The Hoxton, Rome: il nuovo hotel open house che diventa un affaccio sulla città, un abbrivio che restituisce al viaggiatore, anche attraverso l’architettura e il design, il respiro di una comunità locale

Due sono le cose che possiamo chiedere a un buon hotel: portarci lontanissimo o farci sentire a casa. George Bernard Show era decisamente per la prima opzione, quando scriveva il suo celebre avviso destinato a chi pensa le pubblicità degli alberghi: “Io odio sentirmi a casa quando sono via”.

Chissà che cosa avrebbe detto lo scrittore inglese degli open-house hotel, formula sempre più ricorrente nell’ospitalità internazionale, interpretata da strutture pensate come un affaccio sulla città che le ospita, un abbrivio concepito per restituire al viaggiatore, anche attraverso l’architettura e il design, il respiro di una comunità locale, con un contorno di esperienze e offerte, dall’enogastronomia agli eventi culturali (che torneranno, dopo l’emergenza pandemica) fino alle opere e ai gadget (illustrazioni, moda, libri) disponibili per gli ospiti o in vendita.

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Risponde a questo concept The Hoxton, Rome, il decimo hotel nel mondo di una catena nata nel 2006 a Londra, trasformando in hotel un parcheggio dell’East End, proprio per interpretare un’ospitalità “aperta” e cambiando l’approccio tradizionale, formale, all’hotellerie. 

E infatti al The Hoxton della Capitale, nel quartiere dei Parioli, si accede senza filtri dalle porte su strada come in un bar o al ristorante, accolti nella grande lobby aperta e inondata di luce, da una terrazza e da Cugino, la caffetteria e bar per l’aperitivo che, in coerenza con la volontà difare immergere il viaggiatore nei sapori locali, serve le prelibatezze della micro-bakery Marigold

Il progetto d’interni è coerente con la vocazione dell’hotel: eleganza vintage declinata in chiave contemporanea negli spazi disseminati di arte, dalle 192 camere distribuite sui sette piani di un edificio degli anni 70, non lontano da Villa Borghese e dai musei Macro e Maxxi, a L’Apartamento, lo spazio destinato a meeting privati e progettato come il salotto e la cucina di casa.

Ennismore Design Studio ha trasformato radicalmente l'edificio degli anni ’70 collaborando con Fettle Design per il disegno degli spazi pubblici e attingendo a piene mani dai dettagli originali dell'edificio e dall’architettura di Roma. La facciata dusty pink è rimasta in gran parte intatta, mentre all'interno l'edificio è stato completamente rivoluzionato, trasformato in uno spazio modernista degli anni ’70 con un piano terra che comprende una grande lobby aperta inondata di luce naturale, un ampio bancone bar e caffetteria dalle linee curve e una nuova terrazza esterna ombreggiata.

Marmi locali e battuto di terrazzo alla veneziana sono presenti in tutto lo spazio sui ripiani dei tavoli e sui frontalini dei bar, insieme agli elementi di design che sono la cifra stilistica dei The Hoxton, come i rivestimenti alle pareti e i pavimenti in legno. Nella lobby, texture elaborate e colori accesi caratterizzano i divani di tendenza, mentre l'illuminazione italiana vintage rende gli interni ancora più accoglienti.

L'edificio esistente era carico di elementi italiani tipici degli anni 70 che sono stati ripresi e hanno fornito un buon punto di partenza per lo studio nella ricerca in tutta Italia e in Europa di arredi di design antichi e vintage italiani. I dettagli più significativi dell'architettura locale e del quartiere sono stati reinterpretati e riproposti in chiave inedita, infondendo un senso di familiarità che accomuna tutti gli hotel The Hoxton e li rende così autentici rispetto al contesto che li ospita.

Nelle camere, pavimenti in parquet rustico, travi laccate e pietre locali, mentre i bagni ammiccano al design italiano degli anni 50, le testiere del letto sono disegnate e, in alcune tra quelle più grandi, sono stati recuperati dall’edificio originale splendidi lampadari in vetro di Murano.

LAppartamento, al piano seminterrato, è invece lo spazio dedicato a riunioni ed eventi, cene intime, eventi e feste private, con cinque sale di varia grandezza. Disposte attorno a una cucina in comune, ogni stanza presenta pavimenti in legno, tappeti vivaci e note/tocchi di vintage italiano.

Il design è al servizio di una ospitalità raffinata ma informale, nata per mischiare gli ospiti ai clienti locali. Per questo, il bar ristorante Cugino è aperto tutto il giorno e, dal pomeriggio, diventa un bar per l’aperitivo. Sempre nell’idea di trasmettere agli ospiti le storie della città, è all’illustratore Michele Marconi che sono state affidati gli artwork sulle chiavi card e in tutto il materiale collaterale nelle camere. 

Nello lobby, uno spazio espositivo cambia a rotazione più volte l'anno, ospitando talenti locali ed emergenti della moda, dell’illustrazione e del design. Come in una camera con vista sulla creatività romana.