Una selezione degli arredi più interessanti da vedere negli spazi fieristici di Rho, tra artigianalità e innovazione industriale, progetti a basso impatto ambientale e soluzioni trasformiste che ci seguono nel nostro nomadismo domestico

Difficile sintetizzare in una top 10 le interessanti proposte e l’incredibile lavoro degli oltre 1.950 espositori protagonisti del Salone del mobile 2024.

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Novità accomunate da una grande attenzione all’ambiente, nell’accezione più tangibile e documentata del termine, dalla ricerca, bellezza, funzionalità, comfort, dallo squisito savoir faire artigianale potenziato dai bracci robotici hi-tech, dal sogno. Sì, perché senza il sogno, senza quella tensione che spinge imprenditori, designer e maestranze a realizzare cose mai fatte prime, il Salone del mobile, fino a domenica 21 aprile alla fiera di Rho, non sarebbe quella maxi fucina di ingegno, cultura del progetto, sperimentazione, creatività e know-how così ammirata nel mondo. Never stop dreaming dice Daniele Lago nel suo stand che dal 2022 viene smontato, rimontato e riutilizzato per ridurre gli sprechi e le emissioni di CO2.

Consapevoli dell’impossibilità di vedere tutto, ecco la nostra selezione - sicuramente non esaustiva e migliorabile - degli arredi più interessanti da vedere in fiera.

Sedia e tavolo Teseo di Michele De Lucchi e Amdl Circle per Roda
Pad 24, stand C02 C04

Una collezione in legno cucito, qualcosa mai fatto prima nell’arredamento. È Teseo di Michele De Lucchi con il suo studio Amdl Circle per Roda: tavolo e sedia da pranzo per esterni realizzati con doghe in teak, tutte diverse tra loro, tenute insieme da una cucitura continua in corda per esterni applicata a mano. Un progetto sfidante, sintesi perfetta del connubio tra artigianalità e innovazione industriale, con le doghe dai fianchi sfaccettati che sembrano dei pezzi d’arte fatti uno per uno manualmente ma in realtà sono lavorate con estrema precisione grazie alle macchine CNC a cinque assi. Per Antoniolupi, De Lucchi ha realizzato tre lavabi utilizzando la stessa tecnica.

Catifa di Lievore Altherr Molina per Arper, riedizione 2024
Pad 22, stand C21 D12

È la prima sedia di Arper e il best seller dell’azienda. Adesso la seduta Catifa 53 progettata da Lievore Altherr Molina nel 2001 viene rieditata in Catifa Carta, con scocca in PaperShell, un nuovo materiale derivato dagli scarti del legno studiato da una start up svedese e per la prima volta utilizzato nel mondo dell’arredamento. Catifa Carta è completamente disassemblabile, composta da 29 fogli di carta accoppiati con un legante di resina naturale: la carta utilizzata per produrre PaperShell proviene da fonti responsabili e dall’uso esclusivo di residui della produzione di legno svedese, come segatura, trucioli e rami. La nuova scocca, resistente e performante, di Catifa Carta assorbe l'anidride carbonica, come se fosse un albero, e, a fine vita, può trasformarsi in fertilizzante per il terreno.

Biosfera di Hsiang Han Hsu per Caimi
Pad 22, stand C23 D20

Caimi è tra le (poche) illuminate realtà che investono sui giovani. Nel 2018 ha adocchiato al SaloneSatellite la talentuosa creativa danese Felicia Arvid, con cui ha vinto il Compasso d’Oro nel 2022 per il pannello acustico Klipper, e con cui quest’anno presenta il pannello Cusi. Mentre con il taiwanese Hsiang Han Hsuun, un altro talento scoperto lo scorso anno SaloneSatellite, l’azienda mette a punto Biosfera, un tessuto fonoassorbente riciclabile che può essere utilizzato come tendaggio, rivestimento d’arredo e murale, impreziosito dalla lavorazione jacquard e dalle texture organiche che evocano elementi della natura.

