Cangiante e splendente, densa e palpitante, un’esplosione di colori autunnali scalda l’atmosfera. Senza aspettare – o anticipare – il Natale, con i suoi riti e i suoi (abusati) stilemi

È un autunno tiepido e luminoso, che incendia i colori di piante, fiori e alberi per restituire un tepore palpabile. Senza aprire leterno dibattito sulleccessivo anticipo con cui si addobbano le città, possiamo scaldare latmosfera anche senza ghirlande, fiocchi rossi e vischio, perlomeno a novembre.

Pastosi, palpitanti, imbevuti di ardore, senza essere natalizi, abbiamo scelto progetti tessili, espositivi, fotografici, tra design, arte e vino, che dosano (elementi) e abbracciano (corpi e menti), con la discrezione che fa dellautunno la stagione più sofisticata.

Anche se, accanto ai tipici toni bruciati, non mancano inaspettati guizzi dorati, e neanche le lucine, che però, invece di agghindare un abete, delineano filari di vigne tra le tenebre, regalando un inebriante raccolto notturno.

Il fascino esotico ma domestico di Lisa Corti

Petrolio, geranio, zafferano, pavone, ottanio, verde oliva, blu di Persia. Sono imbevuti di un fascino esotico vivace, gioioso ma misterioso, i colori della tavolozza multietnica e sgargiante di Lisa Corti che per la nuova collezione tessile per la casa ha creato un lookbook speciale, elegante e vibrante.

Ambientato in una dimora contemporanea dalla patina vintage, tra mobili in stile occidentale, texture dalle influenze indiane e decori dai rimandi africani, il catalogo è acceso dai consueti e azzardati contrasti cromatici, enfatizzati dagli scatti calibrati di Mina Poostdooz, guidati dallart director Işıl Gün.

Damasco storico e sontuoso sì, ma sdrammatizzato

Il damasco antico, quello storico e glorioso di Rubelli, si rinnova per proporre una nuova lettura del celebre tessuto in seta. Una rilettura che è il risultato di un lavoro attento e rigoroso, incentrato in particolare su intrecci e cromie.

Obiettivo: ‘sdrammatizzare i disegni ereditati dalla tradizione, anche nel nome. Ciascuno dei sette nuovi damaschi è infatti denominato Damasco con un attributo a contrasto che descrive l’identità del singolo disegno: Patina, Pop, Flirt, Mirage, Gypsum, Puzzle, Decoupage.

Una lettura che è anche fotografica, dautore: quella restituita dagli scatti disordinati, di tavole postprandiali imbandite ma sgualcite raffinatissime , di Beppe Brancato, con lo styling di Studio Testo.

Un hotel particulier parigino decadente

Dal 18 al 23 ottobre, Parigi è stata la ribalta di Zut!, evento che ha messo in scena nuove possibilità e trasformazioni sinergiche tra arte e design in un palazzo decadente del 18° secolo nel 7° arrondissement. 

Costruito nel 1728 come Hôtel de Guise, questo opulento hotel particulier è così diventato fonte di ispirazione per artisti e creativi che hanno dato nuova vita al suo guscio scrostato abbandonato.  

Sette le gallerie internazionali coinvolte in Zut! Paris: A1043 (Parigi), Deli Gallery (New York), Friedman/Johnson (Miami), Galerie Mitterrand (Parigi) Salon 94 Design (New York), The Breeder (Atene) e Volume Gallery (Chicago).

Un presidio (inaspettato) accogliente e dorato

L’autunno è prezioso e luminoso, sbrilluccica ed è portatore di messaggi virtuosi, senza bisogno degli stilemi del Natale.

Come Presidio, il progetto di Studio Lievito presentato nellambito della mostra collettiva Reverse Towards a New Paradigm, organizzata da NAM - Not a Museum e dalla Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze presso la Manifattura Tabacchi di Firenze, fino al 24 novembre 2022.

Per l’installazione site specific dal forte impatto visivo e valoriale sono stati rivestiti con coperte isotermiche alcuni mobili già presenti sul luogo, tra cui un letto, un tavolo e delle sedute. Sono stati poi creati cinque ambienti, ‘abitati’ da elementi d’arredo archetipici, nobilitati dalla superficie dorata nella quale sono avvolti, diventando così simboli di accoglienza.

Unisola luminosa (e rispettosa) sospesa

Il 23 settembre 2022, in occasione della vendemmia, si è accesa Terlo Night Harvest, la scenografica installazione site specific ideata da Emilio Ferro che ha illuminato l’intera vigna di Terlo della cantina dell’Astemia Pentita, a Barolo, in Piemonte.

Seicento punti luce hanno delineato i filari, altrimenti avvolti nelle tenebre, ed enfatizzato la geometria regolare della collina coltivata, a creare una sorta di isola luminosa sospesa, richiamando il fascino di antichi rituali e celebrando la poesia delle piccole cose.

Il progetto ha seguito scrupolosamente il ciclo vitale della natura, aspettando il momento di perfetta maturazione dell’acino d’uva. Un gesto di estrema cura e rispetto, un rimando alla (sapiente e inebriante) saggezza contadina.