"Chic Shock Baroque" è il motto che accompagna il progetto di ristrutturazione condotto da studio noa* dell’Altstadthotel Weisses Kreuz di Innsbruck, animato da tonalità intense e dettagli preziosi

Una meta ricca di storia, luogo di passaggio di famosi viaggiatori: qui nel 1789, tra gli altri, soggiornò un giovanissimo Wolfgang Amadeus Mozart. Parliamo dell’Altstadthotel Weisses Kreuz di Innsbruck, situato all’interno di un palazzo solenne risalente al 1460 circa, che nei secoli ha subito una serie di trasformazioni. Eppure nella sua architettura si intersecano i singoli periodi a formare una simbiotica morfologia urbana. Questo gioiello architettonico è stato oggetto di una ristrutturazione da parte dello studio noa*: una vera sfida nel segno della tutela del patrimonio architettonico. Il progetto ha previsto anche un ampliamento con l’aggiunta di un piano, l’attico, e 48 nuove camere e suite.

L’edificio, situato nel centro cittadino, è caratterizzato da un porticato all’ingresso perfettamente inserito nel tessuto storico, con una forma stretta che si sviluppa in lunghezza verso l’interno. Appena entrati, un lungo corridoio che porta agli ascensori viene interrotto da paratie a specchio. “Sono pensate per una duplice funzione: da un lato l’ospite incontra se stesso, dall’altro le superfici riflettenti alle pareti e al soffitto dissolvono i confini della stanza e l’architettura si fa immateriale. Per il visitatore, l’ingresso diventa così una sorta di varco in una nuova dimensione temporale”, racconta lo studio noa*. L’ascensore porta direttamente alla reception situata nel nuovissimo sesto piano: qui lo sguardo viene catturato da un tavolo di 13 metri realizzato su misura in ottone con ornamenti barocchi, che risalta sul pavimento in rovere fumigato ed è avvolto da calde pareti nella tonalità del blu.

Un angolo che diventa il fulcro di tutte le attività: dall’accoglienza degli ospiti alla prima colazione fino al bar, suggestivo luogo di ritrovo serale aperto anche al pubblico. Nell’attico, dove domina ancora il blu, diverse zone relax con poltrone eccentriche e illuminazione in stile Gatsby creano un mix armonico, animato da accenti di rosa chiaro e giallo ocra che ben si sposano con l’ottone. Ed è proprio qui che il motto che guida il progetto, “Chic Shock Baroque”, si esprime al meglio: tutto, persino i dettagli tecnici, sono accuratamente coordinati in un’armonia cromatica, accompagnata dalle finestre a bovindo e da una vista mozzafiato sul panorama circostante. L’unicità si respira ovunque in questo originale hotel.

Come al primo piano, ampliato di sei stanze, dove tutte le camere sono dotate di terrazza con copertura vetrata, che offre agli ospiti un generoso spazio esterno; qui il clou viene raggiunto dalla camera con 'superpatio', allestita in stile giungla; al secondo piano, invece si trova la Mozart Suite, dove ha soggiornato il musicista: “È animata da un tripudio di rosso e oro ed elementi pomposi. In omaggio all’indole giocosa del compositore, la stanza è stata arricchita con un tavolo da biliardo, vera attrazione dell'ambiente”, come sottolineano i progettisti.

I piani che ospitano le nuove camere e suite sono caratterizzati da soffitti in stile gotico, archi e spazi di altezze diverse: una struttura irregolare a cui l’intervento dello studio noa* ha restituito armonia. Le stanze si affacciano all’esterno, sul centro storico di Innsbruck, o sul cortile interno: queste ultime hanno un patio o un balcone così da offrire un angolo appartato dove potersi rilassare. Per portare la luce naturale nelle stanze della parte centrale, priva di finestre, gli architetti hanno creato un pozzo di luce tra il primo e il sesto piano, dotandole anche di piccole terrazze private con del verde. Nell'interior design, le camere seguono un unico codice cromatico che ne identifica anche la tipologia: per esempio le stanze blu scuro hanno il balcone, quelle verdi una terrazza nel pozzo di luce, mentre quelle grigie sono allestite come stanze doppie.

Un ordine di sfumature che viene ripreso nelle nuance dei rivestimenti a parete e a pavimento, nell’arredo, fino alle tende. Lo stile barocco è richiamato nei dettagli: la gamba di un lavabo, una cassettiera o le fotografie d’epoca che completano gli ambienti e che ritraggono signore sontuosamente vestite, a richiamare il filo conduttore dello Chic Shock Baroque. In questo hotel, dove non mancano curiosità e sorprese scenografiche, esiste una stanza, al terzo piano, rimasta appositamente incompiuta, chiamata Il ripostiglio delle scope, dove le pareti lasciate volutamente senza intonaco lasciano spazio a una racchetta autografata da un noto campione di Wimbledon. Non ha uno stile definito, ed è l’unica. Ma emana un tale fascino che, se mai vi capitasse di passare da queste parti, sarà uno dei luoghi che vorrete visitare a tutti i costi.

Progetto di noa* network of architecture - Foto di Alex Filz