Le nuove – evanescenti e cangianti – tende in rete metallica disegnate da Kengo Kuma e illuminate da Mario Nanni per Casa Batlló a Barcellona rendono omaggio al genio di Antoni Gaudí nell’utilizzo della luce all’interno del celebre edificio modernista. Un sipario di luce a cascata che dona una nuova pelle. Dalle forme organiche, naturalmente

Dopo un lungo periodo di chiusura dovuto a lavori di ristrutturazione, Casa Batlló, celebre edificio modernista firmato da Antoni Gaudí a Barcellona, ha riaperto le porte per presentare Casa Batlló 10D Experience, una nuova modalità di visita altamente immersiva, ancora più coinvolgente.

Nel nuovo progetto spicca l'intervento curato dallo studio Kengo Kuma & associates: sipari di luce a cascata che adornano l'atrio e avvolgono una nuova scala che collega il piano terra ai 2.000 mq di ulteriori spazi espositivi ricavati in un ex bunker di carbone nel seminterrato, oltre a un'altra scala che si estende per tutti otto piani del palazzo.

Se Casa Batlló è un omaggio alla luce del Mediterraneo, il progetto dell'architetto giapponese è un tributo all'utilizzo della luce da parte di Gaudí in tutti gli interni dell'abitazione.

Luce che “viaggia dal cielo luminoso del tetto alle profondità oscure dei bunker di carbone”, questa la definizione di Kengo Kuma.

“Abbiamo immaginato questo spazio vestito di tende di collegamentoin alluminio che con la loro minuziosa matericità catturano la luce, come fossero reti da pesca, e ce la mostrano in tutte le sue forme: luminosità, sagome, ombre”, spiega l'architetto giapponese in riferimento alla scala che scende nel seminterrato, altrimenti buia. “In questo modo, omettendo l'uso di qualsiasi altro materiale e nascondendo la presenza di elementi tecnici tramite le catene, possiamo parlare solo di luce e luce”.

Le tende sono state realizzate utilizzando 164.000 metri di catene in alluminio dell'azienda spagnola Kriskadecor. L'illuminazione, sviluppata dal maestro italiano della luce Mario Nanni, riflette le catene metalliche, enfatizzandone la sinuosità cangiante e rendendole scintillanti.

Il tour di Casa Batlló inizia con la spettacolare scala dall'effetto galleggiante: composta da tredici tonnellate di marmo nero lucido scolpito, è impreziosita e alleggerita da una cascata di catene che inizia dal soffitto e scende fino al piano interrato.

Le linee scultoree e al contempo morbide accompagnano l'architettura dalle forme organiche, cifra stilistica inconfondibile di Gaudí, oltre a donare movimento e volume allo spazio grazie ai vari strati sovrapposti che, a seconda dell'ora del giorno, assorbono le diverse sfumature di luce che filtrano dal lucernario.

Quando il visitatore termina la visita sul tetto, la discesa degli otto piani avviene attraverso un'altra scala adornata e illuminata da catene che, lavorate a strati, creano una seconda pelle.


Ogni sipario è formato da singoli fili a catena che sono sospesi dai soffitti variamente inclinati e dalle superfici sottostanti le scale.

Ogni tenda, lungo la sua lunghezza verticale, cambia gradualmente tonalità: le cromie più chiare in alto man mano si scuriscono fino a diventare nere all'altezza dei nuovi spazi ricavati nell'ex bunker di carbone, riecheggiando così il modo in cui la luce del giorno filtra attraverso il cortile centrale dell'edificio.