I materiali rappresentano un’intelligenza collettiva del progetto. In questo speciale in sei tappe, architetti e imprese italiane raccontano i materiali del futuro. Fra tradizione e innovazione. Sostenibilità, efficienza e durabilità ma anche bellezza, i paradigmi delle opere selezionate che declinano i grandi temi del nostro tempo: spazio e salute; economia circolare e ottimizzazione delle risorse; nuovi modelli dell’abitare. Oggi parliamo di cemento sperimentale

Alfonso Femia / Atelier(s) Femia AF517

“‘Innovativo’ è un aggettivo che si utilizza molto spesso nel settore del costruire, tanto da essere diventato un mantra progettuale. Per i materiali, l’innovazione ha una predominante componente tecnologica, qualcosa di molto più vicino all’interpolazione chimica e alle capacità prestazionali. Le aziende lavorano ad ampliamenti di gamma, variazioni e, più di rado, a vere e proprie rivoluzioni e/o evoluzioni. Nel mettere a punto nuovi materiali o nel riformulare quelli esistenti, ci sono degli elementi imprescindibili che attengono al processo virtuoso della produzione e all’applicazione orientata alla probità ecologica dei materiali, cogente per gli appalti pubblici, ormai da tre anni, dalla pubblicazione in G.U. del Decreto Legislativo sui Crediti Ambientali Minimi.

Qual è il motore del cambiamento per me? Fin dalle fasi iniziali di ogni progetto, valuto la materia che meglio esprime l’idea architettonica riferita al luogo, alla sua storia, al suo tempo, alla sua funzione e che, pur nell’originalità di ogni esperienza, deve sempre interagire con la mutevolezza della luce, per riflesso, ombra, percezione differente nelle diverse ore del giorno e nei diversi giorni dell’anno. Non ho l’obiettivo dell’eccezione, il custom unico usa e getta, preferisco dialogare con le aziende e i committenti per innovare ed evolvere, e per esaltare la filiera del fare italiano, unica per capacità, versatilità e competitività. Il materiale diventa un’inappellabile prova del nove del progetto stesso, perché conferma se stesso nell’integrazione con l’idea architettonica, con la sua capacità di controllare tutti i temi complessi destinati a emergere nello sviluppo di un’architettura che modella tutti i dettagli alla ricerca di equilibrio, armonia e, quindi, bellezza.

Per la Dallara Motorsport Academy, complesso espositivo con aree di formazione e museali a Varano de’ Melegari (PR), 2018, i pannelli prefabbricati in calcestruzzo ad alte prestazioni prodotti da Styl-Comp con principio attivo fotocatalitico TX Active in cemento (quest’ultimo di Heidelberg Italcementi) chiudono la costruzione sul fronte che volge a oriente, si caratterizzano per il decoro ondoso, una eco visiva del movimento e della mutevolezza che caratterizza tutto il progetto, e si trasformano, in corrispondenza delle grandi finestre, in un filtro che lascia passare la luce. Sono stati il risultato di un dialogo e una sfida con Styl-Comp, con l’obiettivo di riportare nell’architettura il calcestruzzo prefabbricato, ovvero la sua evoluzione contemporanea, così come abbiamo fatto per la ceramica, il legno e il vetrocemento. Questo esclusivo manufatto in calcestruzzo prefabbricato, grazie all’impiego del componente cementizio fotocatalitico, a contatto con la luce dei raggi solari attiva un processo ossidativo che cattura e trasforma parte degli inquinanti organici e inorganici nocivi presenti nell’aria in composti innocui, sali inerti che vengono dilavati dall’acqua piovana e garantiscono quindi totale pulizia a vita delle superfici esterne, contribuendo anche a ripulire l’atmosfera dallo smog”. Foto Stefano Anzini

