Se il retail online sta crescendo vertiginosamente, l’offline deve evolversi per offrire un viaggio esperienziale sempre più coinvolgente. Come quello – avvolgente e onirico – creato da Panda Nana per Jinan Truly Malaysia’s Home in Cina

Il settore del retail è entrato nellera 3.0 e la domanda del consumatore sta cambiando, non riguarda più solo il prodotto. La pandemia ha dato una fortissima accelerazione alla distribuzione digitale, di conseguenza anche gli spazi di vendita fisici, che restano un punto di riferimento imprescindibile, stanno cambiando. Devono cambiare, per coinvolgere tutti e cinque i sensi nell’esperienza d’acquisto.

Guidare all’acquisto inscenando storie

Se fino a pochi anni fa i progetti di interior design di negozi, boutique e showroom erano focalizzati sull’esposizione dei prodotti, oggi gli spazi di vendita devono inscenare (suggerire) storie, comunicare valori e contenuti che si integrano ai pezzi esposti. Come lo spazio Jinan Truly Malaysias Home, progettato dallo studio Panda Nana a Jinan, Shandong, in Cina, che guida all’acquisto in modo morbido etereo e onirico. Un’esperienza sensoriale eterea e al tempo stesso rassicurante e coinvolgente, un viaggio percettivo evocativo, un luogo di benessere per il corpo ma soprattutto per la mente. E i prodotti non lasciano la scena, ma sembrano passare in secondo piano.

Come possono i negozi offline far fronte alla concorrenza dell’online?

Se già prima del Covid i brand dovevano confrontarsi con un calo del traffico e della produttività dei loro negozi diretti, l’esplosione del digitale ha reso questo problema ancora più pressante. Con lo sviluppo vertiginoso dello shopping online, come possono gli spazi di vendita al dettaglio offline far fronte alla concorrenza (e al potere) di internet? La questione va affrontata dai marchi e dai proprietari degli spazi commerciali ma anche dai progettisti chiamati ad ampliare il loro raggio dazione in chiave omnicale e percettiva.

Spazi versatili per esigenze camaleontiche

I gusti e le abitudini dei consumatori stanno cambiando: risultano sempre più variegate e in continua evoluzione. L’online sta crescendo vertiginosamente ma l’offline continua a rivestire un ruolo fondamentale: la sfida del del settore è quello di sfruttare in maniera sempre più efficace le sinergie crosscanale tra i due mondi, per rispondere in maniera tempestiva alle esigenze ma anche all’immaginario cangiante delle nuove generazioni di shopper. Ecco quindi che i negozi devono poter cambiare pelle ogni volta che si vuole, traducendo la velocità dell’online negli spazi fisici, sempre più versatili grazie ad allestimenti flessibili, mutevoli e (realmente) smart, capaci quindi di integrare di tecnologie e funzionalità.

Le persone preferiscono acquistare beni in-store

Una certezza: le persone preferiscono ancora acquistare beni, soprattutto di lusso, in-store. La tendenza dei prossimi anni sarà quindi quella di avere meno spazi di vendita fisici sparsi per il paese, ma in posizioni più strategiche. Poiché i consumatori di oggi si rivolgono sia al mondo reale che a quello digitale, i brand lungimiranti stanno adottando tecnologie XR (Cross Reality) per adeguarsi al cambiamento: i negozi dovranno condurre il visitatore in un viaggio sempre più coinvolgente negli acquisti.

Connotati ibridi e continuità di fruizione

Nel retail 3.0, fisico e digitale devono diventare un tutt’uno. Un concept di vendita senza soluzione di continuità, un percorso fluido e semplificato in cui l’interazione è costante e sempre accessibile, oltre che emozionale e basata su valori condivisi tra brand e consumatori, innanzitutto in termini di sostenibilità. Lobiettivo è dare nuovi connotati ibridi e convergenti al punto vendita. In che modo? Integrandovi soluzioni e tecnologie in grado di facilitare e velocizzare l’accesso ai prodotti, oltre che creare continuità di fruizione tra online e offline.

Lo spazio Jinan Truly Malaysia’s Home in Cina invita a interagire 

Progettato dallo studio Panda Nana a Jinan, Shandong, in Cina, Truly Malaysias Home non è stato concepito soltanto per soddisfare la vendita al dettaglio, bensì per inscenare e comunicare attraverso unatmosfera immersiva rarefatta in grado di rispondere alle esigenze di diverse tipologie di consumatori, che possono interagire con i prodotti e sono invitati incuriositi, invogliati a un’esplorazione più approfondita. Il concept dello showroom rispecchia il territorio e la cultura malesi ma anche i ricordi e le emozioni del proprietario del brand che fluiscono nell’aria dell’intero spazio di 200 mq, restituendo quel senso di comunità’, denso e coeso, che solo lo spazio fisico è in grado di trasmettere.

I vuoti che lasciano spazio, fisico e mentale

Se lo showroom è un contenitore, allora il brand è la decorazione che si adegua” spiegano i progettisti di Panda Nana. Oltre a esprimere unestetica sofisticata ed essenziale, nel pensiero e nella volontà dello studio i ‘vuoti’ del progetto dinterior, così sinuosi e avvolgenti, eterei ed evocativi, lasciano spazio ai valori del brand e, poi, ai prodotti. 

Unesperienza libera e organica

Se latmosfera nello showroom è volutamente, assolutamente libera (di vagare, di esplorare, di sognare), la relazione con il brand è organica e coerente. Il design, apparentemente casuale, cela infatti dei segreti, che i consumatori sono invitati a scoprire.

L’Hibiscus e la cultura tropicale malese

Scandito da una concatenazione di archi, a volte continui e regolari, altre ellettici, altre ancora incompiuti, lo spazio risulta raffinato, sensoriale ed esotico. Al centro del concept, il fiore nazionale malese, lHibiscus, simbolo del brand ed espressione di un paese tropicale che, nello showroom, si fa ‘nebbioso’ per poi tornare arioso e limpido.

Il nucleo simbolico dello spazio

L'installazione artistica al centro del negozio è il nucleo dellintero spazio. Oltre ad essere fortemente decorativa, la sua forma scultorea e al tempo stesso dinamica ha anche un significato simbolico più profondo. La montagna omaggia la terra argillosa della Malesia, mentre la palla, in un delicato equilibrio a distanza, rimanda alla trottola del film Inception e può essere interpretata come la chiave del mondo futuro.

Gli arredi integrati e disvelati nello spazio

Posizionati in diverse aree, i tavoli in marmo scuro, alleggeriti da bordi morbidi o da spessori minimi, riecheggiano la montagna al centro dellinstallazione artistica. Sparse per lo showroom, diverse sedie Chandigarh disegnate da Pierre Jeanneret. Dalle linee semplici e sobrie, in bilico tra modernità e tradizione, praticità ed eleganza, le sedute evocano latmosfera tropicale della Malesia.

Spazi permeabili per esigenze mutevoli

Rivestito senza soluzione di continuità in microcemento, scelto in una tonalità cromatica neutra, morbida e rassicurante, lo showroom dalle forme organiche rende poco chiari limiti, confini e divisioni tra le diverse aree. Ogni ambiente, infatti, può essere trasformato: in uno spazio per lo shopping, in una zona conviviale o in un luogo intimo per rilassarsi, a seconda di quello che desidera il consumatore offline 3.0.