Ristorante, bar, flower shop e molto altro, La Ménagère ha riaperto le sue porte a Firenze. Il restyling curato da Claudio Nardi ne ridisegna l’idea di convivialità, mantenendo inalterata la sensazione di straniante meraviglia

Da quando è configurato come lo conosciamo oggi, nel 2015, la prima sensazione che ogni ospite prova varcando la soglia de La Ménagère 1896 di Firenze è una straniante meraviglia. Un luogo di luoghi ristorante, cocktail bar, ma anche spazio d’incontro, lavoro e acquisti, specialmente floreali dal fervore creativo ma dall’anima rilassante, che ha riaperto le sue porte lo scorso novembre con nuovi spazi distintivi ma interconnessi, un layout rinnovato e uninedita idea di convivialità, frutto del progetto di restyling curato dall’architetto Claudio Nardi.

La storia e il futuro

Con una storia profondamente radicata nella vita fiorentina, La Ménagère, che ha aperto nel 1896 come negozio di casalinghi e complementi ricercati, si è evoluta negli anni come locale multifunzionale. Ora, la proprietà, la famiglia Manfredi, ha deciso di affrontare il complesso scenario di mercato che si è delineato con la pandemia compiendo un ulteriore passo in avanti. Riapre ora, dopo 12 lunghi mesi di cambiamenti, con spazi, strumenti e sensibilità rinnovati.

La Ménagère 2.0

La nuova Ménagère è il frutto di una lunga riflessione che coniuga la sensibilità progettuale dellarchitetto Claudio Nardi e la visione dinamica dellimprenditore Massimo Manfredi. L’idea guida è stata quella di creare una molteplicità di luoghi, connessi tra loro ma ognuno con uno stile indipendente e distintivo, da vivere come un viaggio interiore attraverso emozioni, gusti e ispirazioni. Il progetto, realizzato dallo studio Claudio Nardi Architects con la collaborazione di Matteo Crociani, ha apportato un profondo ripensamento di spazi, destinazioni e atmosfere attraverso gesti architettonici delicati ma dal carattere deciso: elementi contemporanei si innestano a strutture preesistenti con rispetto, discrezione ed eleganza.

La nuova configurazione degli spazi interconnessi

L’intervento progettuale ha introdotto un significativo cambio di layout: l’area cocktail bar occupa ora la navata destra del locale ed è dotata di un proprio ingresso, mentre la galleria centrale, che ospita le zone dedicate a fiori, dolci e complementi, è diventata una sorta di quinta prospettica che porta alla zona ristorante con la nuova Private Dining che si estende nello Chef’s Table. Il tavolo comune del bistro, ricavato da grandi tavole di quercia e fiancheggiato da un'imponente parete con vasi vintage in vetro, diventa invece un pratico elemento polifunzionale, adatto ad ogni attività e momento della giornata.

Il recupero e l’ottimizzazione degli spazi

Il recupero di una serie di spazi esistenti, finora utilizzati in altro modo, ri-mappa la fruizione dei 1500 mq del locale con una nuova idea di convivialità, condivisa o privata, in piena sintonia con i tempi post pandemici, in grado di coinvolgere, con spazi dedicati, diverse tipologie di ospiti. Tra i nuovi ambienti, in e outdoor, spiccano il nuovo loggiato esterno su via Ginori, dove campeggia una scenografica parete di rose rosse, e le due salette intime situate sul mezzanino. Se una, con i suoi arredi moderni e vintage, rimanda alle Business Lounge degli aeroporti internazionali anni ’60 e si apre su un fiorito cavedio interno, l’altra, Sala Linda, sembra un’accogliente biblioteca con libri e riviste di botanica, grandi divani e un caminetto.

Un Gentlemen’s Club nelle fondamenta del locale

Una nuova – speciale – addizione è quella degli spazi ricavati nelle fondamenta del locale, storicamente adibiti a cantine e cucine del palazzo. Dopo aver ospitato un jazz club, sono stati ora ripensati come un Gentlemen’s Club contemporaneo che offre una selezione pregiata di distillati, una cantina privata, una sala biliardo cinematografica, oltre a un fumoir e cigar room. Un ambiente ovattato e raccolto dal grande fascino, assolutamente privato, con decori e tappezzerie di ispirazione anni ’40.

L’offerta gastronomica rinnovata

Un importante cambio di passo coinvolge anche l’offerta gastronomica, gestita con visione e continuità da Angelo Cavaliere, amministratore e General Manager. Dal ristorante alla caffetteria, dal bistro al cocktail bar, La Ménagère presenta oggi con una proposta complessiva inedita per alta qualità, ricerca e curiosità.

Flower shopping ma non solo

Generazione dopo generazione, i fiorentini si sono sempre recati a La Ménagère per scovare e comprare accessori e complementi originali per la casa. Ancora oggi, lo shopping è uno dei motivi di attrazione del locale: l’amatissimo Flower Shop, oggi gestito direttamente dalla proprietà con il sapiente apporto di Carlotta Coppini, è da sempre un punto di riferimento in città. Ma non solo, disseminati per lo spazio ci sono anche libri (editoria d’arte, botanica, giardinaggio, storia e tradizioni locali), dolci (come il temporary store di Pastiglie Leone) e profumi artigianali (AquaFlor), oltre a vetri vintage (All’Origine), tessili per la tavola (Borgo delle Tovaglie) e cereria d’autore (EDG-Enzo De Gasperi).