150 anni di tessuti, 60 anni di storia del Design attraverso le foto dello Studio Ballo&Ballo, 50 anni di pezzi iconici rieditati da Cassina: sono tra le letture da non perdere questo mese
Se la voglia di vacanza porta con sé anche quella di leggere, la rubrica di questo mese risponde con tre volumi all’altezza.

Il primo è dedicato al lavoro di Aldo Ballo e della moglie Mariarosa Toscani, oggetto anche di una mostra in corso a Milano; l’altro è un’immersione nei colori delle stoffe dell’azienda Galtrucco di Milano;  l’ultimo, infine, ripercorre la collezione che Cassina dedica -da 50 anni- a “iMaestri” del design.

Ma c’è spazio anche per l’urbanistica e la micromobilità (parola che sentiremo sempre più spesso), oltre che per l’ironia di chi, Salone dopo Salone, ce l’ha con i designer “tutta forma e poca sostanza”.

1. Ballo & Ballo. Fotografia e design a Milano 1956-2005, a cura di Silvia Paoli (Silvanaeditoriale, 34 euro)

232 scatti dedicati al mondo del design attraverso 60 anni di attività dello studio fotografico Ballo & Ballo, un sodalizio artistico che ha reso famosi nel mondo Aldo Ballo e sua moglie Mariarosa Toscani. Sono i numeri di un volume fatto di immagini che, fino al 3 novembre, si possono in parte vedere in mostra al Castello Sforzesco.

L’occasione è di quelle importanti: l’Archivio dello studio (parliamo di più di 180.000 fotografie) entra a far parte del già ampio patrimonio del Civico Archivio Fotografico di Milano, creato nel 1933 e che a oggi, nella sua sede del Castello Sforzesco, ha raccolto, catalogato ed esibito in pubblico più di un milione di immagini.

Pagina dopo pagina, il libro costruisce così un racconto per immagini delle vicende milanesi dell’arte, del design e dell’architettura, dalla fine degli anni Cinquanta ai nostri giorni. Frutto del lavoro di uno studio inaugurato nel 1957 e da subito punto di riferimento per artisti, designer e architetti grazie alla perizia, alla professionalità e alla competenza di entrambi i fotografi, tra i più richiesti e apprezzati dalle personalità del settore.

A chi piacerà Ai cultori della storia del design che, dagli anni Cinquanta, in Italia ha avuto in Milano il suo baricentro e una porta d’accesso verso il resto del mondo. Con le immagini dei protagonisti, dei prototipi e degli oggetti che hanno scritto 60 anni di storia del prodotto e del costume.

2. Echoes. Cassina, 50 years of iMaestri a cura di Ivan Mietton (Rizzoli, 85 euro)

Sono tante che i pezzi della Collezione iMaestri raccontano dal 1965, quando Cassina ha cominciato a raccogliere e rieditare i modelli iconici dei più importanti architetti e designer del XX secolo, rielaborati attraverso un lungo processo di studio, ricerca e sviluppo realizzato grazie all’esperienza di Cassina.

Contribuendo così a produrre e sviluppare progetti senza tempo alla cultura e al design. La collezione racconta l'incontro tra Cassina e architetti come Franco Albini, Gio Ponti e Carlo Scarpa, e l’introduzione dei disegni di Marco Zanuso, Ico Parisi e Vico Magistretti.

Ivan Mietton, esperto di design e curatore delle più importanti mostre di settore, le racconta in questo libro a partire da un’accurata ricerca e dall’attenta analisi di materiale d’archivio, schizzi annotati, disegni e immagini storiche.

A chi piacerà A chi del design, da professionista o da fruitore, ama soprattutto la capacità che ha di creare dei ponti tra passato, presente e futuro. Un’alchimia che può accadere solo quando si incontra il lavoro di autentici “Maestri”, appunto.

