Le superfici parlano di come viviamo. Le novità sono ispirate alla natura, sono green e sfruttano la tecnologia per diventare più sicure

Il progetto della superficie è affascinante. La prossimità fra industria, natura e design, unita alla funzione decorativa spinge la ricerca al confine con l’arte. Soprattutto nella rappresentazione dello spirito dei tempi. Ogni tendenza è passata sui muri di casa, sui pavimenti, sui rivestimenti artificiali. La bidimensionalità svincola, permette di trattare il progetto come un foglio bianco su cui proiettare l’esplorazione estetica in un ambito spesso iper industriale. Si passa così dal lavoro sulla stratificazione, sul difetto, sull’errore e la casualità di Sottsass al “facciamo finta che” di superfici che sembrano naturali ma in realtà sono opera dell’uomo.

È il caso di Alpi, che da sempre lavora sull’ibridazione visiva. È legno, ma non è legno. È naturale, ma anche progettato. È una superficie lignea che crea quello che la natura non riesce a fare. Un progetto sul colore, sulle venature e sulle essenze. Da qualche anno la direzione artistica è affidata a Piero Lissoni, che ha lavorato soprattutto sulla ricerca cromatica e sulla costruzione di palette che riescono a esprimere al meglio le qualità del prodotto Alpi. Quest’anno la scelta è caduta sulla vividezza dei colori del Settecento francese. E il risultato invita a fare qualche riflessione su come il colore rientra con prepotenza negli ambienti, dopo anni di tonalità neutre.L’insieme non è inopportuno: è allegro. Sfida a scegliere con audacia. La French Palette di Lissoni e Alpi, pur non essendo eccessiva invita a osare per la brillantezza dei colori e la vivacità delle sfumature. È il risultato di un lavoro di team fra l’azienda e il designer che ha portato a un risultato equilibrato, mai eccessivo.

HDsurface invece  persegue la propria vocazione green. I rivestimenti in argilla, materiale tradizionalmente utilizzato nell’architettura vernacolare, tornano in una chiave contemporanea e molto funzionale. Ideale su tutte le superfici, si stende facilmente ma mantiene una texture porosa e vellutata, che gioca con gli effetti visivi e la luce naturale. Ovviamente è una superficie che sfrutta le qualità intrinseche della materia. Regola la temperatura e l’umidità e isola termicamente. Il vantaggio è la palette di 24 tonalità diverse che nascono dalla miscela con terre colorate e ossidi. Abbondano i toni naturali, affiancati però dai rossi, dagli azzurri e dai verdi necessari alla creazione di ambienti contemporanei.

Infine Marazzi. Continua il lavoro su Puro, la finitura antibatterica già presentata alla Interni Designer’s Week di ottobre 2020. L’idea di aggiungere additivi che contrastano la proliferazione batterica era già nel focus di ricerca di Marazzi prima della crisi pandemica. Ma oggi più di prima il trattamento Antibacterial risponde alle esigenze del momento storico. Puro Antibacterial può essere applicato su qualsiasi tipo di rivestimento o piastrella e elimina il 99% dei batteri. È adatto a qualsiasi uso, sia in ambienti domestici che nei luoghi pubblici. Ma è pensato soprattutto per i contesti in cui igiene e pulizia sono fondamentali: spa, piscine, mense e strutture sanitarie. Questa primavera Marazzi lo ha proposto sulle superfici disegnate da Antonio Citterio e Patrizia Viel.