Fra le anteprime del Salone del Mobile, arriva anche la casa secondo Dolce&Gabbana. L’occasione è l’inaugurazione di due nuovi spazi totalmente dedicati alla collezione Casa

C’è tutta la personalità Dolce&Gabbana nei due nuovi flagship store di Milano dedicati al mondo Home. La collezione ha trovato casa in due luoghi diversi. Il primo, in corso Venezia 7, dedicato al complemento e all’oggettistica. Il secondo, in via Durini 23, ai mobili.

E non ci si può sbagliare: è davvero la passione provocatoria e sempre coraggiosa per il décor la protagonista. C’è Carretto Siciliano con i disegni vivaci e naif dei carretti tradizionali. C’è Blu Meditarraneo, con il blu, il mare e i le atmosfere leggere della vacanza. E infine gli animalier, in perfetto stile D&G: Zebra e Leopardo.

Dolce&Gabbana disegna una casa sensuale e allegra

Entrare nello store di via Durini è un’esperienza visiva sorprendente. Al netto di effetti speciali e layout immersivi, il mondo Dolce&Gabbana esplode in tutta la sua allegria e sensualità quando è declinato su divani, tavole apparecchiate e qualsiasi superficie disponibile.

I quattro temi della collezione sono ordinati sui due piani del negozio, che comunicano visivamente attraverso lo scenografico  vuoto centrale. Improvvisamente non è più la seria e laboriosa Milano, ma è un film hollywoodiano in cui lusso, sensualità e piacere sono i veri trait d’union.

Ci vuole la maestria dei due stilisti per dominare il confine fra eccesso e stile. E ci vuole anche la bravura e la forza di una partnership con Luxury Living Group, che ha lavorato insieme a Domenico Dolce e Stefano Gabbana per arrivare a un risultato davvero sorprendente.

Quattrocento pezzi nel catalogo Dolce&Gabbana Casa

Andrea Gentilini, ceo della piattaforma del lusso: “È stato un incontro felice, in cui erano già presenti asset valoriali comuni: qualità e sapienza manifatturiera. C’è stata una chimica piacevole e da un’ipotesi di progetto siamo passati rapidamente alla costruzione della collezione”.

Un insieme che si può definire faraonico senza paura: quattrocento pezzi fra arredamento, complementi, tableware e textile. Un lavoro rapidissimo, concertato in modo che in dodici mesi la collezione fosse pronta per essere presentato lo scorso settembre a Venezia durante il Grand Tour della maison.

“Domenico e Stefano hanno guidato la parte creativa con una grande sensibilità per i prodotti e per il mondo dell’arredo. E uno slancio che ha creato una collezione secondo me unica al mondo: è stata un’esperienza incredibile e un passaggio personale molto significativo”.

Meraviglia e stupore davanti a un heritage eccezionale

I due stilisti parlano di un clima di meraviglia e di eccezionalità. “Una sensazione provata fin dal primo incontro con le più rinomate maestranze italiane, grazie alle quali abbiamo riscoperto lavorazioni antichissime, come la soffiatura del vetro di Murano, la ceramica siciliana interamente dipinta a mano, l’arte dell’ebanisteria, le paglie intrecciate, l’intarsio e l’intaglio del legno, la tecnica millenaria delle murrine, la tessitura di broccati e velluti pregiatissimi su telai storici.

Salviati, Venini, Orsani, Barovier&Toso, Tessiture Bevilacqua. A guardar bene, sembra che gli archivi si siano riaperti per svelare i tesori conservati nella storia di queste aziende. Che ritrovano uno spazio ideale per mostrarsi in tutta la loro bellezza e, soprattutto, nell’eccezionale heritage manifatturiero.

Non è design, è l’abbondanza manifatturiera

L’idea alla base di questo entusiasmante dispiego di nomi storici e eccellenze artigianali è di portare, davvero, il mondo D&G nelle case. Un’operazione che richiede una scelta stilistica audace e una presa di posizione precisa. Non è il mondo del design. Ma è il suo humus, il nutrimento culturale di un territorio capace di alchimie trasformative uniche. Ed è questa la parte che più interessa ai due stilisti: la celebrazione di un talento fecondo e gioioso, che secondo Domenico Dolce e Stefano Gabbana pervade l’intero territorio italico, nelle sue espressioni più “alte” come nella quotidianità più ovvia.

Un codice estetico chiaro, delle scelte audaci

L’immaginario siciliano, accompagnato dalle incursioni pop-chic dell'animalier. E poi si aggiungono le citazioni del Rinascimento, l’abbondanza cromatica di Bisanzio, le superfici iper decorate delle tradizioni mediterranee.

Un codice che riveste non oggetti qualsiasi, ma modelli unici, che nascondono innovazioni tipologiche oppure riportano all’attualità un modo di pensare i mobili che era patrimonio dell’ebanisteria e degli artigiani dei secoli scorsi. La piccola madia di gusto francese che si apre a scoprire due serie di piccoli cassetti, vaschette, ripiani chiusi o a giorno. E il disegno che si ripete perentoriamente dentro e fuori. Accanto alla madia della collezione Carretto Siciliano, ovviamente c’è la poltrona, il divano, il tavolo, i tessili e il wallpaper. È total look ma anche scatola delle meraviglie.

Il racconto made in Italy di un lifestyle

“I codici e il linguaggio di Dolce&Gabbana sono connaturati al loro modo di guardare alla moda. È tutto molto chiaro, una trasparenza di intenti e di obiettivi stilistici che ha molto facilitato l’iter del progetto”: spiega Andrea Gentilini. “È il racconto di un lifestyle, non solo il tentativo di trasferire nel mondo home un brand della moda. Siamo stati ispirati e spinti a testare un nuovo modo di lavorare, grazie a un team ad hoc e a idee molto chiare. E siamo riusciti a portare alcune parti del lavoro artigianale nel mondo contemporaneo, grazie a un pensiero innovativo intorno all’idea di progetto”, conclude Gentilini.

Sembra che non manchi nulla alla nuova avventura Dolce&Gabbana. Neanche l’imprevedibile competenza nel gestire un nuovo mondo merceologico. Tutte le aree della casa sono state esplorate e rilette attraverso gli occhi sartoriali del duo siciliano. E la volontà di non snaturare un’italianità tanto caratteristica quanto fiabesca che Domenico Dolce e Stefano Gabbana raccontano da molti anni a tutto il mondo.