Marc Lichte, Head of Design di Audi: la guida autonoma spalanca un mondo di possibilità a livello di design e non solo per gli interni. Ognuno potrà avere l’auto pensata per fare ciò che ama di più

La diffusione crescente delle vetture elettriche pone una serie di domande. E una riguarda molto da vicino i designer, non soltanto quelli legati al mondo dell’automotive: ci sarà anche una rivoluzione formale e di stile, oltre che nella sostanza?

Secondo molti, le vetture elettriche hanno ancora innovato poco o nulla in quanto a design, rimanendo tradizionali nelle forme. Insomma, il cambiamento sarebbe avvenuto soltanto per metà, anche se certamente gli aspetti legati al motore e ai consumi rappresentano il traguardo principale.

“Siamo solo all'inizio. Il futuro sarà rivoluzionario”, dice Marc Lichte, Head of Design di Audi. Che, negli ultimi tempi, insieme al proprio team, a otto mesi dal lancio di Audi e-tron GT, ha osservato e interpretato il cambiamento in atto. Le innovazioni tecnologiche attuali e attese a breve termine consentono di ripensare radicalmente il design dell’auto, dice Lichte, proiettandolo nel futuro.

“La mobilità elettrica ha cambiato radicalmente la progettazione e la produzione delle vetture. E altrettanto avverrà per il design. Già oggi, il punto focale di un’auto non è più la sezione anteriore, sede tradizionale del motore termico, bensì il pacco batteria collocato tra gli assali. Non solo, la guida autonoma – prevista in un futuro ormai prossimo – e la radicale digitalizzazione delle auto renderanno possibili libertà stilistiche sinora impensabili che rivoluzioneranno le forme dell’automobile come oggi comunemente intesa. Viviamo una transizione epocale, parificabile a quando le carrozze con i cavalli vennero sostituite dalle vetture con il motore a scoppio”.

Quali aspetti cambieranno a livello di design, nel dettaglio?

“Negli ultimi 135 anni, da quando l’auto è stata inventata, abbiamo disegnato le vetture seguendo un processo dall'esterno verso l'interno. Alla base di ogni progetto abbiamo posto il posizionamento del modello e le principali ragioni d’acquisto dei clienti, definendo le linee della carrozzeria in primis e progettando gli interni solo in una fase successiva. Ora questo processo viene radicalmente rivisto”.

Che cosa vuol dire questo, in concreto?

“La guida autonoma ha scardinato un principio sinora apparentemente immutabile: in futuro, il guidatore non dovrà più tenere costantemente le mani sul volante. Il conducente e i passeggeri godranno di nuove libertà e possibilità. La guida attiva passerà in secondo piano e con essa il volante e la pedaliera. Si apriranno prospettive incredibili a livello di stile. Gli interni cambieranno, l’abitabilità sarà massimizzata e la capacità di carico anche, arrivando sino a raggiungere livelli sconosciuti alle vetture tradizionali”.

Personalizzeremo sempre di più le vetture?
“Assolutamente sì. La personalizzazione in futuro raggiungerà livelli oggi inimmaginabili. Sono convinto che i modelli di domani differiranno tra loro in misura ben più netta di quanto accade oggi. Il tempo in cui l'auto costituiva un compromesso tra molteplici esigenze, spesso conflittuali, è finito. In futuro avremo auto diverse per tipologia di utilizzo: vetture votate a uno scopo ben preciso, che si tratti di un breve spostamento all’interno di una metropoli o di un giro veloce in circuito”.