approccio della professione si possono integrare. Per capire come e quali sono le nuove frontiere della professione, questo spazio è ideale.

Intervista a cura di Carlo Biasia