Parla il Ceo dell'azienda, pioniere del sistema sostenibile che da anni porta “la foresta in casa”

Parlare con Patrizio Dei Tos vuol dire dialogare con un pioniere. Già quando la sostenibilità non era ancora una tendenza mainstream, il Ceo di Itlas realizzava il sogno di portare la foresta nelle case. Oggi, l’azienda veneta utilizza il rovere proveniente dalla manutenzione delle foreste italiane e serbe per produrre pavimenti, ribaltando il pensiero comune secondo cui la manutenzione dei boschi produca solo legna da ardere. Prima della rivoluzione innescata da Itlas, i pavimenti e le superfici lignee erano realizzati perlopiù con essenze esotiche importate dal Far East o dall’Africa. Da tempo ormai l’intuizione di Dei Tos è un esempio felice di utilizzo intelligente delle foreste locali, i cui alberi vengono tagliati per normale manutenzione trovando la loro seconda vita nelle case.

Come nasce l'idea di portare un pezzo di foresta nelle case delle persone?

Da alcuni anni stavo cercando un legno italiano per creare un pavimento unico. Poi ho capito che avevo la soluzione da sempre davanti ai miei occhi: la foresta del Cansiglio, antico bosco della Repubblica di San Marco che possiede una delle faggete autoctone italiane più belle e prestigiose. È ad appena 25 chilometri dalla sede di Itlas e i tronchi che periodicamente vengono tagliati per lasciar posto alla crescita delle piante più giovani diventavano unicamente legna da ardere, principalmente per le pizzerie. Eppure il legno di faggio è così nobile e resistente che i veneziani lo utilizzavano per creare i remi delle galee. Ho stretto un accordo pubblico-privato con Veneto Agricoltura, l’ente che gestisce le foreste demaniali regionali, e nel 2009 è nato Assi del Cansiglio, un pavimento prestigioso, totalmente italiano, capace di portare la natura dentro casa. Perché il faggio del Cansiglio, caratterizzato da nodi e fiammature, riesce a trasmettere quella sensazione di benessere fisico e mentale che si riceve ogni volta che si respira all’interno della foresta. Un materiale vivo, un pezzo di natura nel nostro spazio abitato quotidiano.

Che cosa è la sostenibilità per Itlas, in un momento storico in cui pressoché tutti dicono di essere sostenibili?

Abbiamo iniziato il nostro percorso quando la parola sostenibilità non era utilizzata con il significato ampio che ha in questo particolare momento storico. Era l’inizio del nuovo Millennio e si parlava al massimo di prodotti ecologici o ecocompatibili. Di certo Itlas ha avuto fino dall’inizio della sua storia un’attenzione particolare nei confronti dell’ambiente e della salute dell’uomo, che deriva in parte dalla mia visione della vita e in parte, ma probabilmente le due cose sono strettamente legate l’una all’altra, dalla materia prima del nostro core business: il legno. Che è natura e vita, che è rinnovabile, riutilizzabile e che ha la grossa potenzialità di immagazzinare anidride carbonica, diventando una cassaforte di CO2 per il nostro pianeta. Tutto quello che è avvenuto in questi anni è stato un processo per così dire spontaneo e allo stesso tempo dovuto, perché realizzare i nostri prodotti utilizzando il legno poteva significare unicamente cercare quotidianamente di trovare soluzioni che permettessero di migliorare continuamente la qualità e le caratteristiche green di quello che offriamo. E ora che la sostenibilità è diventata imprescindibile non solo nella vita di ciascuno di noi ma soprattutto per essere competitivi sul mercato, ecco che Itlas si trova sicuramente in vantaggio, avendo già percorso con cognizione di causa e sperimentando tutte le tappe richieste per essere realmente sostenibili. Dalle certificazioni ambientali a quelle di prodotto, dall’acquisto di tronchi provenienti da foreste controllate gestite in modo sostenibile all’utilizzo di colle viniliche a bassissimo contenuto di formaldeide e di vernici a base d’acqua. Una vocazione green che ci ha portati a installare il nostro primo grande impianto fotovoltaico già nel 2010, che da anni in questo versante ci impegna anche economicamente a sostenere ricerca e consulenze. Abbiamo una governance della sostenibilità e rendiamo pubblici i nostri dati attraverso il report di sostenibilità.

