Quattro progetti ambiziosi, tre legni duri sostenibili, 22 arredi dal design ricercato. Quella proposta da AHEC non è solo una vetrina di creatività, ma un manifesto contro lo spreco nel design

In occasione del FuoriSalone 2022, dal 3 al 12 giugno, presso Triennale Milano, va in scena Forest Tales, una mostra a cura di Studio Swine che rappresenta il culmine del lavoro creativo di AHEC - American Hardwood Export Council negli ultimi due anni.

Protagonista una collezione di oggetti di design concepiti durante la pandemia e realizzati con tre legni di latifoglia (l’acero, il ciliegio e la quercia rossa), bellissimi, sostenibili e provenienti dalle foreste americane.

La questione di un cambiamento di prospettiva è parte integrante sia della forma che del contenuto dell’installazione: Forest Tales non è solo una vetrina di creatività, ma un manifesto contro lo spreco nel design, un appello per una scelta più ponderata dei materiali e una sfida allo status quo.

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La mostra presenta opere di designer contemporanei, sia affermati che emergenti tra cui Thomas Heatherwick, Jaime Hayon, Maria Bruun e Mac Collins , in un'installazione che incoraggia i visitatori a esplorare questi materiali sostenibili e a riflettere sulla relazione tra le foreste e gli oggetti del nostro quotidiano.

Sono inoltre esposti quattro tavoli in legno massello vincitori del concorso A Seat at the Table, promosso da AHEC e Riva 1920, con l’obiettivo di offrire ai talenti emergenti del design italiano una piattaforma per esporre le loro idee.

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Curata e allestita da Studio Swine, Forest Tales raccoglie 22 pezzi selezionati tra gli ultimi progetti di AHEC proposti in una spettacolare rassegna che enfatizza la qualità, la bellezza e la versatilità del legno di latifoglia americana come materiale per la realizzazione di arredi di design. L’installazione è composta da pezzi provenienti da quattro progetti il cui filo conduttore è la materia naturale e sostenibile: ogni pezzo è infatti realizzato con una (o più) delle tre varietà di legno di latifoglia americana sottoutilizzate scelte: l’acero, il ciliegio e la quercia rossa.

Forest Tales unisce alla celebrazione del design degli ultimi progetti di AHEC, l’amore per il legno e un richiamo all’equilibrio” spiega David Venables, direttore di AHEC Europa. Equilibrio nel modo in cui utilizziamo i materiali naturali con particolare riguardo per quelli rinnovabili, come il legno. Lo stesso equilibrio su cui i designer, così come l’intero settore, sono chiamati a riflettere per fronteggiare la più grande questione sociale ed economica del nostro tempo: il cambiamento climatico e la necessità di porre fine all'attuale cultura usa e getta. Il Covid ha dimostrato che il mondo è in grado di reagire rapidamente di fronte a una grande crisi globale, speriamo questa esperienza ci permetta di realizzare altrettanto rapidamente i cambiamenti necessari nel nostro modo di consumare, costruire e vivere”.

Quattro progetti, tre legni duri sostenibili, 22 pezzi, 42 designer, tra giovani e affermati

  • Connected

ha invitato nove designer internazionali di fama mondiale a creare tavoli e sedie in risposta alla condizione di isolamento imposta dalla pandemia;

  • Discovered: Designers for Tomorrow

ha fornito una piattaforma di visibilità a 20 talenti emergenti del design internazionale;

  • Slow Design for Fast Change

ha riunito nove giovani designer dei Paesi DACH per creare mobili e oggetti all’insegna di sostenibilità, longevità e artigianalità;

  • A Seat at the Table

una nuova collaborazione con Riva 1920, storica azienda italiana di mobili di design in legno massello, che ha portato alla creazione di un contest e alla successiva selezione di quattro designer italiani emergenti e dei loro progetti dal design, innovativo e sostenibile, per quattro tavoli in legno massello.

Una montagna labirintica’ di casse di legno

Per Forest Tales, Studio Swine ha scelto una selezione di pezzi che ha poi sospeso intorno e sopra una montagna’ labirintica di casse di legno: un progetto espositivo monumentale e coinvolgente che invita e invoglia i visitatori a entrare, esplorare e scoprire una nuova prospettiva sul design.

La rassegna è un vero e proprio whos who del design contemporaneo. I progetti in mostra comprendono infatti lavori di designer sia affermati sia emergenti, tra cui il tavolo biofilico in acero di Heatherwick Studio, il tributo di Studio Swine al design della dinastia Ming realizzato in quercia rossa curvata a vapore, gli ingegnosi sistemi di scaffalatura espandibili senza colla di Taiho Shin, il tavolo multifunzionale in ciliegio americano dalle forme sorridenti’ di Jaime Hayon, gli sgabelli impilabili dalle linee nordiche di Maria Bruun e la sedia in tre legni di Simon Gehring che fonde processi di progettazione computazionale e scarti di legno creando effetti inediti.

Sulle casse da imballaggio (utilizzate per il trasporto) scorrono le immagini

Il concept dell’installazione si ispira ai fotogrammi di apertura di Quarto Potere (Citizen Kane), in cui gli effetti personali di Kane sono visibili tra una moltitudine di casse di legno da imballare. I visitatori si trovano di fronte a un’interessante topografia di casse di legno da imballaggio le stesse usate per il trasporto dei mobili con i vari arredi esposti sopra, sotto e accanto a esse, su diversi livelli. Intessuti nell’installazione una serie di schermi con video raccontano la storia dei vari pezzi, i contesti in cui sono nati e i legni con cui sono stati realizzati. Le superfici delle casse, inoltre, fungono da tele su cui sono riprodotte immagini della foresta da cui provengono i legni di latifoglia.

Cambiamento di prospettiva

Riprendendo l’idea della prospettiva anamorfica, per cui un’immagine diventa chiara solo se osservata da un punto di vista specifico, ogni cassa è stata dipinta per raffigurare un singolo elemento di una scena più grande, così che, se osservate da una certa angolazione, le immagini sulle casse si uniscono a formare un quadro completo. La prospettiva dello spettatore rispetto alla mostra cambia quindi a seconda di dove si trova con il proposito di raccontare storie diverse man mano che si interagisce con lo spazio.

Alto profilo, basso impatto: un manifesto contro lo spreco

Tutti gli arredi presentati in Triennale sono carbon-neutral o carbon-negative. Consapevoli del fatto che molte mostre milanesi generano notevoli quantità di rifiuti, AHEC e Studio Swine sono stati determinati nel far sì che Forest Tales fosse il più possibile efficiente dal punto di vista dei materiali e quanto più vicina a zero emissioni di carbonio, e che il suo messaggio di sostenibilità raggiungesse il maggior numero possibile di decision maker del settore.

L’installazione si rivela così un appello per una scelta più ponderata dei materiali e al tempo stesso un manifesto contro lo spreco nel settore del design. Un cambio deciso ed effettivo di prospettiva.