Quaderna di Superstudio, la collezione-manifesto del Radical, compie i cinquant’anni e Zanotta la celebra con tre progetti inediti

Cinquant’anni sono una garanzia per poter cominciare a guardare da lontano. Ed è da questa posizione di privilegiato distacco che si torna allo showroom di Zanotta di Milano per celebrare l’anniversario della Serie Quaderna progettata da Superstudio. E per accorgersi che, nonostante la distanza, il lavoro di Superstudio ha ancora molto da dire. Anzi, da gridare, come usava fare durante gli anni Settanta.

Zanotta per l’occasione ha allestito una vetrina al Casello di Piazza XXV Aprile dedicato al total look di Quaderna. L’effetto è ancora ipnotico, disturbante, difficile. È la constatazione che Adolfo Natalini e Cristiano Toraldo di Francia avevano scelto una via complicata per liberarsi del peso del funzionalismo e del design storico.

Perché Quaderna era rivoluzionaria

La Serie Quaderna nasce da un pensiero sulle superfici e sull’invenzione di un paesaggio bidimensionale neutro che, pur connettendo tutto, lascia la libertà di creare oggetti, ambienti, paesaggi neutri.

L’idea è di rendere lo spazio democratico: niente storia, nessun riferimento stilistico o materico. Solo spazio suddiviso da un reticolato estensibile a piacere su una maglia ortogonale e chiamato “istogramma”.

L'idea di Superstudio è innanzitutto consacrata alla libertà di interpretazione e alla riconquista di una sospirata 'pace' di pensiero.

Natalini e Toraldo di Francia sembrano alludere allo Zen, ma gli anni Settanta, benché intrisi di ambizioni spirituali, non sono anni di 'pace'. Anzi: l’invito del Radical è di mettere in moto le idee, tutti insieme. Come succede anche da Superstudio, per il quale la creatività collettiva e connessa è un humus fondamentale della rivoluzione produttiva e progettuale.

Produrre Quaderna negli anni 70: il coraggio di Aurelio Zanotta

Il passaggio al prodotto però lo fa ancora una volta un imprenditore, Aurelio Zanotta, dopo che molti brand (anche famosi) rifiutano la Serie proposta da Superstudio.

Il quadrettato, come si diceva all'inizio, nonostante le migliori intenzioni risulta vagamente disturbante e poco comprensibile nella sua neutra grafica elementare.

Nel 1972 Zanotta quindi mette in produzione, con un gesto imprenditoriale coraggioso, la Serie di Superstudio e le dà il nome Quaderna.

Un nome azzeccato, che rende più appetibile l’aliena grafica stampata su laminato. Le forme architettoniche (così le intende Superstudio)  che compongono la collezione sono tre tavoli, la scrivania, la consolle e il tavolo basso. A cui ora si aggiungono anche uno scrittoio, un tavolino basso e un tappeto.

A metà strada fra industria e artigianato c’è la rivoluzione

Come per tutto il Radical, la provocazione che contesta il funzionalismo passa per un mix produttivo che sta sempre a metà strada fra industria e artigianato.

Da una parte il laminato Print di colore bianco con una stampa digitale isotropa (con le medesime qualità in tutte le direzioni) a quadretti. Dall’altra un lavoro artigianale complesso, simile all’intarsio, che trasforma ogni pezzo in un’opera di manualità e di pazienza.

Otto ore di lavoro, perché “ogni oggetto Quaderna nasce da un solo foglio di laminato affinché l’interasse, anche se disallineata di pochi decimi, sia la stessa. Solo così le superfici quadrettato risultano continue nelle tre dimensioni orientate dagli assi cartesiani nel rispetto del progetto originale”, spiegano dall’azienda.

Bisognerebbe finire così, con questa spiegazione produttiva che nega l’industria e nega persino l’ispirazione artigiana. Perché nel Radical si nasconde, ovunque, un piglio da rock band: provocazione, libertà totale e una buona dose di menefreghismo per il buon senso comune.

A questa distanza, come si diceva all’inizio, sembra davvero un buon punto di partenza per ricominciare a pensare le cose quotidiane. Che è quello che si deve fare ora.