L'architetto Alessandro Bucci ci ha spiegato perché (e come) ha introdotto molteplici vuoti funzionali nel progetto di ristrutturazione di questo super attico con vista a Faenza

Spostarsi dalla campagna al centro città: da questa esigenza, presentata dalla committenza come prerogativa per l'intero progetto, il team di Alessandro Bucci Architetti ha conferito nuova vita a un ampio attico con vista a Faenza.

Insieme con la necessità di trasferimento, il proprietario di casa aveva espresso al team di lavoro la volontà di non rinunciare a spazi generosi e ambienti accoglienti: un aspetto che lo avrebbe fatto sentire più vicino all'esperienza abitativa pregressa e che gli architetti hanno concretizzato in un'alternanza di vuoti funzionali alla connessione diretta con gli altrettanto ampi spazi esterni.

A giovare della richiesta primordiale è stato anche il mood generale dell'attico: una leggerezza impalpabile domina gli spazi e incornicia il panorama faentino che bucolicamente riserva tetti e colli alla vista di chi vive l'appartamento.

Abbiamo dialogato con Alessandro Bucci, architetto responsabile del progetto, per capire quali sono state le logiche d'intervento.

Qual è stata la linea guida progettuale per l'intervento di ristrutturazione?

Alessandro Bucci: "Lavorando all’ultimo piano di un immobile sito nel centro storico della città, l’obiettivo è stato quello di creare uno spazio che, beneficiando di questa vista privilegiata, potesse entrare in relazione sia con la città storica, vista dall’alto, sia con le colline poste a sud".

Su quali aree avete concentrato il lavoro?

Alessandro Bucci: "Il primo obiettivo è stato quello di smaterializzare le pareti. L’involucro architettonico è stato svuotato e smaterializzato il più possibile per lasciare spazio a grandi pareti vetrate che permettessero all’abitazione di essere completamente proiettata verso l’esterno.

Il secondo obiettivo ci ha portati a valorizzare il grande terrazzo di circa 200 mq che abbraccia l’attico, e a creare un’intensa relazione tra interno ed esterno. Basti pensare che la casa si sviluppa tanto all’interno quanto all’esterno, nel vero senso della parola: anche la superficie dell’abitazione è infatti di 200 mq.

Infine il terzo obiettivo è stato quello di creare ambienti raffinati e confortevoli, aperti e con una spazialità fluida da scoprire".

In che modo avete smaterializzato gli ambienti?

Alessandro Bucci: "Sia attraverso la loro relazione con l’esterno, cosa che amplia tutti gli spazi in maniera considerevole, sia limitando al massimo le partizioni interne, sia utilizzando il vetro anche per le suddivisioni degli spazi interni".

Il progetto di ristrutturazione come dialoga con il vecchio edificio?

Alessandro Bucci: "La prima volta che abbiamo avuto accesso all’immobile ci siamo immediatamente accorti delle enormi potenzialità del luogo. Si trattava solo di valorizzare e mettere in evidenza i punti di forza già presenti.

Le pareti vetrate che permettono una vista a 360 gradi senza introspezione dall’esterno sono diventate fin da subito il tema conduttore del progetto.

E la terrazza, sospesa tra terra e cielo, non poteva che essere un ampliamento naturale degli ambienti interni".

Come avete scelto gli arredi?

Alessandro Bucci: "Quasi tutti gli arredi, tranne pochissimi pezzi, sono stati disegnati su misura. Gli arredi funzionali sono incorporati nell’architettura ed è lo spazio a ritmare l’ambiente della casa e ad essere protagonista".

A cosa servono i vuoti, in uno spazio abitativo? Come crearne uno funzionale?

Alessandro Bucci: "Il vuoto in questo caso è inteso come relazione con lo spazio esterno e come cifra stilistica. È infatti più appropriato parlare di spazio piuttosto che di vuoto.

Non necessariamente ogni singolo spazio deve sottostare ad una funzione.

In questo caso il proprietario proveniva da una precedente esperienza abitativa in una casa di campagna. L’esigenza era quella di abitare in centro storico senza rinunciare ai grandi spazi, alle viste e ai panorami, alle dimensioni generose, alla relazione con l’esterno".