Valentina Ciuffi di Studio Vèdet è la guest-curator di una nuova indagine sull’artigianato contemporaneo al Nilufar Depot

Cosa significa artigianato oggi e qual è il confine fra artigianato e design sono davvero due domande che tornano a ritmo quasi stagionale.

E non sono domande nuove: la relazione fra il designer e l’artigiano è fondante per il progetto italiano, così dipendente dalle prassi produttive dei laboratori. Valentina Ciuffi, su commissione di Nilufar Gallery, torna a esplorare la questione con la mostra Craftmania, al Depot di via Lancetti.

Artigianato come risorsa culturale

Il punto di vista della curatrice è chiaro: trovare tre esempi contemporanei (riusciti) di un dialogo coerente fra progetto e artigianato. Ed è ovvio che in questo momento la collaborazione fra i due mondi non può escludere i temi più caldi del contemporaneo: tecnologia, riuso e nuovo uso dei materiali, pratiche di produzione.

Il senso, perché un senso ci deve essere nella produzione di nuovi manufatti, è capire se dell'immutabilità del gesto e del sapere manuale esiste una possibile risorsa di sperimentazione culturale.

Quello che si dà per scontato, ad esempio il dovere intrinseco di salvaguardare la tradizione, non fa parte di Craftmania. C’è invece la curiosità di design/artisti che usano l’artigianato come una nuova frontiera sperimentale.

Tre nomi per capire

Carlo Lorenzetti utilizza la tecnica della Colombina (la più basica: quella in cui nastri di argilla si sovrappongono in modo concentrico) per testare nuovi materiali ceramici. C’è dell’audacia, con mix di terre crude e composti precotti molto stabili e fibre naturali. La ricerca però è nascosta sotto lo smalto, così come c’è una funzionalità da scoprire: gli arredi sono dotati di device wireless per ricaricare i cellulari.

Etienne Marc è un altro 'sperimentatore' artigiano. Alle tecniche tradizionali del grotto veneziano, del ferro battuto e della doratura mischia materiali considerati incompatibili. Gli oggetti sono molto belli, hanno il fascino delle creature ibride e sconosciute. In cerca di un’estetica diversa per oggetti con un sapore art deco.

Odd Matter è il duo olandese che decontestualizza l’applicazione di materiali medici e crea sculture in fibra di vetro e gesso cristallino. La decorazione, altro argomento forte dell’artigianato contemporaneo, origina da una ricerca in collaborazione con gli artigiani della città di Rima. Il tema è quasi surreale quanto virtuoso: la riproduzione pittorica delle venature del marmo.