A Pontedera, in mostra ‘Paesaggi italiani in 150 anni di arte, fotografia, video e installazioni’

PALP Palazzo Pretorio Pontedera

fino al 26 aprile 2020

La mostra Arcadia e Apocalisse. Paesaggi italiani in 150 anni di arte, fotografia, video e installazioni indaga il modo in cui il paesaggio è stato percepito e rappresentato artisticamente dal 1850 fino ai giorni nostri, mettendo in luce quelli che sono stati i cambiamenti in materia di estetica e di codici rappresentativi e cercando al contempo di sensibilizzare sul tema del degrado ambientale.

Attraverso un lungo racconto che si avvale di opere pittoriche, scultoree, arti decorative, fotografia e nuovi media l’esposizione ruota intorno al pensiero creativo sul paesaggio, un genere pittorico ereditato dal Settecento per rispecchiare la natura nell’arte, in antitesi alla pittura mitologica e di storia, che si libera dai suoi stereotipi senza però scomparire, per la capacità che il paesaggio stesso ha di rinnovare profondamente i propri significati e codici rappresentativi, oltre che di riflettere le radicali trasformazioni della cultura artistica italiana e della società nel suo complesso.

La mostra si articola in vari capitoli dalla diversa estensione  Un autentico sentimento della natura, La stagione del futurismo, L’età delle trasformazioni: l’invenzione delle città, Dagli anni Venti alla guerra, Il paesaggio devastato: gli anni della guerra, Dal 1960 al 1990, Fino ai nostri giorni – che servendosi della pittura e della fotografia, più avanti anche dei video, dei film e delle installazioni, conducono lo spettatore a immergersi nei sentimenti e nelle riflessioni che, di decennio in decennio, il paesaggio ha ispirato negli artisti.

L'artista e fotografa Alice Pedroletti espone l'opera Study on a floating island (water, fall, flotation)2019 che appartiene al progetto Study on a floating island - Isola Comacina del 2015.

Il problema della temporalità è stato uno dei primi temi su cui ho iniziato a indagare nella relazione tra fotografia e scultura; il concetto di matrice presente in entrambe le discipline, la sua fragilità e diversa fisicità. Un pieno e un vuoto che si rincorrono all’infinito, riproducibili in determinate condizioni, ma in fondo sempre copie di un originale che non esiste più” spiega l'artista. 

“Come dei paesaggi antropizzati” prosegue Alice Pedroletti “le due discipline si rincorrono e modificano costantemente, legandosi alla storia dei luoghi in cui mi soffermo a vivere o lavorare, come nel caso dell’Isola Comacina. 

Il mio interesse per le isole, che io considero ‘galleggianti’ e che intendo come monumenti, architetture presistenti e clessidre, è iniziato diversi anni fa con uno studio sui calcestruzzi leggeri strutturali. I blocchi di cemento leggero possono essere scolpiti facilmente e a seconda della densità di composizione, galleggiano. Una volta che le sculture vengono immerse nell'acqua, si può osservare come si crei una seconda possibile realtà sotto la superficie: un divisorio naturale tra questo mondo in perenne evoluzione (e distruzione) e un altro che conserva tutto ciò che lentamente si perde in questo” conclude l'artista. 

La mostra Arcadia e Apocalisse. Paesaggi italiani in 150 anni di arte, fotografia, video e installazioni, ideata e curata da Daniela Fonti e Filippo Bacci di Capaci, è promossa dalla Fondazione per la Cultura Pontedera, dal Comune di Pontedera, dalla Fondazione Pisa, con il patrocinio e il contributo della Regione Toscana.