Arte e design, sport e natura – fascino e stupore – per Casa Italia alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Ospitato in un palazzo stile Liberty nel quartiere di Minato, il progetto del luogo di ritrovo degli atleti italiani a Tokyo dà vita a un percorso tra Wunderkammer, le stanze delle meraviglie

L’Occidente incontra l’Oriente in un progetto, quello di Casa Italia, che vuole restituire la Mirabilia del made in Italy, promuovendo l’eccellenza italiana, nello sport ma anche nell'arte, nel design e nel lifestyle.

Luogo di ritrovo degli atleti italiani per le Olimpiadi di Tokyo 2020, in programma dal 23 luglio all’8 agosto, The Kihinkan - Takanawa Manor House è un palazzo dall’architettura in stile Liberty di inizio ‘900, situato nel quartiere di Minato, a circa 10 chilometri dal Villaggio Olimpico e dal Main Press Centre.

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Il progetto di Casa Italia Mirabilia, a cura di Claudia Pignatale (della galleria di design secondome) e Beatrice Bertini e Benedetta Acciari (della galleria d’arte Ex Elettrofonica), interpreta il concetto di meraviglia come sensazione autentica che consente di entrare – per qualche istante magico – in uno stato di empatia con il tutto. La meraviglia diventa così il punto di contatto tra l’Italia e il Giappone.

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Secondo Platone la meraviglia è all’origine della sapienza: È proprio del filosofo questo che tu provi, di esser pieno di meraviglia; né altro cominciamento ha il filosofare che questo” Platone, Teeteto 155 d.

Ma è Aristotele a darne la definizione più completa: Infatti gli uomini hanno cominciato a filosofare, ora come in origine, a causa della meraviglia: mentre da principio restavano stupefatti di fronte alle difficoltà più semplici, in seguito, progredendo a poco a poco, giunsero a porsi problemi sempre maggiori: per esempio i problemi riguardanti i fenomeni della luna e quelli del sole e degli astri, o i problemi riguardanti la generazione dell’intero universoAristotele, Metafisica, 982b-983.

Il termine Mirabilia è qui un rimando alle stanze delle meraviglie (Wunderkammer) in cui, tra il 1500 e il 1700, i collezionisti riunivano pezzi d’arte (artificialia) e oggetti naturali (naturalia), conservandoli insieme e mostrandoli senza alcuna classificazione o gerarchia. Tutti gli oggetti erano indistintamente chiamati, appunto, mirabilia, in altre parole cose meravigliose”.

Casa Italia è stata concepita come un universo che raccoglie, conserva ed espone il meraviglioso, con un linguaggio contemporaneo capace di valorizzare la natura, le tradizioni, l’arte, lo sport ai suoi livelli più alti.

The Kihinkan - Takanawa Manor House si distingue per l’architettura tipica delle case europee di fine ‘800 inizio ‘900. Articolata su due piani, al suo interno è configurata in una serie stanze concatenate tra loro, ognuna caratterizzata dalla presenta di un camino e di una decorazione preziosa alle pareti. La reinterpretazione di ogni ambiente, che ne rispetta e ne enfatizza le peculiarità, dà vita a una successione di Wunderkammer in un percorso pregno di commistioni, suggestioni e fascino.

Il percorso inizia dalla facciata del palazzo rivestita da un arazzo di 430 mq realizzato da Bonotto con 500 kg di filato ottenuto dal riciclo di bottiglie di plastica. Il tricolore inscrive in oro la struttura della tipica casa giapponese, celebrando l’incontro tra la bandiera italiana e la cultura locale.

Il progetto d'interior dal grande impatto evocativo mescola numerose opere d'arte contemporanea a pezzi di design, alcuni realizzati ad hoc, tutti assolutamente made in Italy.

Ad accogliere nella hall un’istallazione fiorita’ di poltrone Rose Chair e Getsuen, ispirate al giglio, in velluto rosso, che celebrano l’arte giapponese dell’ikebana. Disegnate nel 1990 dal designer giapponese Masanori Umeda, le sedute sono un omaggio alla terra del Sol Levante e al contempo all'azienda italiana Edra.

