A Torino, tra meravigliose ville e palazzi d’epoca, l’architetto Matteo Italia ha progettato la (sua) futura casa ideale: una sfida stimolante

A Torino, nel quartiere di Crocetta, lo studio di architettura Italia and Partners ha ripensato un appartamento signorile dei primi anni del 900, su misura per una giovane famiglia. Luminoso e caratterizzato da spazi raffinati già in partenza, è stato valorizzato dalla scelta dei dettagli, tutti orientati al comfort e a un’accoglienza elegante ma funzionale, al servizio della vita quotidiana.

L’occhio di chi ha guidato i lavori è speciale, a differenziarlo è un aspetto fondamentale: l’architetto Matteo Italia, che ha curato il progetto, era anche il cliente – futuro inquilino – insieme con la moglie e il figlio.

Come si progetta la propria casa?

Quando l’appartamento da progettare è anche lo stesso in cui si andrà a vivere, è inevitabile che esigenze e volontà potrebbero intrecciarsi con la lucida pianificazione. Idee, ricerca e attuazione sono influenzate dal coinvolgimento personale: “È faticoso, lo ammetto”, spiega Matteo Italia.

“Mentre per i clienti siamo sempre molto decisi, quando si progetta per se stessi tutto diventa più problematico. È, però, anche un esercizio di progettazione stimolante. È bello poter creare un mix tra architettura, oggetti di design ricordi. Una sorta di compromesso che riassume la crescita personale e professionale. Con mia moglie abbiamo scelto come predisporre il tutto. Per esempio, amiamo molto l’arte e abbiamo focalizzato l’attenzione su questo: la boiserie è stata pensata proprio in funzione della valorizzazione dei nostri pezzi del cuore”.

Il calore dei dettagli

L’importante presenza di elementi artistici e ricordi personali collezionati, si fonde con la preziosa esaltazione di dettagli d’epoca: insieme, regalano agli ambienti un’atmosfera accogliente e calda. A saltare subito all’occhio sono gli stucchi originali del ‘900 che caratterizzano i soffitti dall’altezza mozzafiato: 4 metri che portano una impalpabile leggerezza agli spazi.

In particolare quello della sala: un rosone centrale che ricorda proprio le abitazioni del secolo scorso. Anche le porte sono state mantenute nella loro autenticità – a eccezione di quella della cabina armadio (Lualdi a scomparsa raso muro) e quelle del bagno e della lavanderia (Rimadesio in vetro spazzolato) – sono state tutte restaurate e riverniciate con smalto opaco.

Da una storia a un’altra

Alcuni aspetti del layout sono stati completamente rivoluzionati. Continua Matteo Italia: “Abbiamo acquistato la casa che era stata ristrutturata da circa 7 anni e mai abitata. Era nuova ma tanti spazi risultavano sprecati rispetto alle nostre esigenze: abbiamo ripensato l’ingresso, per esempio. Da spazio aperto di circa 30mq quale era, abbiamo ricavato una stanza aggiuntiva – lo studio – e due ampie cabine armadio”.

Altri lavori, invece, hanno riguardato le rifiniture: “Abbiamo mantenuto il parquet pre esistente solo nella camera di mio figlio. Per il resto abbiamo optato per una posa a spina chevron che in un certo senso guidasse dall’entrata alla sala”. A sottolinearlo, la scelta di una palette naturale dai toni chiari e confortevoli che abbracciano le sfumature del sabbia - filo conduttore di tutte le stanze, ognuna declinata a sé – e del verde salvia, che accoglie sin dall’ingresso. Nella zona living, spicca il blu deciso dei dettagli – come le sedie in velluto Bonaldo – come a rappresentare una serena convivialità, tipica dell’ambiente.

L’importanza della luce

Uno degli aspetti salienti, che ha contribuito nell’identificazione della casa ‘ideale’ per la famiglia, è proprio la luce: tutti gli ambienti godono di una buona esposizione, ma la sala, in particolare, è luminosissima. Con i suoi 40 metri quadri e la posizione angolare è caratterizzata da ampie vetrate affacciate sugli esterni del palazzo.

Alla luce naturale, poi, è stata affiancata quella progettata: l’illuminotecnica gioca un ruolo fondamentale, è frutto di una minuziosa ricerca che lascia trasparire una forte passione per il tema: “sono convinto che la luce possa cambiare la percezione degli ambienti e come li si vive. È un aspetto a cui siamo molto attenti, sempre. A casa mia ho voluto enfatizzarlo: velette, luce indiretta o diretta, enfatizzazione di aspetti per noi salienti. Nei bagni è stato inserito ‘Mark’ il corpo che ho progettato per Panzeri (in uno nella finitura in ottone, nell’altro in bianco)” conferma Matteo Italia.