Un breve tour dei grandi autori del design e dell’architettura fra gli appuntamenti di Milano Design City

La bellezza di Milano Design City è la calma. Questa prima edizione è una versione dilatata della design week di aprile, con tempi e spazi molto diversi. C’è tempo per parlare e per guardare con attenzione. Tempo per osservare con serietà il lavoro delle aziende e dei progettisti.

Ecco una breve guida per design freak, non esaustiva ma piena di cose belle.

Idealmente si parte da Zanotta, ai caselli di Porta Nuova. La collezione Back to emotions - sei pezzi disegnati da Norguet, Serafini + Palomba, Lanzavecchia + Wai, Forster, Spalvieri & Del Ciotto – dialoga con le riedizioni recenti di Carlo Mollino, raccolte nella serie CM2020. Il set è perfetto per perdersi nei dettagli e riempirsi gli occhi.

Si prosegue con Moroso, che presenta la collezione Taba di Alfredo Haberli. Divani e sedute progettate intorno all’interazione fra persone con l’idea di sfuggire alle regole e “giocare con forme e poesia”, spiega Haberli.

Cambiando zona e dirigendosi verso il centro, si può passare da Alessi per dare un’occhiata all’ampliamento della collezione Plissé di Michele De Lucchi. Per poi dirigersi in corso Monforte per scoprire le novità della luce. La vetrina di Flos è dedicata a Coordinates, il sistema componibile di Michael Anastissiades. Pochi passi più avanti Daniel Rybakken è protagonista da Luceplan con la lampada Fienile, un oggetto che si ispira alle memorie d’infanzia del designer – Rybakken vuol dire fienile in norvegese - e il lavoro progettuale si concentra proprio sui paesaggi famigliari. Foscarini, sempre in corso Monforte, presenta una riedizione della lampada Twiggy: nuovo materiale, il legno,  e nuovo sistema illuminante per un progett che non smette di stupire per l'intelligente sistema di pesi che regolano l'altezza. I nuovi pezzi di Palomba+Serafini e Tord Boontje, più una riedizione di Lumiere di Rodlofo Dordoni, che per il trentesimo anniversario si veste di nuove finiture in vetro soffiato, completano le presenze nello store.

Da Artemide, in corso Monforte 19, le novità del 2020 sono firmate da BIG, Mario Cucinella e Alejandro Aravena. Oltre a un piccolo cameo di Davide Oldani che ha disegnato una lampada ideale per la mise en table di piatti da grande chef.

Si conclude con lo store Danese, in Piazza San Nazaro in Brolo. Un progetto a quattro mani – quelle di Giulio Iacchetti e Matteo Ragni – segna l’inizio di un a collaborazione con Pigna.  Una chicca per gli amanti della storia del design, che vedranno la prima collezione di stationery dedicata ai grandi progettisti. Si inizia con Enzo Mari e la Serie della Natura.