Un attento e intenso percorso di sperimentazione tipologica caratterizza il progetto del Sanlorenzo 57 Steel. Una ricerca sulla quale lo studio di architettura romano è concentrato per trovare nuovi e sorprendenti modi di vivere sul mare

È un progetto ambizioso quello del 57 Steel, dietro il quale c’è un intenso percorso di sperimentazione tipologica, sulla quale è concentrato lo studio Zuccon International Project sin dall’inizio della sua collaborazione con il cantiere Sanlorenzo.

“L’obiettivo è stato quello di creare un’imbarcazione di 1050 GT con contenuti funzionali e di vita che si trovano normalmente su barche di misure superiori”, commenta Bernardo Zuccon che insieme alla sorella Martina conducono lo studio internazionale fondato a Roma nel 1972 dai loro genitori, gli architetti Gianni Zuccon e Paola Galeazzi.

Superyacht dai volumi straordinari, con spazi indoor e outdoor mai visti prima su modelli di queste dimensioni, e contenuti funzionali inediti, il nuovo 57Steel, ha immediatamente catturato l’attenzione di due armatori, al punto che ne sono stati già venduti due esemplari.

Lungo 56,70 metri e sviluppato su cinque ponti, il 57Steel esternamente si distingue per una prua dritta e dal carattere forte.

Le linee contemporanee, di grande pulizia formale traggono la loro forza dall’eredità stilistica di Sanlorenzo, che Zuccon International Project è riuscito a mantenere viva.

Esterni e volumi sono perfettamente bilanciati e armonizzati con gli interni per creare un’imbarcazione con contenuti funzionali e di vita che si trovano a bordo di imbarcazioni di dimensioni maggiori. Un obiettivo che è stato raggiunto attraverso l’ideazione di un innovativo layout.

“Da un punto di vista progettuale, la sfida più importante è stata riuscire a trovare il giusto bilanciamento tra i volumi e le proporzioni che caratterizzano la barca.

In questa logica di ricerca abbiamo capito che anche su un’imbarcazione di 57 metri è possibile alterare il tradizionale equilibrio che vede la zona della wheel-house (la cabina di comando) a prua dell’upper deck, ricollocandola su di un ponte aggiuntivo, dando quindi la possibilità di riutilizzare l’upper deck in un’ottica differente”, spiega l’architetto romano.

L’upper deck è stato quindi sviluppato in modo differente risultando un ponte privato di 54 mq.

È dedicato interamente all’armatore, che affaccia sull’infinito del mare. Il nuovo layout ha permesso inoltre di creare, a prua del main deck, una spaziosa cabina Vip a tutto baglio utilizzabile come una seconda cabina armatore.

Tra le caratteristiche più apprezzate del 57Steel c’è anche una straordinaria beach area di 110 mq, che si sviluppa aprendo i portelloni di poppa su tre lati che diventano vere e proprie spiaggette a filo d’acqua. Una zona totalmente fruibile e anche suggestiva perché la parte interna è illuminata dalla luce del sole che filtra attraverso il fondo trasparente della piscina posta sul main deck.

“Non c’è ostentazione nel segno e nelle linee esterne, che hanno un andamento estremante fluido. Il 57 Steel: è un perfetto gioco di equilibri tra contenuto e contenitore”, sintetizza Bernardo Zuccon.