Situato nel sestiere di Cannaregio, tra le zone più autentiche di Venezia, il nuovo Radisson Collection Hotel Palazzo Nani è ospitato in un prestigioso edificio del Cinquecento rinnovato da un accurato progetto di interior design firmato dallo Studio Marco Piva

Ospitato all’interno di una dimora veneziana del XVI secolo affacciata sul Canale di CannaregioRadisson Collection Hotel, Palazzo Nani Venice si trova nella suggestiva zona adiacente al Ghetto ebraico, tra le più caratteristiche e autentiche della città.

Un lungo intervento di ristrutturazione durato 33 mesi, curato da Venice Plan Ingegneria e dallo Studio Marco Piva e approvato dal Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Comune, ha trasformato Palazzo Nani in un hotel a cinque stelle. Dalla cornice sontuosa, che rispetta e rispecchia la struttura originaria richiamando i fasti del passato, è stato svestito di eccessivi orpelli per restituire una leggiadria formale e funzionale, oltre a tutti i comfort contemporanei.

A realizzare tutti gli spazi comuni, decorati da fregi e affreschi enfatizzati dall’uso sapiente della luce, Concreta, realtà valtellinese specializzata nel settore alberghiero che ha affrontato e vinto una sfida notevole, conferita dal valore storico, e quindi tutelato, della dimora e dalla complessa logistica che richiede l’esecuzione di interventi in laguna.

A Cannaregio, una dimora sontuosa tra bacari e artigiani

Il nuovo hotel si trova nel cuore del sestiere di Cannaregio, un percorso fondamentale per l’impianto urbanistico di Venezia fin dal Medioevo. Il Canale di Cannaregio costituiva infatti l’ingresso alla città per coloro che vi giungevano da terra, da Padova o da Treviso, attraverso i percorsi lagunari. Ricca di locande tipiche, bacari e operose attività artigianali, la zona vicina al Ghetto, nella sua semplicità dettata dai ritmi del saper fare di antica memoria, sembra custodire la dimora di Palazzo Nani come fosse un gioiello da preservare, in un contrasto affascinante e stimolante.

La storia della famiglia Nani e del palazzo

L’edificio che ospita l’hotel è un palazzo signorile del Cinquecento appartenuto all’antica famiglia Nani, impegnata nella vita politica, sociale e culturale della Serenissima. Nel corso degli anni l’edificio ha cambiato più volte destinazione d’uso: è stato residenza privata, caserma austriaca e scuola.

Durante i lavori di ristrutturazione sono stati rinvenuti pavimenti romani ma anche oggetti e documenti che testimoniano le vite precedenti’ del palazzo. Alcuni dei reperti, recuperati e opportunamente trattati, sono andati ad arricchire l’arredo delle sale e del giardino.

La facciata è scandita da un gioco di archi ed eleganti stemmi in pietra d’Istria attribuiti allo scultore Alessandro Vittoria che nel Seicento valorizzò il palazzo. Gli elementi decorativi e architettonici originari sono stati preservati, prestando particolare attenzione al restauro degli ornamenti storici, degli stucchi e degli affreschi.

Camere, suite e appartamenti

Il nuovo hotel, che dispone di 52 tra camere e suite a cui si aggiungono 3 appartamenti privati, è entrato a far parte della catena Radisson Collection, caratterizzata da strutture ricettive esclusive che riflettono il carattere del territorio, coniugando un’ospitalità dal sapore autentico con il comfort di un design di alto profilo.

Il progetto di rinnovo

Per questo hotel aperto alla città, Concreta ha realizzato tutti gli spazi comuni su progetto dello Studio Marco Piva, curato in particolar modo dall’interior designer Jennifer Bassani, che ha ideato un concept di arredo ‘box-in-the-box’ teso a mantenere intatta la forte identità storica del palazzo, declinandola in un linguaggio di elegante contemporaneità.

Gli spazi, ampi e luminosi, sono rivestiti da tonalità cromatiche che richiamano le nuance dei soffitti affrescati, in combinazione con sedute dai colori intensi che rimandano alle espressioni tradizionali del territorio, alle cromie dell’acqua, ai riflessi del vetro, agli interni delle gondole. Ogni dettaglio è stato studiato e progettato con riferimento alle specificità della città di Venezia. Fil rouge di tutti gli ambienti, comuni e privati, il motivo cannettato che dona un movimento rigato e ritmato, avvolgente e aggraziato alle superfici, che siano in vetro o in legno.

Il dialogo continuo e la piena sintonia che ha caratterizzato la collaborazione tra i progettisti dello Studio Marco Piva e il team di Concreta – dalla scelta dei colori e dei materiali alla condivisione dei prototipi – si rispecchia nell’armonia tra passato, presente e futuro che aleggia negli ambienti.