Immagini di avere davanti un gruppo di bambini, gli allievi di una scuola elementare, e di dover spiegare loro che cosa vuol dire rispettare l'ambiente e di raccontare come Itlas rispetta la Terra. Che parole userebbe?

La Terra è la nostra casa. Noi ci abitiamo e dobbiamo prendercene cura per mantenerla viva e bella il più a lungo possibile, così da riuscire a lasciarla pronta anche a chi la abiterà dopo di noi. La Terra ci regala cose preziose, come le foreste, che devono essere amate e per amarle vanno curate, pulite, liberate dagli alberi più vecchi, lasciando spazio alle nuove piante. Itlas compera gli alberi più vecchi che devono essere tagliati e con il loro legno costruisce pavimenti e mobili per arredare le case, cercando di utilizzare anche le schegge, la segatura, i piccoli ritagli della lavorazione. Senza sprecare nulla del legno, che è un materiale vivo, prezioso e bello. Per costruire i nostri pavimenti usiamo colle e vernici che contengono bassissime quantità di sostanze che fanno male sia agli esseri umani che all’ambiente. La segatura la usiamo nella nostra grande caldaia, così produciamo energia senza bisogno di utilizzare il gas e sul tetto della nostra fabbrica ci sono tantissimi pannelli solari. Tutte le persone che lavorano da Itlas hanno la borraccia, che riempiono con l’acqua del rubinetto, perché abbiamo scelto di eliminare la plastica. E il caffè lo beviamo nei bicchieri di carta.

Come comunica i valori dell'azienda? La comunicazione, in generale, è un aspetto a cui tiene? 

La comunicazione è uno dei capisaldi di Itlas, da sempre. Lo è stata anche nei periodi più difficili, come la crisi economico-finanziaria globale e il periodo pandemico da Covid-19. Durante la prima, negli anni a cavallo fra primo e secondo decennio del Duemila, abbiamo scelto di investire proprio sulla comunicazione, mentre tutti tiravano i remi in barca. In pieno lockdown, con la fabbrica chiusa, abbiamo organizzato sui social network dirette con architetti, progettisti, professionisti della sanità. Dagli investimenti pubblicitari al marketing, dall’ufficio stampa all’organizzazione di eventi, dal sito internet ai social fino al magazine aziendale, che è una testata giornalistica registrata, ma ci aggiungo anche la partecipazione alle attività di categoria e quelle all’interno delle scuole: che senso avrebbe non comunicare all’esterno tutto quello che facciamo? E non parlo solo di prodotti, di mercato e di acquisizione di nuovi clienti, ma di un percorso di crescita sulla strada della sostenibilità.

In che cosa ritiene che Itlas sia oggi definibile come un'azienda innovativa, per quali processi produttivi e per quali prodotti?

Credo che possiamo definirci innovativi per la nostra ricerca costante di miglioramento del processo produttivo, orientato a un modello di “fare azienda” che ha come obiettivo la transizione ecologica ed energetica. Vogliamo essere promotori del cambiamento. Nell’ultimo anno abbiamo concentrato molte delle nostre energie nella volontà di ridurre ogni spreco di materia prima e ne è nato il progetto ECOS, dove i piccoli ritagli di legno diventano un pavimento o un rivestimento con un valore immenso dal punto di vista sia tecnologico che ambientale. Grazie alla scelta di fornitori che lavorano seguendo la nostra stessa filosofia, recentemente i pannelli di betulla che fanno da supporto ai pavimenti Itlas al posto della colla utilizzano la lignina, che consente di realizzare prodotti con una quantità di formaldeide molto inferiore a quanto imposto dalle normative europee e statunitensi.