La mostra nell'Appartamento del Principe di Palazzo Reale trasporta lo spettatore in un viaggio nella calligrafia interpretato da sei artisti cinesi che hanno utilizzato (soltanto) Alcantara, materiale performante, versatile. E artistico

Palazzo Reale Milano

Fino all'11 ottobre (accesso gratuito e solo su prenotazione)

Appositamente concepita per l’Appartamento del Principe, la mostra Out of the Blue, Viaggio nella Calligrafia attraverso Alcantara, a cura di Dagmar Carnevale Lavezzoli e Katie Hill, segna una nuova fase del ciclo di esposizioni (guarda qui) che dal 2015 esplora le qualità di Alcantara come materiale performante e versatile per l’arte e il design, trasformando spazi di Palazzo Reale a Milano in porte d’accesso a proposte espositive inedite per contenuti e modalità di fruizione.

In Out of the Blue sei affermati artisti cinesi – Qin Feng, Qu Lei Lei, Sun Xun, Mao Lizi, Zhang Chun Hong, Wang Huangsheng –, combinando la tradizione millenaria propria della loro cultura con le tecnologie più innovative, si sono lasciati ispirare dalla specificità di un unico medium. Hanno così approfondito le potenzialità di Alcantara in ogni sua declinazione materica e progettuale, attraverso opere che offrono lettere trasversali, classiche e contemporanee.

L’Appartamento del Principe viene così trasformato: installazioni immersive site-specific dialogono, con affinità o contrasti, con le magnifiche sale affrescate. Spaziando da proiezioni digitali a ‘foreste di inchiostro’ su rotoli, gli artisti si ispirano alla pratica calligrafica per interrogarsi sulla natura della relazione che intercorre fra l’uomo e il mondo che lo circonda attraverso nozioni taoiste di temporalità, forza vitale e partecipazione.

Nella prima sala, l'artista Qu Lei Lei  elabora e reinterpreta l'antica arte della calligrafia come una molteplicità di forme che evocano la proliferazione e la frammentazione delle informazioni che ci circondano nella vita contemporanea.

Zhang Chun Hong, nella seconda sala, declina la sua cifra stilistica (capelli fluenti dipinti in ciocche sottili secondo lo stile Gongbi), per esprimere il concetto di forza vitale attraverso un’opera scultorea in cui natura, corpo e calligrafia diventano un’entità inscindibile.

L’opera di Qin Feng, realizzata attraverso una tecnica similare al dripping, fatta di schizzi, tracce, getti, sfrutta l’immediatezza dell’azione non presentando un’idea in divenire, bensì immediate forme dell’idea stessa. Non vi è alcuna distanza tra il pensiero e il gesto primigenio: la spontaneità del movimento calligrafico sprigiona un’energia primordiale, esprimendosi nel principio filosofico taoista del Wu Wei “agire nel non agire”.

Nei paraventi di Mao Lizi spruzzi di colori vivaci generando un ritmo visuale dalla forma a zig-zag. Secondo la filosofia taoista, la storia non procede in modo lineare, non è un vettore, bensì si sviluppa secondo il concetto di sincronicità. Alla linea orizzontale del pensiero sul tempo, l’artista ragiona seguendo una linea verticale, pensando fenomeni che coesistono contemporaneamente.

Nell’installazione digitale di Wang Huangsheng, lo sguardo si volge verso l’alto in un continuo movimento di luminosità e ideogrammi a evocare barlumi di pensieri fugaci e riflessi che scorrono in forma ipnotica.

L'ultima sala ospita una videoproiezione e un lungo rotolo dipinto. Sun Xun si inspira al ritmo dell’antica pratica calligrafica per creare delle animazioni contemporanee intrise di elementi simbolici. Evocando l’incontro tra cultura occidentale e orientale, tra dimensione terrena e ultraterrena, le linee nere calligrafiche prendono vita intrecciandosi a visioni oniriche. Un mondo surreale con creature mitologiche e paesaggi misteriosi si schiude davanti allo spettatore che ne diviene parte.