Scuole, teatri e disco club, installazioni, performance e concerti: come si progettano oggi i luoghi dove nasce la musica? Il sodalizio tra musica e design è sempre più profondo

Se durante il FuoriSalone siamo rimasti incantanti dallunicum percettivo generato dall’intreccio tra, bambù, fibra di carbonio e musica messo in scena da Kengo Kuma per Interni Creative Connection nel Cortile d’Onore dell’Università degli Studi di Milano (vedi l'installazione Bamboo 竹Ring :|| Weaving a Symphony of Lightness and Form), la tendenza a includere la musica nei progetti di architettura e design sembra non arrestarsi. Protagonista o comprimaria, fluttua, si riverbera e si propaga, avvolgendo gli spazi e le persone e amplificandone le sensazioni.

Dai restauri di scuole e teatri ai negozi di vinili che rimandano ai disco club anni 60, fino a installazioni e concerti. Abbiamo visto e ascoltato diversi progetti; di alcuni – i più pervasivi – abbiamo registrato la traccia sonora (ed emozionale) per riproporla, a modo nostro, qui.

A Cremona, Palazzo Stauffer è la nuova sede dello Stauffer Center for Strings

Appena restituito alla città nella sua originaria bellezza, grazie all’intervento di restauro degli architetti Lamberto Rossi Associati e di interior design firmato Pininfarina Architecture, Palazzo Stauffer è la nuova sede dello Stauffer Center for Strings di Cremona. Oggi ospita il primo centro musicale internazionale per l’alta formazione, la ricerca, la composizione, la produzione, il management e l’innovazione interamente dedicato agli strumenti ad arco.

Pininfarina ha reinterpretato gli ambienti del storico palazzo innestandovi elementi di design contemporanei, in grado di valorizzare il fascino delle sale e al tempo stesso di garantire il massimo livello di funzionalità e vivibilità. Il center va oggi ad aggregare la già esistente Accademia Stauffer e gli Stauffer Labs, oltre a un’intima sala concerti, una serie di sale studio e aule didattiche, uno studio di registrazione, una caffetteria e una foresteria immersa in uno splendido giardino, per dare vita ad un campus polifunzionale, interamente plastic-free, caratterizzato da una forte attenzione alla sostenibilità ambientale e dall’adozione delle più avanzate tecnologie digitali.

A Bressanone una wunderkammer a cielo aperto si apre alla città

È stato completata Wunderkammer, la Scuola di Musica di Bressanone, istituzione fondata nel 1961 che accoglie oltre 1000 studenti. Dalla volumetria compatta e riconoscibile, il progetto dello studio Carlana Mezzalira Pentimalli guarda alla città storica con i suoi princìpi insediativi, reinterpretando l’archetipo del recinto che le dona una forte permeabilità trasversale.

“Una delle peculiarità del progetto è il ‘giardino della musica’, una stanza a cielo aperto finemente decorata, interna al recinto eppure esterna al volume della scuola, che dissolve il confine tra dentro e fuori. Il tentativo, ambizioso, di addomesticare uno spazio urbano” spiegano gli architetti Michel Carlana, Luca Mezzalira e Curzio Pentimalli. “Da qui, il nome di Wunderkammer (camera delle meraviglie), in riferimento al periodo storico in cui le collezioni private si aprirono al grande pubblico, rendendo accessibili mirabilia fino ad allora alla portata di pochi. Allo stesso modo, abbiamo inteso l'architettura come un ambito comunitario a disposizione di tutti”.

Con l’addizione di inerti di porfido rosso e pigmenti, il complesso, interamente in cemento armato a vista, raggiunge una colorazione e matericità che ben si sposano con la tradizione e i materiali del luogo. Unico trattamento impresso alle superfici per farle vibrare alla luce naturale è la bocciardatura interamente martellinata a mano con un motivo ripreso dalle tipiche trame locali. Alla monumentalità delle facciate esterne, si contrappone la familiarità degli interni che attinge alla memoria collettiva.

A Parigi, come negli anni 60, il mood è disco club

Due vetrate all’11 di rue du Vertbois, upper Marais, per il nuovo Rupture Record Store di Parigi, negozio ed etichetta discografica indipendente (folk e rap) fondati da Alexander Sap. Per il progetto dinterior del nuovo store di vinili nonché bar e caffè, Pierre Gonalons si è lasciato ispirare dallo spirito autentico del posto, attingendo al ricordo del mitico Drugstore Saint Germain, che negli anni 60 era al contempo bar, ristorante, tabaccaio ed emporio.

Rosso, rosa, oro, pattern circolari e superfici riflettenti sono i leitmotiv dello spazio, a richiamare colori e atmosfere di un disco club. Pareti rosa baby e cipria, su un parquet tinto chiaro, contrastano col soffitto completamente rivestito da piastrelle quadrate anni ’30 in vetro nero sfaccettato.

Teche di boiserie rosa mettono in evidenza i vinili in vendita e tendaggi in velluto rosso fungono da sipari, così come in velluto rosa e rosso sono rivestite le poltroncine circolari All Around bicolor che Pierre Gonalons ha disegnato per Paradisoterrestre. L’illuminazione soffusa dello spazio è completamente affidata alle sospensioni a disco Horo, disegnate dal progettista per Masiero.

