L'architetto polacco, fondatore di Massive Design, racconta la sedia ispirata alla luna che ha progettato per Tonon

Evoca la purezza geometrica delle fasi lunari la scocca della seduta Moon di Mac Stopa per Tonon.

Moon è nata dalla collaborazione tra lo storico brand creato in Friuli negli anni Venti, uno dei marchi più affermati nel settore delle sedie e dei tavoli, e il pluripremiato designer e architetto nato a Varsavia, fondatore dello studio Massive Design che, nella sua carriera, unisce da sempre la passione per la geometria a quella per le forme scultoree e l’arte digitale.

Rivestita in pelle o in tessuto, la seduta Moon ha una struttura in schiuma integrale, un materiale che si mantiene flessibile nel tempo e si adatta alla forma del corpo e può essere completata da quattro basi differenti. Per saperne di più, raggiungiamo Mac Stopa in Florida, dove vive da anni.

Mac Stopa, da dove nasce la fascinazione per le linee organiche, in questo caso cosmiche?

Da studente mi sono sempre interessato a libri e film di fantascienza. Inoltre sono affascinato dalla bellezza della natura e dalle forme organiche che questa crea. La mia ispirazione dunque è in gran parte una combinazione di fantascienza, fantasy e biomimetismo, la disciplina che studia ed imita i processi biologici e biomeccanici della natura e degli esseri viventi.

La collezione Moon sembra allontanarsi dai sentieri più spregiudicati a cui ci aveva abituato: è l’inizio di una nuova fase?

Moon è stata progettata pensando all’ergonomia, al confort, alla semplicità, al facile adattamento alle diverse aspettative dell’utente finale. La sua forma è organica e scultorea, non c’era il bisogno di aumentarne l’ importanza con un modello tridimensionale.

Con gambe in metallo, legno, a slitta o girevoli: la sedia Moon è sempre perfetta. La versatilità è diventata una parola d’ordine del design contemporaneo?

Durante il processo di progettazione analizzo spesso il tema della versatilità: in alcuni progetti dei miei tavoli, grandi poltrone o sgabelli bassi cerco la modularità. Nel caso di un progetto di una seduta come la Moon, invece, una buona soluzione è fornire al futuro utente la possibilità di scegliere la base più adatta alle sue esigenze. Molti progetti realizzati con Tonon Italia negli anni passati offrono questa opportunità. Oggi è uno standard frequente nel settore.

Dal tuo punto di vista, la sostenibilità è un limite o un’opportunità del processo creativo?

Sono arrivato alla conclusione che uno degli elementi più importanti nel processo di progettazione oggi sia l’attenzione all’ ambiente. La sostenibilità non limita in alcun modo la visione progettuale anzi, porta a individuare nuove opportunità perché il processo creativo inizia spesso con un’analisi della tecnologia esistente per la produzione. E architetti e designer hanno sempre più opportunità, nel rispetto della sostenibilità, di influenzare la tecnologia di produzione, anche partecipando a ricerche e sperimentazioni ecologiche. Per questo, insieme al team Tonon, abbiamo realizzato versioni della Moon in tessuto ecologico, prodotto con filati ottenuti da materiale riciclato. Creatività e sostenibilità devono andare di pari passo. Ma siamo ancora nella primissima fase della sostenibilità, ci sono tante cose da imparare e da scoprire.