Brando di Giuseppe Arezzi per Campeggi
Pad 22, stand H21

Alla prima collaborazione con Campeggi, il giovane - ma già navigato - designer ragusano Giuseppe Arezzi, classe 1993, presenta Brando, un’interpretazione del letto da campo pieghevole, a fisarmonica, in legno di frassino e tessuto. Un arredo trasformista, compatto, multitasking e ingegnoso che ci segue e ci accompagna nel nostro nomadismo. E ci ricorda che il design può essere leggero.

Tacito di Alessandro Stabile per Magis
Pad 22, stand D15 E14

“Osservando le madie il mio occhio non faceva che cadere sulle cerniere che internamente permettevano l’apertura delle ante: meccanismi di metallo standard che toglievano ogni raffinatezza al prodotto”, racconta Alessandro Stabile. Così dopo quattro anni di prototipi, un brevetto d’invenzione, tre stampi ad iniezione, una matrice di estrusione, uno stampo di curvatura, quattro stampi di termoformatura e due stampi fustella, il designer presenta Tacito per Magis: “Le ante sono rivestite fronte-retro in feltro di poliestere riciclato pressato, un elemento estetico e tecnico perché garantisce il comfort acustico e assolve al ruolo di cerniera. La cerniera è collocata al centro del mobile e la chiusura è assicurata da magneti nascosti nel profilo del volume. Le ante sono realizzate con la tecnologia utilizzata per i pannelli fonoassorbenti: il rivestimento quindi non viene cucito successivamente con un lavoro di tappezzeria, ma rientra fin da subito nel medesimo processo industriale di realizzazione dell’anta. Uno smusso del profilo del mobile ne agevola la presa: che tu sia alto, basso o un bambino, troverai sempre il punto di apertura più comodo per te”.

Ernest di Jean-Marie Massaud per Poliform
Pad 9, stand A05 A09 B05 C06

Volumi morbidi e destrutturati ispirati a un cuscino in piuma. È Ernest di Jean-Marie Massaud per Poliform, un divano componibile e modulare, componibile a piacere, che con le sue silhouettes generose, soffici e sinuose, ci invita ad abbandonarci a una piacevole sensazione di comfort. Accostando i diversi elementi si creano divani piccoli o grandi, lineari o a L, senza mai perdere la forza espressiva del progetto. Un modo più fluido e organico di intendere la progettazione dello spazio.

Arial di Studio Klass per Molteni&C
Pad 24, stand A09 C06 C10

Arial, come il carattere tipografico puro, di facile lettura e universale. È il sistema di boiserie e porte di Studio Klass per Molteni&C, una soluzione passe-partout per progettare interni sartoriali. Una proposta flessibile in grado di seguire e vestire con precisione ogni angolo della casa, che può inglobare porte battenti a filo e bifacciali, pivot e scorrevoli, dotate di maniglie ad hoc, serrature nascoste e scrocco a calamita magnetico, ma anche librerie e schermi. Un abito su misura che può raggiungere un’altezza di quattro metri e mezzo.

Lauren di Antonio Citterio per Flexform
Pad 9, stand E05 E11

“Si tratta di un oggetto per l'outdoor che viene reinterpretato per l'indoor, grazie all'uso di un materiale come il cuoio”, spiega Antonio Citterio a proposito di Lauren, la seduta apri&chiudi in legno massello tornito e rifinito a mano e rivestimento in cuoio, frutto della grande perizia artigianale di Flexform. “L’essenza della poltroncina Lauren è quella del viaggio: è un oggetto nomade che ha in sé il gusto dello spostarsi, dell'esplorare. Una struttura leggera e timeless”. Il plus: la coerenza tra l’allestimento dello stand Between the folds di Flexform, fatto di pieghe impalpabili e paraventi ondulati, e i rappresentanti dell’azienda presenti in fiera, vestiti con abiti confezionati ad hoc nelle stesse nuances sabbiate e naturali dei prodotti in mostra.

