Pensato per accogliere – e mescolare – studenti e smart worker, viaggiatori e cittadini, The Student Hotel Bologna offre un’ospitalità ibrida, oltre che un polo di connessione del e nel quartiere Bolognina. ‘Una casa lontano da casa’ inclusiva e comunitaria

Lo scenario dell’ospitalità sta cambiando: un’evoluzione conseguente (anche) alla pandemia. Stanno emergendo nuovi modelli di riferimento per i viaggiatori che richiedono soluzioni abitative – e lavorative – accoglienti e stimolanti, flessibili e multifunzionali, tecnologiche e sostenibili, sempre più personalizzate e interconnesse con il luogo in cui sorgono.

Un concept ibrido per i nuovi viaggiatori

Torna quindi in auge la condivisione, nel rispetto dei protocolli sanitari ovviamente. E il gruppo olandese TSH risponde proponendo il concept ibrido ed esperienziale che lo distingue – casa per studenti, hotel, aree eventi e spazi di coworking in un unico luogo che mescola turisti e giovani da tutto il mondo con il vicinato – anche a Bologna, dopo lapertura di Firenze Lavagnini nel 2018. E continua così a investire, con convinzione, in Italia.

Un polo di ospitalità e attrattività

Situato in Bolognina – quartiere in fermento urbanistico, sociale, creativo e (multi)culturale, a ridosso del centro storico – The Student Hotel Bologna si candida a diventare un polo di ospitalità e attrattività cittadina, pensato per mettere in contatto e riunire persone dalle esperienze di vita più diverse; il tutto contaminando il design identificativo di TSH con elementi chiave dell’identità cittadina. La scelta di un grande edificio brutalista costruito alla fine degli anni ’80 in via Fioravanti 27 è stata fortemente voluta da Charlie MacGregor, fondatore e ceo di The Student Hotel: nessun altro immobile coniugava così perfettamente l’anima inclusiva della Bolognina e il valore comunitario di TSH.

Da struttura brutalista a luogo di aggregazione

Luogo simbolico di aggregazione, la corte dell’ex struttura industriale è stata interamente conservata e trasformata nel cuore dell’attività sociale di TSH Bologna: ora ospita una piscina e una zona ristorante con tavoli e aree in cui poter lavorare e studiare all’aria aperta. “Abbiamo voluto mantenere la volumetria industriale originale, rigenerandola e modellandone gli spazi interni”, spiega Matteo Fantoni, fondatore di Matteo Fantoni Studio, che ha curato il progetto architettonico.

Rigenerazione urbana in stile underground

“L'edificio dismesso è stato trasformato in un volano per la rigenerazione di un quadrante della città di Bologna, con un occhio attento alla sostenibilità ambientale, alla contestualizzazione e all’inclusione”, aggiunge Francesco Conserva di Open Project, responsabile del progetto definitivo, esecutivo e della direzione lavori. Per esprimere lo spirito di profondo rinnovamento che TSH sta già portando in Bolognina, si è puntato su uno stile ispirato dal carattere vivace della cultura underground della città. Sono stati eliminati tutti gli elementi superflui, liberando così spazi che sono stati riempiti con oggetti e arredi tipici dello stile TSH, mentre sono stati mantenuti elementi ‘brutalisti’, come travi e cemento a vista.

Spazi pensati per un mix di ospiti

Il risultato sono ambienti flessibili, da utilizzare (e vivere) sia per le attività diurne – bar, ristorante, auditorium, palestra, zone studio e lavoro – sia per quelle notturne, tra cui party e dj set. Ogni elemento architettonico e di interior design è stato pensato per rispondere alle diverse personalità degli ospiti di TSH Bologna: un mix di studenti, turisti italiani e internazionali, cittadini, coworker e startupper. Una generazione in movimento, creativa, aperta e tollerante, alla ricerca di spazi confortevoli, fluidi e versatili.

Un magnete urbano

“Per il design degli interni, abbiamo rispettato lo stile TSH, contestualizzandolo con il mood cittadino”,  spiega Giovanni Franceschelli di Rizoma Architetture. “Un mix di stili perfetto per Bologna, che contribuirà a rendere TSH un magnete urbano, un luogo identitario in una città che già da anni ha avviato un processo di internazionalizzazione”.

TSH punta sull’Italia

Con l’apertura della nuova sede bolognese, nonostante lo stallo in cui versa il comparto hôtellerie in questo momento storico incerto, TSH conferma linvestimento di 425 milioni di euro in Italia. Ai due immobili già operativi, si aggiungeranno altre tre sedi, tra cui Torino, Roma e Firenze Belfiore.

Una casa lontano da casa

“Dopo la casa madre in Olanda, l'Italia è il secondo Paese in Europa in cui il gruppo ha avviato una forte espansione”, spiega Charlie MacGregor. “Prevediamo di aprire le ulteriori sedi italiane – per un totale di sette nuove strutture in diverse città europee – entro il 2024. Questo significa un totale di 12.500 stanze su oltre 550.000 metri quadrati in 25 città. È così che vogliamo cambiare lindustria dell'ospitalità e dare alle nuove generazioni cosmopolite una casa lontano da casa”.