Un progetto fotografico, attraverso lo sguardo di tre autori e altrettante mappe e visioni, indaga l’identità del territorio intorno alla ex fabbrica Richard Ginori di Milano

Dal distretto alla città. Il racconto fotografico di Richard Photo District porta in primo piano le dinamiche identitarie di un quartiere milanese, quello che si estende attorno all’ex fabbrica Richard Ginori. Il risultato? Un’istantanea di Milano, tra passato e futuro, tra complessità e particolarismi territoriali, che si ricompone, scatto dopo scatto.

La narrazione fotografica è affidata ai giovani talenti di Perimetro, il collettivo/magazine dedicato alla fotografia contemporanea partner dell’iniziativa, selezionati attraverso la call Richard Photo District. Proximity and Culture Around Richard.

Un quartiere diventa osservatorio della città

Come una sineddoche, una parte per il tutto. Così un quartiere di Milano diventa osservatorio della città per raccontare da vicino dinamiche condivise, di trasformazione sia territoriale che sociale, e consegnare istantanee di contenuto per mettere in evidenza la progettualità diffusa ma anche le dicotomie ancora da sciogliere.

Questa è la mission di Richard Photo District, iniziativa culturale promossa da Perimetro e Around Richard per narrare e valorizzare il territorio intorno alla ex fabbrica Richard Ginori.

Tracciare un perimetro narrativo

“Raccontare quest’area significa provare a definirla, tracciare un perimetro narrativo entro il quale procedere per immagini”, spiega il curatore Alberto Accettura. “Non ci sono confini già segnati. Il quartiere inizia dove cominciano le storie, le architetture, le voci che lo rivelano. Così la macchina fotografica diventa una bussola per orientarsi. Un registratore di emozioni tra facce e facciate. Un cenno per farsi aprire la porta. Quando sei dentro nascono le parole”.

“Le immagini del progetto descrivono un arcipelago di persone, strette intorno al Naviglio. Disegnano forme, vuoti, luoghi che dicono casa’ agli occhi di chi abita queste vie. Compongono una mappa spazio-temporale capace di connettere passato e futuro del distretto. Le immagini degli enti formativi allargano l’inquadratura ai quartieri circostanti. Raccontano la prossimità culturale attraverso ritratti collettivi. Sperimentano un dialogo fotografico tra volti ed esperienze che non si trovano altrove”.

Intorno alla fabbrica

Sono tre le azioni di mappatura che ruotano intorno alla fabbrica in cui si articola il progetto realizzato da altrettanti fotografi di Perimetro, a cui si aggiunge un’iniziativa speciale che coinvolge gli enti formativi del territorio.

Forme abitabili. Chi sono le persone che abitano il territorio?

Le immagini della Mappatura 1 affidata a Benedetta Ristori raccontano gli abitanti del quartiere, i luoghi in cui vivono o lavorano. La casa, lo studio, l’ufficio, l’atelier, il negozio fanno da sfondo ai ritratti ambientati.

 

Vuoti e confini. Quali sono i confini e le architetture del distretto?

Le immagini della Mappatura 2 realizzate da Filippo Poli definiscono il perimetro del distretto, i confini entro cui si estendono e sono custoditi i paesaggi e le architetture del quartiere. L’assenza di soggetti umani focalizza l’attenzione sulle forme. Concentrandosi sugli esterni, il progetto fotografico disegna una mappa topografica della zona.

I custodi del tempo. Qual è la storia e il futuro dell’area?

Le immagini della Mappatura 3 realizzate da Federica Cocciro indagano tracce di passato e indizi di futuro. Connettono la storia del quartiere al presente mentre suggeriscono sviluppi e tendenze dell’area intono alla fabbrica. Il progetto fotografico propone una mappa della zona con focus sugli oggetti, i loro possessori, la loro storia.

Intorno alla fabbrica. Quali sono le interconnessioni con gli altri quartieri?

La stessa call è stata estesa ai partner formativi del territorio, dando vita a un progetto speciale realizzato da Accademia di Fotografia John Kaverdash, Accademia di Comunicazione e IULM che indaga la prossimità in modo anticonvenzionale. I ritratti di Angelo Leonardo e Ludovica Limido coinvolgono soggetti del distretto Richard Ginori, Barona, Giambellino permettendo agli abitanti di tre quartieri diversi di avvicinarsi e incontrarsi.

La fotografia, quindi, come strumento di dialogo. Il fermento della trasformazione serpeggia nel distretto: lo si può cogliere in fieri, nel suo farsi cambiamento, configurando nuovi scenari non solo urbani ma anche di interazioni.

La rete di collaborazioni di un progetto multiculturale in divenire

L’iniziativa, espressione di una fitta rete di partnership che si sono sviluppate attorno al distretto, coinvolge anche Milano Space Makers (zona Tortona) e il main sponsor Nexity. Anche le relazioni con le istituzioni – Comune di Milano, Assessorato alla Cultura, Municipio 6 – sono la testimonianza della portata multiculturale di un progetto in divenire che nasce per creare valore locale a favore dell’intera città metropolitana.