La Design Week nel cuore di Milano, partendo da via Durini: un viaggio compatto tra gli showroom dell’arredo

Con un giorno di anticipo sul SuperSalone (che inizia oggi, 5 settembre a Rho Fiera) il FuoriSalone 2021 è iniziato ieri negli showroom del design. E, malgrado l’assenza delle tradizionali resse internazionali che affollano Milano durante la Design Week pre-Covid, non si può dire che l’affluenza sia stata esigua. Sabato mattina, alle 9.30, piccole code si erano già formate davanti agli showroom di via Durini e dintorni.

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D Studio, via Durini 14

La grande notizia, ovviamente, era l’apertura di D Studio, lo showroom che unisce sotto lo stesso tetto i marchi di Design Holding (B&B Italia, Flos, Louis Poulsen e Arclinea), progettato da Massimiliano Locatelli con interior di Piero Lissoni.

Un progetto che racconta, in modo chiaro ed esemplare, cosa succede quando un grande gruppo che include marchi storici, ognuno con la sua identità, fa sistema.

Lo spazio di D Studio è enorme ma una leggerezza di fondo è garantita dai numerosi lucernai aperti e dalle vetrate che separano le diverse sezioni. Il viaggio procede dagli allestimenti multi-marca pensati per gli interior a zone dedicate ai singoli brand fino ad arrivare agli ambienti outdoor, deliziosamente allestiti con distese di piante (e, al piano interrato, alla zona notte e alla cucina).

Il risultato è un linguaggio coerente seppur composto da elementi a sé stanti, uniti dal comune denominatore della qualità del manufatto e della sofisticatezza del disegno: una narrazione perfetta quel mercato internazionale che è il target storico del made in Italy.

Quello che si respira in D Studio, insomma, è la promessa di una progettualità totale all’insegna della qualità che certamente sarà di grande appeal agli architetti di tutto il mondo. Che, a breve, potranno godere di altri D Studio che Design Holding intende aprire a breve negli altri hotspot del design: New York, Shanghai e Miami.

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Natuzzi: la rivoluzione continua in via Durini 24

Dall’arrivo del nuovo Chief Creative Officer, PJ Natuzzi, il marchio pugliese ha davvero cambiato volto. Lo si era già capito durante la presentazione dell’ultima collezione e l’impressione si rinnova ora con i nuovi arredi 2021. E ora, entrando nello showroom di Via Durini, la sensazione è di accoglienza e leggerezza, uno slow living che è una ventata di aria fresca in un momento in cui, in tanti, stanno ripensando al senso dell’abitare dell’era della pandemia.

È bellissimo come Natuzzi, che da sempre si presenta come un marchio mediterraneo ma che in passato strizzava molto l’occhio al “gusto internazionale”, ora traduca quell’ispirazione con arredi flessibili e multi-funzione, capaci di annullare i confini tra in e outdoor, progettati con materiali quanto più possibile sostenibili e realizzati con forme accoglienti e inclusive. Collezioni che interpretano con una contemporaneità sperimentale i sapori e il saper fare della tradizione italiana e pugliese in particolare.

I progetti sono di Formafantasma, Elena Salmistraro, Sabine Marcelis (tutti in vetrina), Marco Piva, Massimo Iosa Ghini, Marcel Wanders Studio, Lorenza Bozzoli, Patrick Norguet.

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ArchivioUniFor di Ron Gilad per UniFor, Corso Matteotti 14

Un allestimento impeccabile di Ron Gilard inventa lo spazio per presentare ArchivioUniFor nella sua prima edizione dedicata a Aldo Rossi. Un’operazione sulla memoria, che riporta all’attualità lavori antichi di cui è rimasta testimonianza fisica negli archivi dell’azienda. Appunti, schizzi, riflessioni, tavole colorate: una ricostruzione precisa di un lavoro progettuale rimasto in sospeso, che oggi torna attuale grazie alla semplice operazione di fermarsi per guardare indietro e scoprire un senso diverso al talento di Aldo Rossi.

