Studiopepe. presenta il nuovo video ‘Progetto Manifesto’ – colto, concettuale e spaziale – che mette in scena una ‘costellazione’ di progetti, arredi, ispirazioni (e domande) elaborati durante l'anno

I Progetti Manifesto sono sempre stati per Studiopepe un'occasione di approfondimento ma anche per porsi alcune domande. In un anno così complicato, lo studio milanese non si ferma e non smentisce, anzi, propone un nuovo video basato sull'approccio concettuale, impreziosito da un ampio, colto e visionario background iconografico, che lo distingue.

Una ‘costellazione’ immaginata da Studiopepe che raccoglie progetti, arredi, oggetti, luci, finiture, disegni ma anche ispirazioni (e domande, appunto) elaborati durante un anno sicuramente diverso dagli altri.

“Ogni Manifesto è unico”, raccontano Arianna Lelli Mami e Chiara Di Pinto, fondatrici dello studio creativo, “ma tutti condividono la nostra visione del design e rappresentano una raccolta di progetti e suggestioni elaborate durante l’anno trascorso: una sintesi che si manifesta nella progettazione di un luogo e di un'esperienza, ponendoci delle domande su temi quali la fruizione degli spazi pubblici o domestici e il nostro rapporto con gli oggetti”.

In questi tempi così complessi, le domande sono ancora più necessarie ma completamente diverse. La socialità e la fruizione di spazi collettivi sono radicalmente cambiate. Per questo motivo quest'anno, Studiopepe ha concentrato l’attenzione su un concetto relativo a una dimensione meno fisica e più mentale: il desiderio.

La parola desiderio è composta dal prefisso latino de-, che significa mancanza di qualcosa’, e la parola sidus, stella’. Desiderare qualcosa, quindi, significa letteralmente mancanza di stelle’, sentire una mancanza di stelle’, o, in altre parole, avere la percezione di una mancanza, sottintendendo di conseguenza un sentimento, o meglio, una pulsione verso una ricerca appassionata.

Da qui la scelta di Studiopepe di chiamare De-siderio la costellazione immaginata per il 2020. Una costellazione formata da tutti i progetti di product design che il duo ha realizzato quest’anno per diverse aziende: Baxter, cc-tapis, Gallotti&Radice, Petite Friture, Tacchini, Tooy, Wall&decò.

Una costellazione ricca e articolata che ha intrecciato la ricerca sulla forma e quella sui materiali, l'analisi dei segni e quella del linguaggio: tutti aspetti che distinguono la visione progettuale di Arianna e Chiara.

Non più un luogo fisico per contenere i progetti, ma un’architettura immaginaria nata per mettere in relazione i progetti, raccontati attraverso un video che utilizza il linguaggio evocativo e sinestetico tipico dell’arte, creando rimandi, connessioni, dialoghi, analogie.

Perché De-siderio è ciò che muove la nostra anima e ci mantiene curiosi, nella ricerca appassionata – e molto umana – di unione e bellezza” concludono Arianna e Chiara.