La presidentessa del Salone del Mobile, Maria Porro, racconta la sessantesima edizione: che sarà più smart, inclusiva e sostenibile. Si apre il 7 giugno

Edizione numero 60 e la prima che segna il vero ritorno ai tempi pre-pandemia: bastano queste premesse per considerare il Salone del Mobile 2022 un evento storicamente significativo. Perché tanto è cambiato dal 2019 per Salone del Mobile.Milano.

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Innanzitutto la guida, affidata per la prima volta a una Presidentessa, Maria Porro.

Poi l’uso del digitale: finalmente abbracciato con decisione anche dalla più grande fiera di settore al mondo non solo per comunicare ma anche per offrire servizi aggiuntivi a pubblico ed espositori. E, infine, l’attenzione alle tematiche della sostenibilità: per la prima volta, sono state fornite guidelines agli allestitori per realizzare stand più ecologici, riutilizzabili e/o riciclabili. Il primo passo verso un cambio di passo radicale e collettivo.

Maria Porro, come sarà il Salone del Mobile 2022?

Denso di contenuti, ricco di servizi digitali, votato alla condivisione e alla sostenibilità: un Salone, di fatto, che mette in pratica quello che abbiamo imparato durante la pandemia e con l’esperimento del Supersalone.

Partiamo dai contenuti…

Arriviamo da due anni in cui sono mancate grandi occasioni collettive per presentare i prodotti al pubblico. Ma, allo stesso modo, questo è stato un periodo in cui si è continuato a creare mentre il pubblico si affinava: è innegabile che ci sia oggi un interesse maggiore sul tema casa rispetto a prima della pandemia. Le aziende avranno quindi tante cose da dire e anche noi, come organizzatori: non a caso abbiamo realizzato anche quest’anno, come al Supersalone, una serie di Talk di approfondimento. Si terranno al padiglione 15 presso “Design with Nature”, l’installazione a cura di Mario Cucinella in S.Project, e nel padiglione 3, nuova location del Salone Satellite e saranno disponibili anche in live streaming e poi come podcast.

Qual è il nuovo ruolo del digitale al Salone del Mobile?

Il digitale è per noi strumento di comunicazione ma anche di lavoro, cioè di raccolta, diffusione e analisi dei dati.

Oggi abbiamo, per esempio, il controllo pieno della biglietteria quindi sappiamo chi viene in fiera. Questo ci aiuta a capire che servizi offrire (per esempio quest’anno ci saranno moltissimi indiani e abbiamo avviato una procedura semplificata per il visto) ma soprattutto a ragionare sul lungo termine in modo strategico. Per Euroluce del 2023, per esempio, vorremmo lavorare con un pubblico più tecnico, quello dei lighting designer: lo faremo partendo da analisi sui i dati che abbiamo e arricchendoli con tavoli di lavoro con gli stakeholder e survey.
Lato visitatore, abbiamo servizi digitali a supporto della fiera fisica, dalla biglietteria integrata alle informazioni sui prodotti scaricabili con QR Code, alla lista dei contatti che hanno visitato lo stand tramite App, al virtual stand che rimane a Salone concluso.
Lato comunicazione, la nostra piattaforma editoriale è il megafono del Salone del Mobile e si sta affinando sempre di più grazie a progetti come Unboxing che ha portato le anteprime del Salone 2022 a un pubblico internazionale.

Per descrivere il Salone 2022 ha parlato prima di condivisione e socialità. Cosa intende?

Il Supersalone è servito per metterci alla prova nella sperimentazione di strade nuove e ha lasciato la consapevolezza di poterle percorrere. Con il Supersalone abbiamo capito che avere luoghi di respiro all’interno del percorso fieristico è importante: ci saranno quindi anche quest’anno, sempre con Identità Golose. La possibilità di incontrare persone nuove, anche per caso, è uno degli elementi che attraggono maggiormente gli espositori e visitatori in fiera. Noi vogliamo facilitare questa socialità.
Abbiamo anche lavorato per rendere il Salone Satellite più accessibile. Da un lato con la nuova posizione, nel padiglione 3. Dall’altro con un layout diverso. Siamo infatti usciti da una logica di perpendicolarità e passati a una pianta con due piazze da cui, a raggiera, partono i sentieri con i 600 espositori. Lavorando con l’Istituto Italiano dei Ciechi abbiamo creato un'esposizione inclusiva, con linguaggio brail, colori adatti agli ipovedenti e percorsi tattili.

Arrivare a una sostenibilità sistemica è da sempre il suo cavallo di battaglia. Cosa è stato fatto finora su questa linea?

Per cambiare le cose in modo sostanziale bisogna avere il supporto della maggioranza. Ci siamo quindi mossi con un approccio dal basso, senza imporre nulla ma dando tanti strumenti alle aziende per lavorare in modo più sostenibile e basandoci anche su quanto imparato al Supersalone. Ci siamo confrontati con gli allestitori più importanti e, insieme a loro, abbiamo definito delle linee guida su materiali, logistica, catering, illuminazione, tessuti. Queste linee guida sono state distribuite a tutti i marchi che partecipano al Salone 2022: non avevano l’obbligo di seguirle ma in tantissimi l’hanno fatto. Valuteremo poi l’esperienza per capire come procedere in futuro.

Lato nostro, stiamo procedendo per sottrazione. Quest’anno, per esempio, abbiamo eliminato tutte le moquette: una scelta contro lo spreco ma che anche dà più spazio agli espositori per definire i propri camminamenti.