UniFor mette in produzione quattro pezzi che non possono dirsi nuovi, eppure lo sono. E impressiona la modernità, la persistenza di codici che nella velocità contemporanea appaiono eterni. Il tavolo Consilio, la poltrona Parigi, la libreria Cartesio, la sedia Museo. Quattro arredi fortemente architettonici, che trovano posto in un’installazione che cita continuamente il linguaggio scarno e surreale di Aldo Rossi e i suoi progetti architettonici.

Bravo Ron Girard nel trovare la cifra giusta per interpretare uno spazio fuori dalla realtà quotidiana e vicino alla poetica rossiana. Audace la scelta di UniFor di fermarsi, sostare, aprire i cassetti con i vecchi ricordi con la curiosità di chi scopre le proprie radici e memorie solo apparentemente dimenticate. Che sia uno degli effetti di questo periodo di forzata immobilità? Se così fosse possiamo cominciare a contare le cose buone lasciate dallo stop forzato.

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Out of Ordinary, Cassina, via Durini 16

Dalla strada, Cassina accoglie il visitatore con un allestimento di Laura Tocchet, in veste di stylist per il progetto Out of Ordinary di Vogue. Il pretesto è stato uno shooting per il numero di settembre del magazine di moda, che è poi diventato l’ispirazione per raccontare i materiali della svolta sostenibile di Cassina e la scelta di rieditare Soriana, una collezione del 1969 di Afra e Tobia Scarpa in versione green.

La collezione, nella nuova versione, era già stata presentata da Cassina in primavera, ma nell’allestimento attuale è immersa in un contesto contemporaneo, in cui due personaggi sovradimensionati realizzati con i nuovi materiali della collezione abitano la vetrina del flagship store di via Larga.

La vera novità, per quanto riguarda i prodotti, è Middleweight, il primo divano disegnato da Michael Anastassiades per Karakter, il brand danese acquisito da Cassina. “Non si può accelerare il processo creativo del design” commenta Anastassiades. “È necessario allungare  il processo più possibile e lasciar passare il tempo necessario per far maturare le idee”. Il risultato è, secondo il designer, esattamente quello che lui aveva immaginato. Un pezzo essenziale, un nuovo archetipo, che segue il solco riconoscibile del lavoro di Anastassiades. Materiali leggibili e forme semplicissime in un progetto che sovrappone standard formali italiani – la chaise longue – alla compattezza delle proporzioni scandinave.

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The Welcoming Room, Marazzi, via Borgogna 2

Bellissimo l’allestimento di Citterio Viel per Marazzi, The Welcoming Room, che racconta l’unione degli spazi, segnato dall’uso sempre più massiccio e versatile, della ceramica. “Abbiamo voluto progettare un ambiente domestico accogliente e conviviale, uno spazio che celebra non la cucina ma il cucinare, non il soggiorno ma lo stare insieme”.

Sono quindi le azioni, i modi di vivere, i veri protagonisti di questa interpretazione degli ambienti che piace perché parte da lontano (cioè tiene conto dell’evoluzione sociale e tecnologica), e della diversità tra le culture nella continua e feconda tensione tra tradizione e modernità.

Le collezioni utilizzate, Mystone Travertino nella versione Navona, sono state impiegate nel formato mosaico ovale lucido, insieme alla collezione Crogiolo Rice nella tonalità Natural (formati 5x15, 7,5x20 e 15x15 cm), mentre Mystone Travertino Silver è stato scelto per il top della cucina. Costante il gioco di rimandi, realizzato attraverso il materiale e le cromie, all’insegna di un calore di cui sempre di più la casa contemporanea ha bisogno.

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Photo cover: ArchivioUniFor dedicato ad Aldo Rossi, installazione di Ron Gilad nello showroom UniFor di Corso Matteotti 14. Ph. DSL Studio.