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La vita è più importante dell’architettura”: da questa affermazione che Oscar Niemeyer amava ripetere nelle sue conversazioni ha preso spunto il tema della mostra di Interni per il 2019.

Un evento che, come di consueto, occupa festosamente i Cortili e i Loggiati dell’Università degli Studi di Milano, l’Orto Botanico di Brera, la Torre Velasca e – quest’anno per la prima volta – la monumentale Piazza Sempione con l’Arco della Pace e i Caselli Daziari.

Interni ha proposto agli architetti e ai designer che partecipano a quest’edizione di tradurre in installazioni sperimentali il concetto di ‘spazio umano’, a partire dagli arredi che ci circondano fino ad arrivare alla mobilità urbana, dall’ambiente naturale fino ai macro-sistemi produttivi, come quello virtuoso – e ormai necessario – dell’economia circolare. In collaborazione con aziende partner e istituzioni, sono state realizzate per la mostra più di trenta installazioni che prefigurano un futuro in cui la natura e il Pianeta sono salvaguardati, le risorse risparmiate, l’intelligenza artificiale applicata per il bene comune e a vantaggio del benessere personale. Un futuro che invita a farsi scoprire.

Orari di apertura

Università degli Studi di Milano:
8/14 aprile h. 10-24; 15/18 aprile h. 10-22; 19 aprile h. 10-18

Orto Botanico di Brera
8/14 aprile h. 10-23; 15/18 aprile h. 10-22; 19 aprile h. 10-18

Audi City Lab presso Arco della Pace - Caselli Daziari:
8 aprile h. 10-24; 9 aprile h. 10-16; 10 aprile h. 20-24; 11/14 aprile h. 10-24

Torre Velasca:
8/14 aprile h. 8-15.

Main partner di Interni Human Spaces sono Audi, Eni, Whirlpool. La mostra ha il Patrocinio del Comune di Milano.

"La vita è più importante dell'architettura", Oscar Niemeyer


Oscar Niemeyer
Courtesy Oscar Niemeyer Foundation.
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Oscar Niemeyer - Architetto brasiliano (1907- 2012). Figura di primo piano tra gli architetti del Sud America, ha contribuito a introdurre nella cultura brasiliana le teorie razionaliste già diffuse in Europa, raccogliendo la lezione divulgatrice di Le Corbusier. La sua opera ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra i quali si ricordano il premio Pritzker (1988) e il Praemium Imperiale (2004).
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