Vudafieri Saverino Partners

“In un’epoca dominata dal concentramento urbano e dalla necessità di gestire le regole del distanziamento sociale, il Valet rappresenta una prospettiva interessante di streetscape, ridisegno della città a partire dalla strada e dal suo paesaggio. Questo speciale conglomerato cementizio sviluppato dal Centro Ricerca Italcementi, che si restituisce come sistema di piastre prefabbricate, modulari, drenanti, fotocatalitiche, antiscivolo, composte da inerti riciclati e riciclabili, facilmente assemblabili e riposizionabili, propone un modo concreto per affrontare la sfida della ripresa post-emergenziale. Con tempi e costi di costruzione ridotti (perché l’installazione non comporta opere edili), il parklet Valet consente di intervenire sui profili stradali, estendendo i marciapiedi e trasformandoli in giardini, dehors, spazi pedonali e luoghi di socialità. Permette di ripensare la forma della strada e il rapporto con le differenti categorie che la utilizzano: un tema centrale per migliorare la qualità della vita delle persone e le economie che vi si affacciano. Non solo. L’utilizzo riduce, soprattutto in estate, l’effetto ‘isola di calore’ che surriscalda i centri urbani, perché le lastre sono state concepite anche come matrice sulla quale collocare il verde (arbusti, alberature ombreggianti) e altri elementi (tende e ombrelloni, arredi e illuminazione). Noi lo sperimenteremo in via Melzo nel quartiere di Porta Venezia a Milano, individuato come primo teatro per una sua applicazione. Ci stiamo lavorando con altri due studi milanesi, PRR Architetti e Lorenzo Noè, e con cittadini, commercianti, enti territoriali della zona”.

Carla Caldani

Il nuovo Polo Didattico San Rossore 1938 dell’Università di Pisa inaugurato nel febbraio 2020, di cui mi sono occupata come direttore lavori, è firmato dallo studio capogruppo degli svizzeri Diener & Diener Architekten con lo studio di Pisa Heliopolis 21 e vede tra i progettisti il professor Alessandro Melis, socio fondatore dello studio pisano e prossimo curatore del Padiglione Italia alla XVII Mostra Internazionale di Architettura di Venezia. L’intervento, che ha uno stile prettamente brutalista, nasce da un fortunato sodalizio con l’Università di Pisa per trasformare un sito, originariamente occupato dai Laboratori Farmaceutici Guidotti e inquinato dalla presenza del mercurio e altri elementi, in un polo ecosostenibile il cui fabbisogno termico è soddisfatto interamente da un sistema geotermico misto. La facciata e le altre parti dell’edificio realizzate in calcestruzzo hanno ricevuto un trattamento innovativo con il cosiddetto ‘cemento liquido’. In realtà si tratta di Supershield Crystalspray, un prodotto liquido a base d’acqua ideale per superfici in calcestruzzo o supporti di matrice cementizia. Crystalspray è un attivatore di cristalli igroscopici a singolo componente (Sistema DPC) e può essere usato da solo oppure come primo trattamento in abbinamento con Multiseal. La combinazione Crystalspray + Multiseal costituisce il sistema Multiseal H, che consente di contrastare forti spinte idrostatiche. Grazie al sistema DPC (Deep Penetrating Capillary) il prodotto si riattiva ogni qualvolta si presentano fenomeni di umidità, creando un meccanismo di perenne di protezione. Inoltre la superficie è stata trattata sia internamente che esternamente con un prodotto protettivo, sempre di Supershield, a base di acqua e antigraffito”. Foto Ilaria Fruzzetti & Alessandro Gonnelli

Aldo Parisotto / Parisotto + Formenton Architetti

“Il nostro headquarter a Milano, P+F BOX, è stato concepito come un contenitore dedicato al progetto, alla creatività e al networking. La riqualificazione dello spazio è stata guidata dalla volontà di liberarlo dalle frammentazioni interne che si erano stratificate negli anni. Abbiamo quindi riportato a vista l’impianto originario e consentito alla luce naturale di penetrare il più possibile, grazie alle grandi vetrate presenti su più affacci. In particolare è stato usato Cimento, un composto cementizio innovativo con cui si realizzano pannelli per rivestimenti di pareti, pavimenti, facciate ventilate, che reinterpreta e attualizza il tradizionale calcestruzzo attraverso nuove valenze tattili ed estetiche, leggerezza strutturale e ampia versatilità di applicazione. Viste le sue peculiarità, lo abbiamo impiegato in diverse situazioni tra cui la pavimentazione di alcuni ambienti e il rivestimento di piani e volumi. L’effetto materico e tattile della superficie, la versatilità d’uso e la leggerezza hanno consentito, attraverso l’applicazione su superfici verticali e orizzontali, di ottenere coerenza formale nei diversi ambienti dello studio. La posa a contrasto con altri materiali come il rovere naturale e gli intonaci materici a base di terre è stata progettata per dare un sapore allo stesso tempo contemporaneo ed evergreen agli spazi di lavoro, pausa e incontro in cui si articola il nostro studio”. Foto Alberto Strada