Nello storico stabilimento di Bra, nasce il nuovo hub della celebre azienda di laminati: aperto al progetto, aperto a tutti. Una sala, ideata da Giulio Iacchetti e Matteo Ragni, che espone 500 campioni di materiali per l'architettura, rivestimenti e nuovi macchinari

Il design sfida la crisi e l’emergenza. Nasce a Bra, in Piemonte, uno dei più grandi hub dedicati alla progettazione: uno spazio industriale e al contempo culturale, dove i materiali per l’architettura incontrano la storia del design. Un luogo in cui ancora riecheggia la presenza, la sapienza e il lavoro dei padri nobili’ del progetto mondiale, da Ettore Sottsass ad Alessandro Mendini.

Si chiama Abet World ed è la sala espositiva con oltre cinquecento campioni di materiali e rivestimenti ospitata nello stabilimento produttivo di Abet Laminati: un viaggio nell’eccellenza del made in Italy, l’occasione per scoprire il mondo delle superfici che da decenni segna con un’innovazione dopo l’altra l’universo del progetto nella piccola e grande scala, dall’arredamento all’architettura passando per l’arte e il design del pezzo unico.

Abet World si unisce al museo aziendale dove sono esposti i prodotti cult del design mondiale ideati da progettisti internazionali e realizzati con i laminati del brand piemontese. Insieme alla fabbrica che sorge nello stesso sito, danno così vita a un enorme hub del progetto, aperto, nella parte non destinata alla produzione, ai visitatori. Come spiega il CEO di Abet, Ettore Bandieri, “Abet World completa un percorso già avviato nella sede di Bra con il Museo di Abet, dove poter scoprire la storia delle più iconiche realizzazioni dei designer internazionali: un viaggio in sessant’anni di ispirazione, creatività, passione e successo del made in Italy”.

Progettata dai design curator di Abet Giulio Iacchetti e Matteo Ragni, Abet World apre le porte il 10 settembre con l’obiettivo di diventare la casa dei progettisti, il libro aperto da consultare per offrire a designer, architetti e aziende un abaco potenzialmente infinito di possibilità: il meglio dell’universo delle superfici e dei rivestimenti.

“È stato un onore e una sfida progettare Abet World, spiegano i progettisti. “La sala campionaria è un luogo speciale per ogni azienda, tanto più lo è per Abet in virtù delle nobili storie progettuali di cui l’azienda è portatrice, della rilevante ed estesa tipologia di materiali, delle varianti di finiture, colori, dimensioni e spessori. Un universo di materiali che ci ha suggerito il nome Abet World”.

Ma non è finita. Il design segna un altro punto contro la crisi, visto che Abet, nell’annus horribilis della pandemia, mette in moto in queste ore anche una serie di nuovi macchinari per aumentare la capacità produttiva, frutto di investimenti importanti nell’anno più difficile per le imprese e l’economia.

Si tratta di una nuova pressa ad altissima tecnologia: un gigante alto 30 metri che ha fatto il suo ingresso negli stabilimenti di Bra dentro 40 tir che nei mesi scorsi hanno trasportato le 500 tonnellate che la compongono e che occupano 1500 mq di superficie. Questo colosso non è semplicemente un macchinario in più: i suoi numeri rappresentano infatti un'iniezione fortissima per l'azienda in termini di ulteriore capacità produttiva destinata al mondo del design. Un segno di speranza e fiducia nell’anno più complicato a livello mondiale.