3. Muoversi in uno spazio stretto. Verso una nuova mobilità di Federico Parolotto (Quodlibet Studio, 16 euro)

Garantire la mobilità di persone e cose è stato sinonimo di progresso e sviluppo ma si è rivelata anche una delle cause delle varie crisi che affliggono il pianeta, dalla perdita di biodiversità alle emissioni di gas nocivi.

E, negli ultimi decenni, soprattutto a causa dell’automobile, ha contribuito fortemente anche alla perdita delle relazioni di prossimità, portando verso una progressiva atomizzazione sociale. A partire da queste considerazioni, l’architetto e urbanista Federico Parolotto si interroga sui nuovi modi di spostarsi e, analizzando alcuni esempi di trasformazione (Mosca, Parigi, Milano e Barcellona), racconta nuove forme possibili di mobilità. Adatte alle nostre città fittamente popolate come alle zone a bassa densità.

A chi piacerà A tutti quelli che hanno a cuore il tema della nuova mobilità, una delle sfide più urgenti del nostro tempo. E che, abbandonando la seducente rincorsa all’accelerazione, vogliono cercare di rispondere al bisogno di spostarsi senza consumare ancora spazio. Per riuscirci servono competenze diverse e, soprattutto, l’impegno di tutti.

4. Te lo do io il design. Storie di evitabile follia di Marisa Fumagalli (Editore Rubbettino, 15 euro)

Porta po’ di leggerezza questo libro che, in bilico tra serietà e ironia, mette alla berlina i difetti di un certo design contemporaneo. Quello che, nella creazione di semplici oggetti d’uso, più che occuparsi della funzione dell’oggetto stesso, vuole soprattutto stupire, puntando molto sull’estetica.

Il risultato? Prodotti ingombranti, difficili da usare o, addirittura, poco funzionali. Marisa Fumagalli, storica firma del Corriere della Sera, ha riunito in queste pagine le osservazioni (e le esperienze) sue e di 18 tra amici, colleghi, architetti e designer (c’è anche Alberto Alessi che racconta de “La moka del nonno Bialetti”).

Perché, anche se raramente lo si ammette, è capitato a tutti, almeno una volta, di sentirsi a disagio di fronte a certi prodotti. Anche sulle tavole dei ristoranti, dove i designer di piatti e posate, sostiene l’autrice, pensano a tutto fuori che all’uso degli stessi. Avete mai provato a bere il caffè da una tazzina ovale?

A chi piacerà A chi, giornalista o “design tourist”, di fronte alle creazioni esposte durante la Design Week, almeno una volta si è chiesto: ma è una lampada, un tavolino o un attacapanni? E, naturalmente, ai designer dotati di autoironia.

5. Tessuti di Moda (AA.VV., Corsiero editore, 38 euro)

A metà tra grafica, moda e design, parliamo ora dell’ultimo volume di una trilogia dedicata a Galtrucco, marchio storico della produzione tessile nato 150 anni fa e noto per la qualità dei tessuti, la bellezza delle vetrine e il rapporto con i grandi stilisti. Ma anche per l’architettura e per gli arredi dei negozi ideati da rinomati progetti¬sti, come Melchiorre Bega e Guglielmo Ulrich.

Questo libro, uscito qualche mese fa ma facile da trovare, racconta l’evoluzione delle stoffe e della moda nel Novecento attraverso gli archivi Galtrucco e i canoni dell’eleganza milanese, dagli anni della moda su misura al prêt-à-porter fino al 2001, quando l’azienda ha cessato l’attività commerciale per dedicarsi all’organizzazione di eventi o esposizioni legati soprattutto alla moda e al design nella sua storica sede milanese di Via San Gregorio.

A chi piacerà A chi di una storia d’impresa vuole soprattutto cogliere i dietro le quinte, i segreti di una visione, in questo caso quelli di un’azienda che –da sola- ha scritto un capitolo importante della moda italiana. Tra eccellenza artigianale, talento imprenditoriale e design.