Interior design non invasivo in un contesto osmotico

Con il progetto Palazzo Nani abbiamo voluto creare un luogo speciale a Venezia che offrisse il meglio dell’ospitalità in un contesto suggestivo e osmoticospiega Marco Piva. Un nuovo concetto di lusso che unisce armoniosamente storia, arte e design per offrire a ospiti e visitatori l’accoglienza più raffinata, in continuità con la migliore tradizione veneziana. Palazzo Nani, grazie al meticoloso restauro delle sue parti monumentali, dei suoi fregi e dei suoi splendidi affreschi, è stato riportato in vita e continuerà a tramandare la sua intrinseca bellezza anche attraverso un design degli interni non invasivo ma elegante e leggero. Un interior design attento alle scelte formali e materiche, ai colori e alle texture che mira a configurare nuovi ambienti sofisticati, un contributo alla magnificenza della città.

Le aree comuni: i ristoranti e il lounge bar

L’ingresso dell’hotel accoglie la consolle-reception e dà accesso ai due ristoranti e al lounge bar/breakfast room.

Nel Private Restaurant, una boiserie in vetro cannettato bianco latte retroilluminata scandisce lo spazio fra le sedute. Elemento focale del ristorante principale è invece uno scultoreo monolite-filtro: una grande panca in marmo con interno imbottito in un morbido velluto color ottanio. A dominare la scena, però, è il bancone bar curvilineo che segue le isole a pavimento, rivestite da un tappeto materico di marmo bianco Venezia alternato a marmo Paradigma che lo contrasta in una tonalità più scura. Protagonista cromatico il verde laguna declinato in diverse sfumature.

Nel lounge bar, anche sala colazioni, si è optato per colori molto scuri che corrono da parete a soffitto per creare un’atmosfera avvolgente, enfatizzando al contempo preziosi elementi custom in metallo come la bottigliera a parete. A conferire ritmo agli spazi, la boiserie in legno cannettato, il cui motivo viene ripreso dal rigato dell’imbottito color rubino che ricorda l’interno di una barca.

I saloni nobili

Le due lobby nei saloni nobili sono spazi affrescati con marmorini, muse dipinte negli ovali sopra le porte, soffitti con Apollo, Venere e Cupido e Orfeo in Olimpo. Spazi sfarzosi che hanno richiesto particolare impegno per armonizzare un intervento dallo stile contemporaneo con una dimora antica che esprime la sua bellezza sontuosa ma anche le sue fragilità. Così al pavimento in seminato originale, recuperato e ripulito, sono stati abbinati un mobile custom made progettato dallo Studio Marco Piva e sedute lounge realizzate in collaborazione con Natuzzi, oltre a tavoli e tavolini ideati sempre su disegno.

L’illuminazione mirata

Il progetto illuminotecnico comprende sia apparecchi custom sia a catalogo. Le luci tecniche, realizzate ad hoc in collaborazione con Artemide, sono completate da grandi lampadari circolari e sculture luminose a led di brand di primo piano come Italamp, Flos e Vibia. L’illuminazione decorativa è stata curata da Concreta. Spicca, in una delle lobby dei piani nobili, il grande lampadario formato da sfere di vetro opalino disegnato appositamente per questo progetto. L’effetto opalescenza attraversa come un fil rouge le stanze e gli spazi comuni, richiamando il vetro di Murano.

La palestra

Ricavata in una sala affrescata, la palestra è caratterizzata dalla presenza di grandi cilindri self-standing, alti quasi fino al soffitto e completamente attrezzabili, realizzati artigianalmente in metallo curvato da Concreta. La parte alta ha una funzione prettamente decorativa, mentre la base è un cabinet per contenere asciugamani, prodotti, piccoli attrezzi e accessori. La scelta del rivestimento superiore in maglia di metallo consente di separare visivamente lo spazio, mantenendo la leggerezza visiva data dalla superficie forata attraversata dalla luce.

Gli elementi tessili

Non sorprende che in un progetto pregno di riferimenti all’identità storica e territoriale come questo di Palazzo Nani, i tessuti giochino un ruolo di primaria importanza. Qui, la declinazione degli elementi tessili e le scelte cromatiche sono in relazione diretta con il comfort ma anche la resa scenografica del contesto. La maggior parte dei tessuti che vestono gli spazi dell’hotel sono di produzione Rubelli, celebre brand veneziano, mentre i brillanti velluti sono di Rada Tessuti e i tappeti colorati di Besana Carpet Lab.

Il giardino segreto

In prospettiva, anche il grande giardino di 350 metri quadri dell’hotel diventerà uno spazio dotato di un bancone bar e aperto alla città. Oltre a un’inaspettata gondola, nel verde sono posizionate sculture, statue, panche e divanetti e due grandi vasche da bagno in pietra recuperate durante i lavori di scavo, oggi ritornate a nuova vita per raccontare di un passato lontano ma ancora palpitante.