Supermoon di Giampiero Tagliaferri per Minotti
Pad 11, stand E15 G12 G16 E27 G22

Monumentale, come ogni anno, il Minotti Pavilion, una vera e propria architettura su due livelli realizzata dal Minotti Studio su 4.500 metri quadrati di superficie espositiva. Tra le novità, la collaborazione con Giampiero Tagliaferri, raffinato interior designer nato a Bergamo e basato tra Milano e Los Angeles, autore di Supermoon, il sistema di seduta modulare dal glamour anni Settanta. Un gusto nuovo, cosmopolita, non convenzionale, fresco quello di Tagliaferri, direttore creativo per sette anni del brand di occhiali Oliver Peoples, al suo primo Salone del mobile e alla sua prima collaborazione con un marchio importante del settore arredamento. La ciliegina sulla torta? L’allestimento di Tagliaferri, con tanto di colonna sonora da lui studiata, che ci catapulta in un interno eclettico ricco di contaminazioni dagli anni Cinquanta ai Settanta, impreziosito da pareti in palissandro e moquette.

Venezia di Monica Armani per Lago
Pad 24, stand E11-F6

Monica Armani, progettista di grande esperienza che ha iniziato la sua carriera oltre trent’anni fa come editrice di mobili, e che al FuoriSalone presenta, tra le tantissime sue novità, l’ampliamento delle fortunate e raffinatissime famiglie Flair O’ e Allure O’ per B&B Italia (in via Durini), debutta nella scuderia Lago con Venezia: “Sette prodotti che omaggiano nel nome la città di Venezia, crocevia di arti e culture”, racconta la designer trentina, “come il divano Biza che con il suo schienale avvolgente ricorda le cupole della basilica bizantina di San Marco, il divano Altana che cita le tipiche terrazze sui tetti di Venezia, il tappeto Arenile, i tavoli Alberoni e Correr, le sedie Colombina e Aqualta”. Teatro della collezione, la Good House, lo stand sostenibile inaugurato da Lago nel 2022, che ogni anno viene riutilizzato per ridurre gli sprechi e l’impatto ambientale. Si stima che la struttura totalmente riciclabile dall’utilizzo pluriennale permetta di evitare fino all’87 per cento delle emissioni di gas serra in atmosfera rispetto ai tradizionali stand.

Oltre ai dieci arredi, una menzione per gli stand:

Lo stand di Kartell
Pad 22, stand A11 B10 B15 C12 C18

Oltre ai dieci arredi, una menzione va all’allestimento Kartell Milano Urban Horizons ideato dall’art director Ferruccio Laviani, che negli anni ci ha deliziato con allestimenti che si cristallizzano nella memoria come dei fermi immagine. Una dichiarazione d’amore per Milano: su 2mila metri quadrati, i simboli della capitale del design, dalla Scala al Duomo, dalla Triennale ai nuovi grattacieli, reinterpretati sottoforma di grandi superfici grafiche, compongono un nuovo skyline urbano dall'allure futurista e fanno da sfondo alle pedane su cui sono esposte le novità, le implementazioni di alcune famiglie di prodotto e mini-ambientazioni.

Lo stand di Edra
Pad 22, stand E15 E25 F16 F20

La coda di curiosi per entrare allo stand. Perché tutti vogliono immergersi nella dimensione sognante di Edra. Uno stand immaginato come una maxi scatola nera in cui all’interno le superfici specchiate a tutta altezza smaterializzano, moltiplicano i punti di vista, consentono diverse angolazioni e la fruizione dei prodotti a 360 gradi. Un allestimento effetto wow che avevamo già visto lo scorso anno, che viene riutilizzato, e anche questo è essere sostenibili. Le novità sono delle opere di grande bellezza, tra arte e design. Come scrive Silvana Annicchiarico, Edra “compie una politica di immagine perfettamente aderente a una politica del prodotto. Dà agli oggetti lo statuto di artefatti capaci di dialogare con altri codici o linguaggi artistici, quali la musica, la danza, il teatro, il video, la parola e la poesia. Riesce a trasmettere agli utenti il senso di un valore che va oltre il tempo effimero”.