La via della luce, dei negozi dei brand storici che portano avanti una ricerca progettuale viva e spesso imprevedibile: il FuoriSalone 2021 in Corso Monforte

Il design della luce negli ultimi anni è cambiato. La progettazione si è incontrata - e a volte scontrata - con l’evoluzione delle fonti luminose e un’illuminotecnica  evoluta. Il led ha cambiato le carte in tavola, ha rilanciato le possibilità interpretative. Ma questo è un FuoriSalone “bisestile”, in cui si vedono i risultati di una progettualità riflessiva, sui prodotti e sulle identità storiche dei brand. Dopo tante rincorse alla smaterializzazione dell’oggetto lampada, è ora di qualcosa di nuovo.

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C’è una ridefinizione dell’oggetto, che riacquista importanza e diventa statement progettuale, come nella nuova Nile di Rodolfo Dordoni per Foscarini. C’è un desiderio diffuso di recuperare forme riconoscibili e metterle in discussione attraverso la leggerezza del tratto progettuale, come nella collezione Koiné di Luceplan (il design è di Mandalaki Studio), che nasconde una nuova lente minerale dietro a una reinterpretazione della classica sospensione.

E c’è l’impegno di Artemide nel costruire una sintesi perfetta della relazione fra luce ed esseri umani, passando per un pensiero sofisrtica sul paesaggio, gli spazi collettivi, l’ambiente naturale e l’architettura.

Infine Flos, che affronta il drago dei cinquant’anni anni della parentesi e si confronta con la bellissima storia dell’icona disegnata da Pio Manzù e Achille Castiglioni.

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Flos Store e Professional Space, Corso Monforte 9 e 15

Grande ressa davanti allo store di Flos, tutti i giorni. Perché il marchio dell’illuminazione, per questo FuoriSalone, ha davvero messo in gioco i pezzi da novanta. La grande notizia della Design Week era infatti la rivisitazione dell’iconica Parentesi di Pio Manzù e Achille Castiglioni.

L’operazione, a cura dei design curator Calvi Brambilla, è consistita nell’introduzione di due colori complementari tra loro e ognuno rappresentante della poetica di uno dei due creatori: azzurro per Castiglioni (“la cromia che aveva scelto per dipingere le porte di casa”, ricorda la figlia Giovanna) e Signal Orange (“mio padre lo usava per tutti i prototipi di auto che progettava per FIAT”, dice Giacomo Manzoni, figlio di Pio Manzù).

Il tocco scenografico? La presenza di una Fiat 127 (ovviamente arancione) davanti al negozio. Rimesso in produzione anche il particolarissimo packaging see-through, un vero classico del design fatto in plastica stampata abbandonato per problematiche diverse pochi anni dopo il lancio originale di Parentesi.

Da non perdere anche la (più sobria ma progettualmente avanzata) Oplight di Jasper Morrison, protagonista dello showroom professional, qualche civico più in là: un’applique che rivisita la tipologia, regala una luce decisa e si monta a incastro (in vista di eventuali riparazioni e riciclo a fine vita).

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Foscarini, corso Monforte 19

L’allestimento di Ferruccio Laviani, che invita i visitatori a “mettersi in vetrina”, è la scenografia per presentare due nuovi prodotti. Il primo è Nile, che segna il ritorno di Rodolfo Dordoni da Foscarini. Una lampada da tavolo in marmo e vetro, uno statement potente che ridà centralità all’oggetto lampada. Un equilibrismo dinamico di pesi, materiali diversi e geometrie per uno di quei progetti che grazie alla solidità dei codici formali, diventa avanguardia.

Alberto e Francesco Meda portano a Foscarini Chiaroscura, una lampada completamente diversa. Il brief chiedeva un luminator, una lampada da terra che, nel suo format tradizionale ideato da Pietro Chiesa nel '33 e poi rivisitato dai fratelli Castiglioni, crea una verso l'alto.

I Meda rispondono con un lavoro che cambia i connotati alla tipologia, centrato sul progetto tecnico, sull’intelligenza formale e sulla semplicità grafica della linea. Un estruso di alluminio triangolare associato a elementi in plastica opalina fanno infatti da cornice ai led e permettono un'emissione anche laterale della luce.

Interessante anche il grande lavoro che l’azienda ha fatto per attualizzare i pezzi già presenti in catalogo.

Colori nuovi, diverse soluzioni tecniche per facilitare la manutenzione delle lampade (e quindi la loro durata), piccoli accorgimenti nella scelta dei materiali e le cromie che rilanciano i long seller del brand. Non è scontato avere la voglia e il coraggio di migliorare quello che sembra già perfetto.

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Artemide, corso Monforte 19

Il brand approfitta del FuoriSalone 2021 per inaugurare il nuovo spazio espositivo a Pregnana Milanese firmato da Mario Cucinella (ne abbiamo parlato qui). In città il brand è presente all'Università degli Studi con un’installazione sempre curata da Mario Cucinella per INTERNI Creative Connections: Il Mondo di Ernesto, dedicato al fondatore di Artemide Ernesto Gismondi. Il negozio di corso Monforte invece è il set scelto per le numerose novità.

Torna BIG - Bjarke Ingels Group, con un progetto di rielaborazione della celebre Gople. Si chiama Slice ed è soprattutto un progetto che ruota intorno ad accorgimenti produttivi che limitano lo spreco di materiale. Cambia la forma, la dimensione, le proporzioni, ma si riconosce la radice progettuale: il lavoro su un linguaggio semplice e istintivo. Lo studio BIG è autore anche di Stellar Nebula, una collezione di lampade a sospensione di vetro soffiato. E di Vine Light, una task light fatta di una linea sottile che si avvolge su se stessa e due snodi invisibili che regolano con precisione la direzione della luce.

Mario Cucinella ha disegnato Kata Metro, una luce architettonica con cui creare strutture luminose. La novità è l’integrazione di colore e segno grafico in un universo tipologico finora molto più sobrio.

Luceplan, corso Monforte 7

Equilibrio e sobrietà per Luceplan, a partire dall’allestimento del negozio curato dallo studio CCRZ. In vetrina due sospensioni: Koiné di Mandalaki e Levante di Marco Spatti. All’interno la nuova famiglia Doi di Meneghello Paolelli Associati, Malamata di Studio Shulab e la collezione Zile di Archirivolto.

A queste novità, si aggiungono quattro articolate famiglie di lampade outdoor  (Flia di Alessandro Zambelli, Fienile Outdoor di Daniel Rybakken, Nui e Nui mini di Meneghello Paolelli Associati), già lanciate a inizio anno attraverso i canali digitali e ora anche al flagship store: è l’esordio di Luceplan nell’illuminazione da esterni.

Complessivamente le novità si concentrano su soluzioni imprevedibili ed equilibri precari, che riportano il tema dello stupore e della curiosità nella relazione con l’oggetto luminoso (Doi e Malamata). C’è poi la ricerca su materiali originali e sull’armonia fra proporzioni e dimensioni (Levante). E la rivisitazione di modelli iconici, riconoscibili, in cui al lavoro di semplificazione formale si aggiunge, più nascosto, la consueta ricerca illuminotecnica.

Articolo in aggiornamento

 

Foto di copertina: Parentesi 50, installazione di Calvi Brambilla per il 50° anniversario dell’iconica lampada di Achille Castiglioni & Pio Manzù nello store di Corso Monforte 9. Ph. Francesco Caredda.