Accanto alla scala, svetta l’arazzo alto 7 metri Atlas di Bonotto che cita tutti i continenti in una sorta di viaggio straordinario nel melting pot culturale che caratterizza la nostra epoca, rendendoci tutti abitanti di un unico spazio-territorio. Anche il corridoio è rivestito da un'opera di Bonotto, Garden Colibrì, realizzata su carta da parati da Wall&Deco.

Caratterizzata da un bow window, la prima stanza amplifica le illusioni. Le opere di Elisa Sighicelli sono enfatizzate da un pavimento specchiante su cui emerge, morbido e sinuoso, l'inconfondibile Boa, storico divano disegnato dai fratelli Campana per Edra, incorniciato dalle poltrone Rose Chair e Getsuen. Ed proprio lo specchio il leitmotiv del piano terra. Un gioco di riflessioni creato dalle opere delle artiste Goldschmied & Chiari, quattro specchi che ritraggono paesaggi sintetici, invita a una riflessione sul tema la sostenibilità.

Nel giardino, invece, le altalene in midollino disegnate da Matteo Thun per Ethimo donano una vista privilegiata sull’istallazione Gli Eroi di Giuseppe Gallo, dodici sculture in cui piccoli tronchi d’albero si trasformano in sedie mastodontiche. Qui il concetto di meraviglia risiede nella verifica che ogni invenzione umana rappresentata dalla sedia è generata dalla natura e sottende alle sue regole.

La terza stanza è rivestita da una boiserie in legno scuro in cui è incassato un grande camino e decorata dall’opera Affiorare di Ornaghi e Prestinari. Tra i divani Essential, disegnati da Francesco Binfarè per Edra, che assecondano la pianta del bow-window, i coffee table Liquefy di Patricia Urquiola per Glas Italia e le sculture in ceramica The Theatre Hayon disegnate da Jaime Hayon per Bosa, si distinguono i tavoli da gioco progettati dallo studio Hillsideout.

Lo scultoreo Pool Table, realizzato con un mix di legni provenienti dall’Italia e dall’Amazzonia, è un biliardo che vuole rappresentare, nella sua forma irregolare e stratificata, la complessità della foresta pluviale amazzonica. Il biliardino Pirlì, pezzo maestoso, significativo e al contempo funzionale, è invece realizzato con i legni colorati di Hillsideout e il bronzo a cera persa dell’artista Michele Balestra.

Si articola nelle stanze del primo piano il ristorante di Casa Italia annunciato dall’opera neon di Giuseppe de Mattia Frutta e verdura, una sorta di omaggio alla ricchezza della dieta mediterranea.

Le pareti delle sale principali sono ricoperte da pannelli realizzati ad hoc in Alcantara, che lasciano intravedere la carta originale che un tempo rivestiva la casa. Gli ambienti nei toni verde-blu sono arredati con i tavoli in cristallo Starlight di Glas Italia, disegnati da Tokujin Yoshioka, autore anche della torcia olimpica per la XXXII edizione dei Giochi Olimpici. Completano l’ambiente le sedie Gilda B. nella versione azzurra dedicata alla squadra italiana e, nell’ultima stanza, le sedie Gina, in un mix di tonalità speciali che rimandano alla natura. Entrambe le sedute dalla texture texture trasparente e cangiante in policarbonato sono ideate e realizzate a mano da Jacopo Foggini per Edra.

Il ristorante si estende in altre tre stanze. A far da cornice ai grandi tavoli in acero naturale massello, legno tipico del Sol levante, realizzati ad hoc da Studio Effe su disegno di Leftover e i pannelli di Alcantara, realizzati su disegno a tagli verticali sovrapposti, che creano un’idea di movimento e sovrapposizione. Completano l’ambiente le sedie Impossible Wood di Nipa Doshi e Jonathan Levien per Moroso, reinvenzione concettuale di una struttura stampata a iniezione che conserva le qualità visive e tattili del legno.

Nel grande corridoio, infine, sotto un cielo di lampade Nuvem di Miguel Arruda per Slamp, è stato creato una sorta di vagone ristorante onirico, in cui il panorama è rappresentato dalla carta da parati Somewhere di Silvia Stella Osel per Wall&Deco.