A poche settimane dalla Design Week di Milano il brand ha presentato i nuovi prodotti del 2022 in anteprima mondiale a New York, durante la settimana di NYCxDesign Festival

Zanotta House non è uno showroom e nemmeno una location temporanea. È una vera e propria casa, al Greenwich Village, in un building storico del Lower West Side di Manhattan. Uno spazio progettato per avere un’esperienza immediata del mondo Zanotta. Ed è qui che durante NYCxDesign Festival è stata presentata in anteprima mondiale la collezione Re-connecting 2022. Per l’occasione la casa è stata ripensata per raccontare le novità, i temi e l’evoluzione dell’abitare. Sempre più consapevolezza alla relazione tra esseri umani e con il pianeta, informalità, intimità.

Novità e riedizioni

Tre novità assolute, un ampliamento di gamma e due riedizioni di prodotti storici, aggiornati nei materiali e in alcuni dettagli formali. Studio Zaven collabora per la prima volta con Zanotta e firma il divano Za:Za, un progetto complesso di decostruzione e sintesi, abbinato a un’importante ricerca sul life-cycle del prodotto. ToTo sono i tavolini componibili di Bertrand Lejoly con piani che alternano cuoio e marmo e costruiscono una composizione geometrica lineare, ironica, fuori dall’ordinario. Nena Stool è un ampliamento tipologico della poltroncina di Lanzavecchia+Wai, che diventa uno sgabello in due altezze ideale per gli spazi collettivi e le cucine a isola. Tra le novità anche la riedizione di Karelia, di Liisi Beckmann. Una delle prime poltrone completamente in poliuretano (quindi priva di scocca interna) degli anni Sessanta, che nel 2022 è riproposta dopo un aggiornamento tecnico che l’ha trasformata in un prodotto contemporaneo per comfort e resistenza nel tempo.

Interpretare lo spazio

A New York Zanotta ha presentato Noah, di Damian Williamson. È un sistema di divani monoblocco che si compongono graficamente in configurazioni personali, secondo l’interpretazione più utile allo spazio. “Noah è una piattaforma rettangolare e leggera, sopra la quale tutti gli elementi si connettono”, spiega Damian Williamson. A contrappunto della levità visiva e geometrica, i moduli angolari servono a creare composizioni conviviali, in cui la relazione tra le persone è facilitata. I profili stondati, pannelli di contenimento ammorbiditi da uno strato esterno morbido, il sedile in un unico cuscino. Noah è un progetto che parla appunto di connessione tra esseri umani, di intimità e della riscoperta della dimensione più affettiva del vivere domestico.

Il redesign di un pezzo iconico

In continuità con una collezione che sembra costruita intorno a funzionalità di comfort e relazione, c'è la riedizione di Campiello. Un pezzo iconico disegnato da De Pas/Urbino/Lomazzi nel 1984, riprogettato con nuovi materiali e una diversa leggerezza nella composizione. Il redesign è il risultato di un’intensa collaborazione con Paolo Lomazzi: ne esce un prodotto contemporaneo con nuove funzionalità e una vocazione per gli spazi collettivi o professionali. Campiello+, a differenza del modello originale, è una poltrona girevole caratterizzata da uno schienale curvo e ampio in legno multistrato rivestito di cuoio che offre privacy e un comfort avvolgente.

Competenze artigianali

Il taglio vivo del rivestimento e le cuciture a mano sono dettagli visivamente contemporanei che però parlano della competenza artigianale del brand. Lo schienale, tratto formale distintivo di Campiello, è stato riproporzionato per favorire il contatto visivo e superare di poco le spalle. I materiali dell’imbottitura sono cambiati e la scelta è caduta naturalmente su alternative più sostenibili. La seduta è in poliuretano a quote differenziate e fiocchi di poliestere rigenerato e rigenerabile.