L’azienda celebra l’anniversario con un filmato emozionale, tra icone da scoprire in un flusso di suggestioni

C’è un modo diverso, laterale e meno scontato - e forse proprio per questo più emozionante - di raccontare il design. È quel modo che non passa per il mostrare, per l’esibire, ma per la suggestione. Ed è il modo che Martinelli Luce ha scelto per raccontare - e celebrare - i settant’anni di un marchio che ha fatto la storia del lighting design italiano e internazionale, radunando nello stesso catalogo esperienze e nomi tra di loro distanti, ma accomunati dallo stesso fil rouge: ricerca, sperimentazione, tensione verso l’avanguardia, desiderio di interpretare il proprio tempo.

Il risultato è un video, a cura di studio Diorama, che coglie di ciascun pezzo iconico il valore e il senso nella storia del design e lo cala in un flusso di immagini e suoni evocativi, scenari spaziali e fantascientifici attraverso un gioco di eclissi e albe accompagnate da parole chiave.

C’è Profiterolle, la storica lampada disegnata da Sergio Asti nel 1968, calata in un’ambientazione glaciale, con il metacrilato e il poliestere con fibra di vetro che come acqua si cristallizza e assume tutte le sfaccettature del ghiaccio. C’è Cobra, altro capolavoro senza tempo, disegnato da Elio Martinelli, collocato dentro un cerchio perfetto che rende inconfondibili le sue linee che ormai appartengono alla storia del design. C’è Pipistrello di Gae Aulenti, forse la lampada più iconica, che racconta della ricerca tecnologica condotta per dare vita, slancio e leggerezza a un pezzo celebre e celebrato in tutto il mondo. E c’è Mico di Marc Sadler, il fungo che si racconta attraverso la geometria perfetta delle sue spore. Il gioco mutevole di texture scivola poi fino a Elastica, una fascia in tessuto la cui trama ricorda le squame di un serpente. Ci sono, ancora, Mamba, Calabronet e Nuvole Vagabonde, esempi perfetti di design modulare e componibile, in cui più elementi messi insieme creano infiniti giochi luminosi.

La direzione creativa del video è di Uros Vukovic, le musiche originali di Iz Svemira, l’obiettivo è raccontare Martinelli Luce attraverso una selezione di icone che vengono appena lasciate intuire e che, allo stesso tempo rappresentano al meglio i valori aziendali.

Martinelli Luce Brand Story

Emiliana Martinelli, Presidente di Martinelli Luce, perché un video?

“Abbiamo scelto di produrre un video aziendale per esprimere, incuriosire e fare leggere attraverso le immagini la nostra filosofia progettuale. Spesso, le foto dei prodotti non bastano a trasferire un'emozione che vorremmo comunicare. Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto: il video è un susseguirsi veloce di dettagli delle lampade più significative, in uno scenario inizialmente quasi onirico, in un'alternanza di forme, colori, elementi della natura, componibilità, modularità e geometria, concetti che sono alla base dei nostri progetti. Il nostro intento era quello di lasciare che lo spettatore potesse farsi coinvolgere emotivamente dalle immagini e guidarlo verso la nostra identità con qualche parola chiave, stimolandolo ad approfondire la conoscenza dei prodotti attraverso la loro visione diretta o sul sito aziendale”.

Quali valori esprime il filmato?

“Il valore che esprime il video è l’armonia che rappresenta il filo conduttore di tutta la produzione Martinelli Luce. L'armonia è insita negli animali e piante che ci propone la natura, nei materiali, nella geometria, in un paesaggio quando non contaminato dall'uomo. Da qui il concetto di essenzialità nelle forme che ha sempre ispirato la filosofia dell'azienda da 70 anni”.

Che cosa ha portato in questi anni Martinelli Luce al mondo del design e quale è la sua rilevanza rispetto ad altri marchi di illuminazione?

“Da sempre investiamo in ricerca e tecnologia, nello sviluppo di nuovi prodotti come anche molti altri nostri concorrenti, ma negli ultimi anni abbiamo voluto riportare l'utilizzatore della lampada al centro del nostro interesse. Ci piace dargli la possibilità di interagire attivamente con la luce, non solo con un semplice interruttore, ma attraverso l'azione diretta come quella di tirare una fascia Elastica, o come nella lampada Metrica quella di estrarre dalla base un supporto luminoso e poterla accendere e regolarne l'intensità, oppure toccare il corpo lampada della Cyborg per illuminarla. Peraltro, dinamicità ed interazione hanno da sempre contraddistinto la produzione Martinelli Luce. Ne sono esempi la possibilità di ruotare il diffusore del Cobra o del Serpente, o modificare l'altezza del Pipistrello agendo sul telescopio in acciaio che sostiene il diffusore. Anche la componibilità e la possibilità di creare una lampada be-spoke è da sempre nel nostro DNA, fino dagli inizi dell’azienda. Molti sono i prodotti che possiamo citare, tra i più recenti: Lunaop, CiuliFruli, Mamba, Colibrì, Bruco, Lady Galala. Il denominatore comune è proprio la flessibilità e la possibilità di rispondere alle esigenze del progettista nella creazione di un prodotto personalizzato. Siamo una realtà di dimensioni commerciali medie, in crescita da molti anni, in cui ancora oggi si respira una emozione nella realizzazione delle idee e dei prodotti forse perché l’azienda, dopo più di 70 anni dalla fondazione, è tuttora a gestione familiare (siamo alla quarta generazione), aspetto di cui siamo orgogliosi. Solo poche aziende con questa caratteristica sono ancora presenti sul mercato”.