Un catalogo che moltiplica prodotti, funzioni e possibilità estetiche. Con la soddisfazione del Compasso d’Oro a AK/25, serie Aboutwater di Boffi e Fantini

C’era una volta un mondo in cui il bagno era il bagno. Nel senso di locale di servizio. Poi nel tempo l’evoluzione dell’ambiente domestico ha considerato il bagno uno dei locali della casa e da lì in poi, a piccoli passi, il bagno diventa sempre più una stanza da arredare. Per il design di prodotto è una conquista dopo l’altra. Il colore, ad esempio. Negli anni era un must irrinunciabile, Fantini introduce il colore già sul finire degli anni ’70 scommettendo su un’area inesplorata. E ancora le superfici, che fra gli anni 80 e 90 esplorano identità sempre più sofisticate, come il mosaico. E poi finalmente i rubinetti. Le leggende raccontavano che i veri ricchi li avevano in oro massiccio. Le persone della società contemporanea hanno poi semplicemente cominciato ad avere sempre più scelta nelle forme e nelle funzioni, il nuovo lusso ha un registro molto personale.

Acquafit by Fantini Rubinetti

L’intelligenza del design opera sui dettagli sia funzionali sia estetici. Un concetto su cui si basa tutto il lavoro di Fantini. Così i rubinetti, col passare del tempo, diventano strumenti sofisticati. Il lavoro sulla bellezza non è secondario, anche perché dal punto di vista semantico il rubinetto è il tramite prezioso tra acqua e ambiente domestico. Tra natura e civiltà, in estrema sintesi. La magia dell’acqua che scorre, addomesticata, nelle case ispira sempre più l’evoluzione dell’intero bagno. Da servizio a luogo di benessere. Dai rubinetti e dai soffioni l’acqua scroscia, si centellina, cade come pioggia o bruma, massaggia come una cascata. L’intero immaginario idrico è rappresentato nei bagni contemporanei e, simultaneamente, i rubinetti entrano nella collezione ADI e nell’attenzione della critica del design. Come è accaduto al sistema AK/25 Compasso d’Oro 2020, un lavoro di Paik Sun Kim per Aboutwater, di Boffi e Fantini.

“La natura è una fonte d’ispirazione per il design” nel pensiero dell’architetto coreano. “L’acqua cambia continuamente forma: è pioggia, neve. A volte diventa suono e colore e, alla fine, quando incontra il mare si disperde. Dobbiamo aprirci a questi concetti. Deve esserci una filosofia dietro al disegno e agli oggetti che usiamo. È il compito oneroso del progettista”. Parole che spiegano con grande precisione il ruolo simbolico che il marchio piemontese dà a ogni pezzo del suo catalogo. E il pensiero che dà forma alle scelte di Daniela Fantini, Amministratore Delegato del brand. “Le qualità dell’acqua comunicano vitalità all’essere umano, donano energia psicologica. Aboutwater è l’espressione di tutti questi pensieri” diceva Paik Sun Kim durante lo sviluppo del progetto.

C’è la tecnica, la meccanica idraulica. Ma si fonde in modo sorprendente con la poesia e con le mille variazioni che l’acqua crea. Tanto che i sistemi a volte si moltiplicano in un numero incredibile di versioni e possibilità. Accade per esempio nel caso della collezione Acquafit, 130 diverse combinazioni, per altrettante idee e interpretazioni del progettare l’acqua. Acquafit è una doccia multifunzionale e multisensoriale. In versione rettangolare, quadrata e tonda, con o senza luce, è disponibile per installazione a soffitto, incasso, semi-incasso, esterno o con braccio a muro. Con o senza luce, bianca o cromoterapica. Un oggetto idraulico che diventa una presenza emozionale nella vita quotidiana.

La varietà parla di sofisticazione e di una ricerca tipologica che scorre in molte direzioni diverse, supportata dalla tecnologia che propone processi di produzione e finiture sempre diverse. Prendiamo ad esempio i colori. Decine di cromie diverse, nuove sfumature che si aggiungono stagione dopo stagione. È l’evoluzione del coating PVD che quest’anno arricchisce la collezione Icona di Vincent van Duysen, di due nuove finiture: Raw Metal PVD e Pure Brass PVD.  Che si aggiungono alle sei varianti già presenti nel catalogo di questa apprezzata collezione Fantini. Un prodotto che Come spesso accade nel lavoro di Van Duysen, rimane in equilibrio fra un pensiero razionalista e la continua citazione del segno storico. Sono le qualità dei grandi classici, che esprimono al meglio la capacità del progetto di sostenere la relazione quotidiana con l’essere umano.