I materiali rappresentano un’intelligenza collettiva del progetto. In questo secondo step sui materiali da costruzione, architetti e imprese italiane raccontano i materiali del futuro. Oggi parliamo di metalli e marmo

Marco Casamonti / Archea Associati

L'Arena Kombëtare, lo stadio di Tirana (2016-2019), è un’arena per lo sport e il tempo libero, un complesso multifunzionale che si impone come volano per la rigenerazione urbana nel cuore della capitale albanese. Si tratta di un intervento di sostituzione edilizia, poiché ubicato nella stessa area dove sorgeva il complesso sportivo Qemal Stafa, dedicato all’atletica e al calcio, disegnato alla fine degli anni Trenta dall’architetto fiorentino Gherardo Bosio. L'originale è stato completamente demolito, ad eccezione della struttura monumentale di ingresso della tribuna autorità, che è stata ricostruita e restaurata in un processo di anastilosi. Il nuovo stadio è un complesso polifunzionale, con un impianto sportivo integralmente coperto, ed è composto da spazi commerciali, uffici e hotel in grado di far vivere l’edificio in uno stretto rapporto con una città in perenne evoluzione. La torre, che ospita gli spazi alberghieri, è alta più di 100 metri ed è diventata un simbolo di Tirana. Il sistema di facciata vetrata, che rappresenta uno dei temi cardine del progetto, si sviluppa per una superficie di oltre 30.000 metri quadrati ed è protetto da più di 3.000 colonne di alluminio che svolgono la funzione di brise soleil. Come snelli elementi verticali alti un piano, modulabili in otto rotazioni, le colonne raffigurano e reinterpretano in superficie le trame dei tessuti degli abiti e dei tappeti tradizionali albanesi. Ogni colonna di facciata è composta da più rocchi assemblati con lastre pressopiegate in lega di Alluminio 3105 di I.S.A. Vascelli, scelta per la sua buona lavorabilità e l’ottima resistenza alla corrosione. Per proteggere il manufatto dalle intemperie, è stato condotto un ciclo di cataforesi e verniciatura a polvere termoindurente Qualicoat 2. La verniciatura, con le tonalità alternate di rosso e grigio scuro, è un diretto richiamo ai colori della bandiera nazionale”.

Nicola De Pellegrini e Giovanni Bez / Anidride Design Architettura

“Nella realizzazione del Blackfin headquarters a Taibon Agordino (BL), l’idea progettuale è stata quella di sfruttare il pochissimo spazio a disposizione – condizione frequente nelle valli alpine – per creare la forma di un monolite che trova nella copertura il suo quinto prospetto. Lo skyline delle facciate rappresenta il profilo delle Dolomiti circostanti, con linee tese e sbalzi pronunciati che dialogano, in una connessione diretta, con la verticalità del paesaggio. Un’esplicita dichiarazione architettonico-materica che è emblema dell’’odi et amo’ del vivere e lavorare in luoghi difficili ma ricchi di valori, come quelli di montagna. Le facciate ventilate realizzate dalla Larentis Lorenz di Trento sono di lamiera di alluminio, dipinta di nero come la copertura (The Black Shelter) senza apparente soluzione di continuità. Abbiamo scelto un materiale di origine riciclata del tutto privo di componenti plastiche, perché l’alluminio ha grandi pregi, leggerezza e durabilità, ma soprattutto è sostenibile, riciclabile al 100%. Una facciata ventilata in alluminio ha le caratteristiche intrinseche del design circolare. La ritmica scansione dei pannelli che costituiscono la facciata è interrotta, ripresa, ma sempre in armonia con le severe geometrie della struttura. Nelle lamiere sono presenti dei fori esagonali, che lasciano intravvedere lo scheletro sottostante solo da particolari punti di vista. La matrice dei fori è disegnata come lo sono le fessure nella roccia; e così come le pareti dell’intorno, anche i prospetti sembrano diventare dinamici a seconda dell’incidenza della luce: il monolite diviene cangiante, mutando continuamente il suo aspetto, tra ombre e riflessi, durante le ore del giorno”.