A Roma la Casa del Musicista è anche uno studio dall’anima jazz

Un appartamento buio e frammentato all’interno di unelegante palazzina anni 30 di Roma è stato trasformato in una casa-studio luminosa e funzionale. Il progetto dello studio Margine ha amplificato la permeabilità e la versatilità degli ambienti. Il proprietario, un musicista jazz, desiderava infatti un’abitazione aperta e accogliente, caratterizzata da una zona living che fosse sia una sala concerti che un soggiorno.

Dalla particolare conformazione pentagonale concepita per ospitare jam session ed estemporanee musicali, la sala è enfatizzata nel suo minimalismo dalla boiserie di listelli in rovere verticali, che come la cassa di un misterioso strumento musicale, organizza i percorsi e nasconde gli spazi di servizio. Allo stesso tempo, il sistema a listelli affina l’acustica dello spazio.

 

A Bergamo la luce aurea è teatrale

È terminato di recente il complesso progetto di rinnovamento e restauro dello storico Teatro Donizetti di Bergamo, che prende il nome dall’omonimo compositore bergamasco noto in tutto il mondo. Catellani & Smith è stata scelta per illuminare parte del progetto, con creazioni immediatamente visibili già dall’ampia hall.

Tra le diverse realizzazioni luminose dellazienda bergamasca spicca Lederam C180. Dalla forma circolare installata a soffitto, valorizza i sontuosi affreschi che raffigurano motivi floreali e figure femminili, creando un interessante contrasto con le pareti porpora, mentre il rivestimento in foglia color oro dialoga in continuità con il soffitto aureo.

A Mantova si indaga il rapporto tra musica e pittura

Accolto in uno spazio in penombra, già dalla soglia, lo spettatore è attirato da elementi luminosi e da suoni emessi sia dalle opere a parete che dalle installazioni a terra. Quella che vive è un’esperienza estetica multisensoriale, amplificata dal contesto, il maestoso Palazzo Te di Mantova.

Fino al 19 dicembre 2021, i Tinelli ospitano l’installazione Limen di Paolo Cavinato in dialogo con l’ambiente sonoro del compositore Stefano Trevisi, terza edizione della project room Sonografie, il progetto di ricerca ideato da Fondazione Palazzo Te con il maestro Leonardo Zunica che indaga il rapporto tra musica e pittura.

Fasce spettrali, risonanze, riverberi e respiri multipli

L'installazione si compone di quattro opere: il disegno tridimensionale luminoso Limen che si presenta come una visione, uno spettro fluttuante, evanescente e impalpabile, Luce, la piccola scultura, che rimanda alle architetture fantasma, Cosmo, il mandala tridimensionale luminoso realizzato con fili di fluorocarbonio a partire da precisi calcoli matematici e l’installazione lignea Lost in cui si ritrova la dimensione del labirinto. Qui lo spettatore è immerso in una nuvola di dense fasce spettrali – respiri multipli dello spazio circostante – i cui materiali provengono da risonanze estremamente riverberate di campanacci e gong cinesi.

Luce che si sente, un’emozione che si propaga

La musica può anche essere la chiave per ideare un modo nuovo percettivo per raccontare un prodotto. Con il progetto Luce che si sente, l’azienda di illuminazione Sylcom mette in scena un concerto-installazione.

Quattro teli separano il pianoforte dalla tromba, l’arpa e il violoncello; i musicisti eseguono il brano La mia Orchestra con un arrangiamento creato ad hoc per questa performance live con la voce di Marco Guazzone; dall’alto, quattro chandelier gettano luce sull’inafferrabile essenza dell’arte: un’emozione che si propaga.

I musicisti non riescono a vedersi l’un l’altro, possono solo intuirsi attraverso il tessuto e riconoscersi dalla musica che sprigiona dai loro strumenti. Non possono guardarsi, ma devono ascoltarsi. È la luce a tenere insieme tutti gli ingredienti dell’esperienza.


I lampadari Festa, disegnati dal duo di art director Debonademeo, impreziosiscono il set spartano, geometrico e distanziato. I corpi luminosi illuminano dallalto lo spazio occupato dal singolo artista, con la precisione propria dei fari teatrali ma che con linee opulente che rimandando ad antichi fasti, asciugate allessenza, a restituire unanima contemporanea.

Su RadioDesign i progettisti svelano la loro personale colonna sonora

L’architetto e giornalista Danilo Premoli, esperto di design, in particolare del settore ufficio, sul suo blog Office Observer cura con Stefano Lazzari una rubrica intitolata RadioDesign che invita periodicamente un progettista, un imprenditore oppure un critico a svelare la sua personale colonna sonora e a compilare un elenco di sette titoli raccolti in una playlist su Spotify che può essere ascoltata liberamente. Ogni mese, un incontro con gli autori invitati e il successivo podcast, che viene pubblicato su Office Observer, mette a confronto le diverse esperienze ed emozioni generate dai titoli scelti.

 

Cover photo: Ballaké Sissoko. Ph. Benoit Peverelli. Courtesy La Triennale Milano, che questa estate ha ospitato un concerto del musicista e cantante maliano.