Pubblicità dadaiste, piccoli oggetti di Noguchi, i prodotti seriali (e la filosofia) di una designer francese dei nostri giorni. E un omaggio a Italo Rota

Dopo la sbornia del Salone del Mobile e della Design Week milanese, quest’anno con numeri da capogiro per quanto riguarda l’afflusso di visitatori, è bello tornare in libreria (e un po’ anche al cinema) con un volume che - attraverso le scenografie e i bozzetti del designer brutalista Ken Adam - ci porta dritti all’atmosfera unica dei film di spionaggio degli anni Sessanta.

Da non perdere anche il saggio appena pubblicato su quel grande genio della comunicazione che è stato Armando Testa e che, insieme ai libri dedicati ad Alvar Aalto e a Isamu Noguchi, ci porta al cuore del Novecento.

Per approdare, infine, alle imperfezioni di Inga Sampé e alle riflessioni del grande Italo Rota.

1. La casa imperfetta di Inga Sampé, a cura di Massimo Sammicheli (Electa, 35 euro)

Per Inga Sempé, industrial designer nata a Parigi e creatrice di collezioni seriali per aziende come Luceplan, Cappellini, Edra, Baccarat o Ligne Roset, il primo dovere di un designer è soprattutto quello di “contribuire all’evoluzione della società con atteggiamenti consapevoli che rispettino l’uomo e l’ambiente attraverso oggetti durevoli”.

Per questo Inga Sampé non disegna pezzi da esposizione ma prodotti per la produzione in serie, poltrone, lampade o portasalviette, concepiti per durare nel tempo, anche grazie a un linguaggio contemporaneo e universale.

L’occasione per comprendere meglio la sua particolare poetica progettuale viene oggi da una mostra e dal libro fresco di stampa La casa imperfetta, un po’ saggio e un po’ catalogo della mostra appena inaugurata alla Triennale di Milano (aperta al pubblico fino al 15 settembre 2024). Arricchito da disegni, fotografie e interviste, un volume rche acconta molto bene la filosofia di Inga Sempé e il suo desiderio di sviluppare nuove forme e funzioni contro ogni sorta di pigrizia.

A chi piacerà A chi interessato ad approfondire il tema super attuale del prendere ispirazione dai piccoli gesti “della vita quotidiana”. Magari accompagnato dai testi critici di Giampiero Bosoni, Megan Dinius de Kalbermatten, Laura Maggi, Massimo Orsini, Eugenio Perazza, Marco Sammicheli, Inga Sempé, Patrizia Vicenzi e Pilar Viladas.

2. The Ken Adam Archive, AA.VV. (Ed. Taschen, 850 euro)

Si dice che un buon scenografo cinematografico debba essere allo stesso tempo un architetto, un disegnatore, un pittore, un ingegnere e un visionario. Senza dubbio Ken Adam è stato questo ma, soprattutto, un coltissimo visionario.

Considerato uno dei giganti della scenografia brutalista, Ken Adam è passato alla storia come l'architetto della satira cinematografica sulla Guerra Fredda, l’ispiratore dei meravigliosi covi tecnologici degli avversari di James Bond e del Dottor Stranamore di Stanley Kubrick, luoghi che hanno contribuito a creare l’estetica futuribile (e ironica) della lotta tra i blocchi Est e Ovest.

Questo prezioso libro appena pubblicato da Taschen ne ripercorre il lavoro attraverso schizzi, concepts e preziose fotografie provenienti dal suo archivio privato, oggi conservato dalla Deutsche Kinemathek.

A chi piacerà Un volume da collezione (importante anche nel prezzo) che piacerà ai creativi e ai cinefili appassionati di film d’azione degli anni Sessanta, da “007-Licenza di uccidere” a “007-Si vive solo due volte”, passando per Stanley Kublick.

3. Alvar Aalto di Philippe Trétiack e Isamu Noguchi di Marion Bley (Johan & Levi, 20 euro cad.)

Sono dedicati a due giganti del design e dell’architettura le ultime due nuove monografie pubblicate nella collana "La biblioteca dell’amatore", che l’editore Johan & Levi di Milano dedica alle figure iconiche del XX secolo, in collaborazione con l’editore francese Les Arènes.

Il volume dedicato ad Alvar Aalto, con un inedito dello stesso architetto finlandese e un testo di Philippe Trétiack, ripercorre le tappe umane e professionali, dagli studi a Helsinki fino ai viaggi in Italia, di Alvar Aalto.

Il saggio che la giornalista Marion Bley ha dedicato allo scultore, designer, architetto e paesaggista giapponese Isamu Noguchi, invece, è un vero e proprio viaggio tra tradizione e modernità. Dunque fedel alla vita di Noguchi, animo sensibile perennemente divisa tra Giappone e Stati Uniti.

A chi piacerà Agli studenti e agli studiosi del XX secolo, ricchissimo momento storico che, essendocelo appena lasciato alle spalle, forse dobbiamo ancora compendere a pieno.

4. Cosmologia portatile di Italo Rota e Valentina Ciuffi (Quodlibet, 23 euro)

«Smettere di usare una cosa vuol dire usarne altre, magari inventarne altre. Le vecchie ricette non servono per le nuove malattie, e questo è molto liberatorio». Così scriveva l’architetto e designer Italo Rota in un libro che non è certo una novità (la prima edizione risale a 10 anni fa) ma che, a poche settimane dalla sua prematura scomparsa, vale davvero la pena di rileggere.

Coautore (insieme a Fabio Fornasari) del “Museo del 900” di Milano e dei padiglioni Expo di Milano, Saragoza e Dubai, “ecologista iper-critico” e designer molto attento alle possibilità offerte dall’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, Italo Rota lascia a colleghi, giornalisti e appassionati la testimonanza di uno sguardo unico: poetico, artistico e pratico al tempo stesso.

Inserire questo libro, un piccolo viaggio nella complessità della vivace cosmogonia creativa di Italo Rota, vuole essere un piccolo omaggio a una delle personalità più interessanti dell’architettura e del design degli ultimi vent’anni.

A chi piacerà Ai creativi di ogni età, attratti da una visione sul mondo sempre capace di unire utopia e tecnologia per approdare a progetti sostenibili, reversibili e rispettosi dell’ambiente.

5. Armando Testa, a cura di Gemma De Angelis Testa, Tim Marlow, Elisabetta Barisoni (Silvana Editoriale, 36 euro)

Ippopotami azzurri, totem di sfere rosso lacca, donnine a forma di cono, elefanti con le ruote: è la realtà “dadasta” vista con gli occhi di Armando Testa, l’artista e pubblicitario torinese che nel secolo scorso ha plasmato l’immaginario collettivo degli italiani attraverso figure e slogan divenuti iconici.

Questo libro, curato dalla moglie, offre finalmente uno sguardo approfondito sulla poliedrica produzione artistica che lo ha reso uno dei protagonisti della cultura visiva contemporanea, ideatore di celebri figure-icone, dal messaggio pubblicitario fino a quello della promozione culturale.

Un volume che restituisce al lettore il valore di Armando Testa come pittore, scultore, disegnatore e creatore di infinite suggestioni condensate in una sintesi inaspettata che, viste tutte insieme, diventano strumenti che raccontano un po’ anche chi eravamo e chi siamo diventati.

A chi piacerà A chi ha voglia di ripercorrere le radici della moderna pubblicità e di lasciarsi ispirare dai più grandi. L’occasione per scoprire perché i prodotti, passati attraverso la penna di Armando Testa, da semplici oggetti (una tazzina di caffè, un amaro, uno pneumatico) si sono tramutati in paradigmi della cultura di massa.