Con l'installazione Buio al FuoriSalone 2021, Davide Groppi crea un emozionante omaggio all'universo culturale che ha dato origine al suo modo di fare luce. Un'installazione imperdibile

Al FuoriSalone 2021 molti brand hanno fatto scelte anomale, riflessive, meno votate alla rincorsa del prodotto da vetrina che attira l'occhio. E l'installazione Buio di Davide Groppi (in via Medici 13, alle 5Vie) è un esempio lampante di cosa accade quando si sospende la progettualità finalizzata e ci si prende il tempo per fare ricerca hands on.

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Buio, Utopie di luce è un tentativo riuscito di rendere manifesta una pausa servita a voltarsi indietro per osservare con pazienza le proprie radici progettuali. Un allestimento fatto di buio in cui la luce diventa protagonista, riscoperta dal designer-imprenditore con occhi nuovi - quasi di bambino - e raccontata attraverso un percorso di ricerca fatto di curiosità e libertà espressiva.

L'intento è suscitare stupore e meraviglia. Non con i soliti trucchetti da performance quanto con il sentimento della gratitudine per chi è passato prima di noi ed è riferimento per percorrere le vie dell’invenzione. Ognuna delle sette opere (la parola progetto calza solo parzialmente) porta infatti le tracce del lavoro dei musicisti e degli artisti che abitano la matrice culturale del designer e del suo marchio. E di molti di noi. Il silenzio di John Cage, l'equilibrismo di Calder, la giocosità bambina di Castiglioni, la poesia di Maurer.

Ci sono tutti, in fila, uno dopo l'altro. A indicare la strada percorsa finora, e a ricordarci che le risposte alle domande che fatichiamo a farci in questo primo FuoriSalone post Covid non verranno solo da qualcosa che chiamiamo prodotto. Ma da future creazioni possibili e impossibili.