Massimo Alvisi / Alvisi Kirimoto

Il volume che accoglie la nuova Accademia della Musica a Camerino (MC), progettata con lo Studio Harcome e l’ingegner Paolo Bianchi per conto della Andrea Bocelli Foundation, si connota per la pelle eterea in lamiera bianca caratterizzata da forature di dimensione variabile, che rappresenta il contraltare del prospetto più duro in muratura tinteggiata di grigio scuro con le finestre a forma di oblò. Questo rivestimento costituito da pannelli di alluminio, interamente realizzati su nostro disegno dalla Subissati e verniciati con polveri epossidiche, forma infatti un layer che è un velo impalpabile, permeabile alla luce, di colore bianco per ridurre il sovrariscaldamento e migliorare l’efficienza energetica dell’edificio (con pavimenti in gres porcellanato di Marazzi). I 130 fogli bianchi squadrati, spessi appena 3 millimetri e con una maglia modulare di interasse centro foro di 6.75 centimetri, sono stati singolarmente studiati e piegati per resistere alle sollecitazioni del vento e della neve, così come alle deformazioni dovute a potenziali movimenti tellurici. Le forature realizzate al laser sembrano poi rifarsi, nella loro configurazione, alla materia delle nuvole e alla loro natura effimera, giocando così con le colline e il meraviglioso paesaggio circostante”.

Matteo Thun & Partners

Ogni architettura ha una propria identità e il materiale con cui viene realizzata concorre ad esprimerla compiutamente. Nel progetto della sede di Davines a Parma, che è stata concepita come un villaggio di case a due piani ispirate a forme archetipe, raggruppate attorno a un grande giardino così da creare un ambiente di lavoro familiare e positivo, il punto di partenza si riconduceva a tre parole chiave: trasparenza, natura e semplicità. Abbiamo scelto la lega in zinco-titanio di produzione Zintek per le coperture, perché coerente con la nostra visione di architettura. Si tratta infatti di un materiale ecologico, riciclabile e durevole, utilizzato in edilizia sotto forma di nastri, lamiere o bandelle, che può ottimizzare la percezione della qualità di un ambiente perché nella sua chimica il titanio migliora le prestazioni dello zinco, aumentandone la resistenza alla deformazione e corrosione. Al naturale questo materiale è di colore grigio lucido da laminazione, omogeneo e brillante. Sotto l’azione degli agenti atmosferici la superficie si ricopre di uno strato autoprotettivo che rimane stabile nel tempo, subisce così un naturale invecchiamento virando sul grigio ardesia. Inoltre, si tratta di una materia incombustibile, resistente ai raggi ultravioletti, che non necessita di particolare manutenzione. Abbinata a un’idonea sottostruttura, riduce umidità e dispersione di calore negli ambienti, andando così ad abbatterne il consumo energetico”.

Paolo Asti / Asti Architetti

Siamo intervenuti su un palazzo, costruito tra 1899 e il 1901 su progetto dell’architetto Luigi Broggi, che è stato sede prima della Borsa di Milano e poi delle Poste e Telecomunicazioni, mentre ora ospita la prima caffetteria Starbucks d’Italia. Da un lato, c’è stato un restauro conservativo e storico dei fronti esterni in pietra rosa, dall’altro un ammodernamento di spazi e collegamenti interni nel rispetto del loro disegno originario, con particolare attenzione alla vivibilità dal punto di vista della qualità estetica e distributiva nonché dell’efficienza energetica. Così il vecchio lucernario della grande sala centrale è stato rivisitato in chiave contemporanea come anche i fronti interni, resi permeabili da vetrate a tutta altezza in affaccio sui giardini pensili, creati a livelli diversi, nella nuova corte. Come materiale di rivestimento delle facciate della corte interna abbiamo scelto i pannelli White Carrara di Slate-Lab, che coniugano la leggerezza di una ‘pellicola’ con la concretezza del marmo: un’esigenza fondamentale per un edificio in affaccio su una piazza ottocentesca importante come piazza Cordusio. Queste lastre in ‘pietra apparente’ hanno un effetto molto naturale e altresì l’importante vantaggio di poter essere messe in opera con facilità ad alte quote, come nel caso di questa corte interna sopraelevata. Parliamo infatti di spessori di circa due millimetri e di un peso specifico molto ridotto, circa due chilogrammi per metro quadrato. L’innovazione sta nell’aver utilizzato per gli esterni questi materiali che nascono invece come rivestimento d’interni”.