Sono sudari laici, carichi della memoria di infinite storie rimosse, parole e immagini. Vero e proprio tempio laico del sapere, l’Università degli Studi appare la naturale collocazione dell’opera perché, come ricordano le parole di Aldo Colonetti, “il design come l’architettura non possono dimenticare che l’arte sta alla base di ogni disciplina progettuale.
Non sono passati invano nelle aule del Bauhaus artisti come Klee, Kandinskij, Moholy-Nagy. Ovvero l’arte come ‘luogo espressivo della libertà’, al di là delle necessità operative e funzionali che contraddistinguono un oggetto, un’architettura, un carattere tipografico o una pagina pubblicitaria”.
Time After Time è stata ideata da Gianluigi Colin con la produzione della Galleria De Ambrogi e la collaborazione dello studio De Ambrogi.