Aran World apre la nuova area dedicata al contract nel flagship store milanese

Con una conferenza stampa coordinata da Stefano Bergamin, responsabile del nuovo spazio, Aran World ha inaugurato, all’interno del flagship store milanese di Aran Cucine in Piazza San Gioachimo, zona Porta Nuova, un’area dedicata al mondo contract. L’operazione, che si inserisce in un percorso di riorganizzazione aziendale, ha visto la partecipazione di figure interne ed esterne all’azienda che hanno saputo dar voce alle nuove sfide del gruppo.

A chiusura dei numerosi e interessanti interventi emerge chiaro un concetto: la nuova sezione dedicata all’esperienza contract rafforza l’identità aziendale di Aran World, mantenendo il brand tra le prime aziende esportatrici del made in Italy in tutto il mondo.

Il 60° anniversario di Aran

Partendo dalla ormai consolidata consapevolezza della necessità di cambiamento imposta dalla pandemia, Renzo Rastelli, ceo & Owner Aran, ha ricordato un primo avvenimento importante: il sessantesimo anniversario dell’azienda, per raccontare poi quelli che sono stati i passaggi fondamentali della storia di questa realtà, nata in Abruzzo come laboratorio artigiano e diventata, poi, un vero e proprio distretto industriale fondato sull’innovazione e sulla sperimentazione di materiali nuovi.

Il potenziamento delle aree contract, retail e marketing

La situazione sociosanitaria ha sottolineato la marcata esigenza di ripensamento delle aree Contract, Retail e Marketing, spingendo Aran World a potenziare i suoi punti forza investendo sulle risorse interne, valorizzandone professionalità e competenze, indispensabili per avvicinarsi a un’idea di futuro consapevole. La risposta dell’azienda a questa doverosa evoluzione trova un senso compiuto nell’apertura di una sezione interamente dedicata al contract nello spazio milanese supportata da un team di esperti.

Una strategia produttiva vincente

“Aran è da sempre concentrata sui mercati internazionali, in particolare sul Nord America, mercato di sbocco privilegiato e in cui l’azienda ha costruito una posizione di leadership” specifica Renzo Rastelli. “Ancora oggi la scelta strategica vincente è stata quella di avere un processo produttivo verticale e completamente controllato che va dalla produzione dei pannelli fino all’assemblaggio dei mobili, in assoluta controtendenza. Questa valutazione è ancor più premiante oggi se consideriamo le grandi tensioni che ci sono sui mercati di approvvigionamento dei materiali. Ma Aran non è solo una grande realtà industriale, vanta collaborazioni di assoluto rilievo con architetti del calibro di Stefano Boeri, Karim Rashid, Makio Hasuike, Ferruccio Laviani, che hanno contributo a trasformare le collezioni proposte dall’azienda in vere e proprie icone del design”.

La ridefinizione della Divisione Contract

Vincenzo Romanelli, direttore Aran Contract e precedentemente direttore commerciale estero, attraverso una sequenza delle più prestigiose fra le oltre 150 residenze e hotel di prestigio realizzati dal 2004 a oggi, ha ripercorso la ventennale esperienza nel settore Contract di Aran. La volontà del gruppo di continuare a posizionarsi tra i protagonisti del settore ha portato a una nuova ridefinizione della Divisione Contract che si estende anche a linee produttive dedicate.

Gli strumenti per rendere l’arredo una componente organica nel processo di progettazione

Stefano Bergamin, responsabile Aran Spazio Contract, ha raccontato il nuovo progetto costruito attorno all’idea di casa concepita rispettando le funzioni dell’abitare nei sistemi d’arredo. “È una prospettiva che è andata progressivamente affermandosi sul mercato milanese ma che manca ancora dei necessari strumenti di integrazione progettuale, quegli strumenti che contribuirebbero a rendere l’arredo una componente organica nel processo di progettazione e realizzazione di un’abitazione e non solo una appendice, spesso utilizzata per spingere le vendite.

Aran Spazio Contract è stato concepito proprio per superare i limiti dell’offerta attuale. Da una parte lazienda di produzione si offre come partner diretto del Real Estate garantendo capacità e flessibilità nel superare i vincoli di un processo industriale ancora perfettibile e assicurando tutte le efficienze proprie della disintermediazione commerciale. Dall’altra si propone di realizzare la necessaria nativa integrazione progettuale sviluppando il layer arredo all’interno del processo BIM e integrando la propria piattaforma di modellazione e adeguandola agli standard propri della modellazione architettonica”.

I contributi dei partner Natuzzi e Samsung

A ribadire l’importanza dell’esperienza contract anche gli interventi dei due partner: Diego Babbo, Global Retail Development Director per Natuzzi, che ha confermato la collaborazione in alcuni progetti in itinere, sottolineando come la complementarità delle collezioni e l’affinità stilistica di entrambe le produzioni siano state un punto d’incontro e di dialogo fondamentale, e Daniele Grassi, Vice President Home Appliances Division per Samsung Electronics Italia, che ha condiviso la sua vision basata sul connected living.

La casa, a fronte dell’insegnamento post pandemia, è al centro della vita delle persone ed è sempre più rivolta al futuro. Lo sviluppo dei dispositivi elettronici, la creazione di infrastrutture e gli investimenti nel settore artificial intelligence e robotica portati avanti da Samsung saranno un valore aggiunto per la personalizzazione dei servizi contract di Aran.

Gli ospiti, le loro esperienze e gli spunti di riflessione

Tra gli ospiti, si segnalano gli interventi di Guglielmo Pelliccioli, Il Quotidiano Immobiliare, Paolo Facchini, partner di Lombardini22, con un esplicito riferimento alla rivoluzione del percorso progettuale grazie all’utilizzo delle neuroscienze in architettura, Francesco Percassi, presidente Costim, che ha citato Chorus Life come concreto esempio di interpretazione di un nuovo concetto di casa, pensata non più solo come immobile patrimoniale ma come vero e proprio servizio da utilizzare.

Antonio Napoleone, presidente Europa Risorse, con il principio dellarchitettura organica di Kengo Kuma ha invitato il pubblico presente ad allargare i propri spazi di riflessione partendo da un presupposto che spesso si dà per scontato: non portare a casa il lavoro, ma il benessere di una casa al lavoro. Un gioco di parole sottile ma molto attuale.

Linnovazione (delle idee) è innovazione dellofferta

Non sono mancate le congratulazioni di Giuseppe Amitrano, partner DILS, a Renzo Rastelli per “la sua grande capacità di esportare know-how all'estero e di ripartire dall’innovazione delle idee perché la tecnologia è solo uno strumento”. Da questo concetto è partita anche Lina Scavuzzo, direttore sviluppo DeaCapital, per precisare che “linnovazione raramente proviene dalla domanda, quasi sempre linnovazione è innovazione dellofferta e quindi sollecita tutti i partner della filiera a stimolare anche soggetti spesso conservatori come le SGR con la proposizioni di nuove idee, soluzioni, processi in grado di migliorare efficienza ed efficacia del Real Estate”.

L’intervento ‘sociologico’ di Stefano Boeri

Tutto confermato anche dalla presenza e dall’intervento di Stefano Boeri che, recuperando le principali evidenze dello scenario post pandemico in cui molte abitudini e priorità sono cambiate proprio a livello sociologico, ha evidenziato la necessità di “offrire abitazioni a prezzi accessibili a quella fascia di popolazione giovane che all’inizio del percorso professionale e famigliare non deve essere respinta al di fuori delle città dall’impossibilità di accedere ad abitazioni belle, funzionali, moderne, ma a prezzi più alla portata di tutti”.