Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori.

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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. -
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. -
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. -
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. -
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati scelti come formati complementari per incentivare il pubblico non solo a visualizzare e discutere, ma anche ad ascoltare, integrare e percepire il discorso dei partecipanti. Le presentazioni sarebbero state già di per sé abbastanza interessanti, ma gli organizzatori avevano deciso di portare le discussioni anche oltre, andando avanti con un impegno davvero impressionante per valorizzare il discorso in una prospettiva globale. I filantropi spesso fanno un unico investimento di sponsorizzazione, ma di rado forniscono i mezzi per mantenere sistematicamente un determinato livello di ricerca nel campo prescelto – in questo caso, il design – e poi sostenere il potenziale per un dialogo di alto livello tra creativi senza vincoli di sorta né richieste di risultati immediati. La road map internazionale di BE OPEN ha convinto anche gli scettici che si tratta di un progetto a lungo termine. Al forum mondiale di Basilea in Svizzera, Design Miami/Basel, BE OPEN non ha manifestato soltanto il proprio interesse per raggiungere i centri internazionali del design, ma ha anche consolidato la sua politica di lungo termine. La Fondazione ha inaugurato una nuova piattaforma a Design Miami/ Basel – nota come Inside the Academy – che si prefigge lo scopo di sostenere lo sviluppo del design contemporaneo e dell’istruzione delle arti applicate. Un’installazione di opere realizzate dalle principali scuole di design europee, un premio e un dibattito sulla formazione degli innovatori di domani hanno testimoniato della volontà di BE OPEN di continuare il lavoro già cominciato a Milano. BE OPEN ha collaborato con professionisti di spicco del mondo del design e gli eventi hanno attratto un grande pubblico del settore. Milano e Basilea hanno aperto la strada a piani strategici per portare avanti un’interazione sistematica e a lungo termine con le principali sedi del design mondiale. Naturalmente, non si può mai essere sicuri che un progetto globale di tale portata possa avere prospettive realistiche. Tuttavia, il concetto di un dialogo globale sul futuro è qualcosa che manca nell’odierno mondo postmoderno. In termini di visione globale, la portata dell’incarico che la Fondazione si è assunta è comparabile alla costruzione della Cattedrale di Saint Paul, ed Elena Baturina è assolutamente consapevole che questo obiettivo non possa essere raggiunto da soli. Con questa consapevolezza la Fondazione BE OPEN si avvale della consulenza di decine di professionisti che le danno una significativa posizione di vantaggio rispetto ad altre istituzioni a integrazione verticale. La governance della Fondazione è prevista per consentirle di essere una piattaforma universale che sostiene le discipline creative e capitalizza sul discorso contemporaneo. BE OPEN è stata creata per impegnarsi attivamente nel supporto dei pensatori creativi che sono destinati a plasmare la nostra società in futuro. Il team della Fondazione lavora sodo per assicurarsi che BE OPEN si impegni con le principali idee e tecnologie di oggi e domani. E’ fondamentale che il progetto BE OPEN abbia un approccio a lungo termine e che costituisca un luogo di incontro delle principali menti della nostra epoca su scala mondiale. La Fondazione potrà contare su fondi sufficienti per portare a termine tutto questo? Apparentemente sì. La Fondazione avrà abbastanza pazienza da mantenere vivo questo movimento? Sarà il tempo a dircelo … Da tutti i punti di vista l’attività della Fondazione ora sta accelerando e il prossimo progetto, post Milano e Basilea, potrà essere visibile (o meglio ascoltabile) a Londra. Sarà più astratto dei precedenti – arte e tecnologia invece di scienza e filosofia. Introdurrà anche il concetto di design 5D con cui BE OPEN propone di lavorare con i 5 sensi e le 5 varianti del design: il design di suono, luce, tatto, olfatto e gusto. Il design 5D sarà lanciato nell’ambito del London Design Festival 2012 e si prevede che farà molto scalpore a Trafalgar Square. Ogni giorno il Sound Portal di BE OPEN introdurrà uno dei cinque principali musicisti – maestri del sound design – che riprodurranno un ambiente sonoro unico: dal rumore del ghiacciaio che si fonde alla musica elettronica molto sofisticata. In cosa rientra questa installazione? Fa sorgere domande globali su cosa costituisca il nostro ambiente, cosa può cambiare il modo in cui funziona oggi il mondo e come sarà il nostro futuro condiviso”.  
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Visionary Architecture o architettura visionaria è il termine che si applica a una serie di rilevanti progetti costruttivi che hanno avuto un grande impatto sulla storia culturale, ma che non sono stati realizzati nel corso della vita dei rispettivi creatori. - [gallery ids="7254,7255,7256,7257,7258,7259,7260,7261,7262,7263,7264,7265,7266,7267,7268,7269,7270,7271,7272"]L’esempio della storia russa che colpisce maggiormente è quello della torre di Tatlin, nota anche come Monumento alla Terza Internazionale. Sebbene non sia mai stata costruita, i suoi disegni e il progetto sono diventati il simbolo dell’Avanguardia russa. Il genio di Tatlin ha fuso tra di loro le idee di Malevich, Kandinsky e Le Corbusier creando così un capolavoro che ha dato origine a una rivoluzione delle arti, architettura e cultura del XX secolo. Ci vogliono dei visionari per estrapolare le idee e creare qualcosa di nuovo e stimolante. Elena Baturina, la donna d’affari russa più ricca e influente, è sulla buona strada per riuscirci. Ha definito un’esigenza – quella di cominciare a lavorare per il futuro, a partire da oggi – e ora dirige con piglio pionieristico la sua Fondazione BE OPEN per trasformare una massa di idee creative in realtà. Nell’aprile del 2012, durante la settimana del design a Milano, la Fondazione BE OPEN ha inaugurato il suo primo progetto pubblico all’insegna del motto “Create the Future Now!”. L’Italia, paese natale del Rinascimento, era il luogo ideale per un dibattito globale sul pensiero attuale e futuro del design e per infondere vita, spirito ed energia a un progetto che si prefigge lo scopo di promuovere il dialogo mondiale tra creativi. I principali temi trattati – Sostenibilità, Felicità e il rapporto tra Locale e Globale – sono i tratti salienti del nuovo discorso in fieri di BE OPEN. Le principali attività sono consistite in una serie di presentazioni a opera di designer, architetti e creativi di nomea mondiale, che vanno da stilisti di moda a designer di auto, sociologi, storici dell’arte, curatori e persino un maestro di opere d’arte culinarie: hanno tutti scambiato idee sul processo e il progresso delle rispettive discipline. I partecipanti sono stati invitati a individuare e analizzare le tendenze predominanti che caratterizzano la creatività nel mondo moderno. Le discussioni, le installazioni e il programma di premiazioni sono stati sce