Lo studio Nenmar ha ristrutturato, con soluzioni mirate e olistiche, un attico in un edificio Anni 40 in un piccolo villaggio dell'Engadina presso St. Moritz

“Questo progetto è il risultato della nostra filosofia progettuale: nessun spazio può vivere isolato, ma va pensato, sviluppato e coordinato con la maglia architettonica e gli elementi la costituiscono.” Con queste parole, Gianluca Nencini, Head of Architecture di Nenmar introduce un recente intervento realizzato dallo studio in Engadina. Il progetto è partito dal desiderio del committente di rimodellare completamente gli spazi di un attico situato in un edificio Anni 40 nella parte alta di Celerina, piccolo villaggio vicino a St. Moritz che ha la fortuna di godere del maggior numero di ore di sole rispetto a qualsiasi altra città o villaggio dell'Engadina.

Come un'imbarcazione

Nell'intervento, la priorità è stata data alla zona giorno per poter accogliere gli ospiti senza vincoli e permettere la vista sulla valle. “Ogni elemento e/o dettaglio è la risposta a un perché... niente è lasciato al caso, tutto ha uno scopo”, prosegue Nencini. L'approccio progettuale è stato in stile “cantieristica navale”: l'interno è stato pensato come una imbarcazione dove ogni spazio vuoto/pieno è stato trasformato in uno spazio funzionale. La cucina esistente è stata “spostata” dalla facciata principale ottenendo più spazio per l’uso quotidiano, collegandosi con la vista principale.

La cucina come blocco materico

La modifica della cucina, prima legata sia formalmente sia visivamente con il soggiorno (risultando in uno spazio non circoscritto), ha delineato l'ingresso. Camere degli ospiti, sala da pranzo e cucina hanno altezze di 2,5 metri, mentre un doppio volume segue il sottotetto da un massimo di 4 a un minimo di 1,6 metri di altezza per zona giorno e camera da letto principale. La cucina si trova tra questi due volumi, un blocco materico in rovere naturale che definisce ingresso e zona giorno.

Nascondere con il legno

Pannelli di rovere, derivati dallo stesso lotto della pavimentazione, sono stati applicati lungo il perimetro per “nascondere” discretamente porte che aprono su altri ambienti e spazi funzionali, conservando intatta l'integrità formale. Il legno cela le incongruenze, conferendo uniformità architettonica; crea simmetria funzionando da elemento unificante. Le pareti in legno trasmettono una sensazione di calore all'ambiente e allo stesso tempo ne migliorano isolamento termico e acustico.

Legname di recupero, pietre di scarto e intonaci naturali

Massima attenzione è stata riservata all'approvvigionamento e utilizzo dei materiali. Il legno è stato ricavato da un vecchio fienile e riportato alla sua finitura originale; la pietra Matraia è stata riutilizzata da un blocco di pietra di scarto, che ha determinato le dimensioni dei due lavandini e della panca nel bagno. Il muro è stato rifinito con un intonaco naturale finito a calce.

Semplicità come forma di raffinatezza

“Il progetto rispecchia la nostra convinzione che la semplicità sia l'ultima forma di raffinatezza, realizzata attraverso soluzioni olistiche che mirano a fare la differenza in positivo nella vita giorno dopo giorno”, spiega Nencini. L'intervento ha mantenuto elementi di interesse esistenti come le travi in legno dove il “nuovo” si esprime in chiave contemporanea. Gli spazi con altezza ridotta del soggiorno sono stati utilizzati come spazio informale per la TV ma anche come estensione formale del soggiorno stesso. La luce artificiale è stata coordinata con la maglia architettonica, gli spazi sono illuminati di riflesso, ottenuto illuminando le superfici. Mobili, arredi e complementi sono stati realizzati su misura per completare gli spazi.

Foto DSL Studio.