In Umbria, Italy Sotheby’s International Realty propone vendita la residenza di caccia che ospitò lo scienziato Galileo Galilei. Posizionata nella Valle dei Castelli di Baiano” a Spoleto, è una testimonianza di architettura barocca intrisa d'arte

A Spoleto, immersa nella suggestiva cornice della Valle dei Castelli di Baiano, area conosciuta per la sua inclinazione all'arte sin dai tempi del Medioevo, sorge una residenza di caccia che ha, a suo tempo, ospitato Galileo Galilei.

La proprietà, ora in vendita portfolio di Italy Sotheby’s International Realty, risale al XVI secolo. Una testimonianza di architettura barocca intrisa d'arte, in linea con la tradizione del territorio.

La casa di caccia in cui soggiornò Galileo Galilei

In tipico stile umbro, la residenza allora appartenuta a Benedetto Gelosi (come testimoniano i documenti storici conservati nella biblioteca di Spoleto), incorpora una proprietà comprensiva di parco privato che si estende per 95 ettari. Panorama privato di cui fanno parte colline boschive, uliveti e sorgenti naturali.

Il prezioso spazio verde, che rende ancora più peculiare "Tenuta Galileo", presenta una struttura conservata dalla disposizione originaria. Lo spazio esterno è infatti organizzato su tre livelli sviluppati attorno a due torri colombaie, collegate da una galleria sospesa.

Gli interni, invece, maestosi oggi come allora, contano 6 camere da letto e 10 bagni.

Un gioiello ritrovato

Attualmente di proprietà dei nobili Leonetti Luparini di Spoleto - già proprietari del palazzo in centro paese, oggi sede di uffici comunali – la residenza è conosciuta come Tenuta Galileo proprio per via dei trascorsi storici che la caratterizzano.

Sono diverse infatti le stanze affrescate che testimoniano la presenza dello scienziato italiano. Ne è un esempio lo 'studiolo di Galileo' situato al primo piano della struttura, che trae il nome proprio dal soggiorno di Galilei che dormì in questa stanza.

Al secondo piano invece, un altrettanto peculiare ambiente, rimasto intatto, che riporta sui muri interni alcune scene della Bibbia dipinte dallo Spagnolo.

Meticolosamente restaurata dagli attuali proprietari, la residenza presenta ambienti ampi e sontuosi completi di pavimenti originali, archi, fontane e caminetti dell’epoca.

Ulteriore chicca è, infine, la cappella del XVII secolo sempre inclusa nella tenuta, anch’essa decorata con affreschi.

Chi è Benedetto Gelosi, primo proprietario

Quando lo scienziato Galileo Galileo soggiornò presso la tenuta, questo Casino di Caccia umbro apparteneva, come sopra citato, a Benedetto Gelosi, un allora noto mercante spoletino che fece edificare la tenuta nel 1580.

Conosciuto in ambito accademico per via delle frequentazioni intrattenute con uno dei fondatori dell’Accademia dei Lincei (Giovanni Van Eck), Gelosi ospitò Galileo in occasione dei suoi soggiorni al vicino palazzo di Acquasparta del Principe Federico Cesi.